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Expo, a Piazzetta Piacenza arriva lo “scudlein” FOTO foto

I visitatori sono stati coinvolti nella giornata dedicata al "pollice rosso", chiamata così in onore degli incalliti bevitori delle trattorie piacentine che, nel tenere in mano la ciotola traboccante di vino, vi intingono il pollice, che rimane colorato a fine bevuta

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Arriva a Expo a Piazzetta Piacenza lo ‘”scudlein”, la tipica ciotola di maiolica bianca con cui tradizionalmente si gusta il vino rosso nel territorio piacentino. I visitatori sono stati coinvolti nella giornata dedicata al “pollice rosso”, chiamata così in onore degli incalliti bevitori delle trattorie piacentine che, nel tenere in mano la ciotola traboccante di vino, vi intingono il pollice, che rimane colorato a fine bevuta.

Che si tratti di Gutturnio o Bonarda, il rosso contenuto nello “scudlein” può essere gustato al massimo delle sue caratteristiche “perché la maiolica permette di far arieggiare il vino” ha spiegato la brand manager di Vivaio Giovani, Erika Zucca. Ma lo “scudlein” è soprattutto “un simbolo della cultura rurale. I nostri contadini bevevano il vino in queste ciotole,perché i calici di vetro erano rari e costosi. Chi intinge il pollice nel nostro scudlein non beve solo dell’ottimo vino, ma compie un viaggio nel tempo”.(Fonte Ansa).

IL “DOLCE DIVINO” DI GLORIA TONANI – Giunge al settimo e ultimo appuntamento il ciclo “Un mercoledì da food blogger – Cuciniamo sotto la Zolla”, serie di incontri che vede alcune food blogger piacentine interpretare le ricette tipiche del territorio in linea con un tema scelto di settimana in settimana. Dopo Giulia Golino, Daniela Sippi, Paola Mazzocchi, Katia Baldrighi, Elena Broglia e Sara Fortunati questa settimana è stata Gloria Tonani a portare i sapori e i gusti dei piatti locali sotto la Zolla simbolo di Piacenza a Expo.
 
Gloria Tonani, autrice del blog Gloricetta, ha realizzato il “Dolce diVINO” per richiamare il valore che anima Piazzetta Piacenza questa settimana – l’oggetto – ovvero lo scodellino di maiolica bianca dove è tradizione bere il  nostro vino rosso.

Ecco come si descrive Gloria: “Mi chiamo Gloriana oppure Gloria o se proprio volte fare in fretta Glò. Vivo a Piacenza e, ben che ami viaggiare, mi ritengo un animale stanziale. Graphic designer per mestiere e cuoca per passione. “Cucina…insana passione”, come recita il mio motto. Insana perchè come ogni grande passione ti travolge e riesci a sfornare per settimane i biscotti di Natale o ad accedere il forno per cuocere profumate pagnotte di pane quando la temperatura dei casa supera i 30°. Quando ero piccola il mio interesse per il cibo era pari a zero. Quando oggi lo racconto nessuno mi crede. Conseguenza di questo era la mia magrezza (e anche qui nessuno ci crede)”.

“Ho un ricordo terrificante di una vacanza estiva in colonia a Riccione. Ero molto piccola forse 6 o 7 anni e l’aroma del caffè d’orzo, che oggi a volte sento nei bar, mi porta alla memoria quel latte e orzo che mi propinavano a colazione che mi disgustava e disgusta tutt’oggi oltremodo. In realtà non credo di essere stata una bambina inappetente, ma semplicemente una piccola gourmet che non poteva accedere ad una cucina apprezzabile. Altra tappa importante della mia crescita gastronomica furono le scorribande estive in “Ciao”. Chi è della mia generazione ricorda bene questo mezzo a due ruote che solitamente aveva una guidatore e un abusivissimo passeggero”.

“Il fiume Trebbia era meta di bagni estivi con gli amici e, prima del rientro a casa, era d’obbligo una tappa in qualche trattoria per una merenda a base di salume o formaggi. Il pane freschissimo era tagliato a grandi fette e il salume vi si accoppiava divinamente. Le prime vacanze in campeggio hanno segnato la prima autonomia culinaria. Con alcuni amici, attrezzati con  un minimo di cucina da campo, siamo arrivati a cuocere anche un pollo allo spiedo su un mini barbecue. Oddio, “cuocere” è una parola grossa, dopo ore che giravamo ‘sto spiedo ci siamo sbafati il pollo così com’era. E sinceramente non ricordo se era cotto”.

“Ho due figli grandi ai quali ho trasmesso la passione per la buona cucina ed il buon cibo e un gentil consorte che a malapena riesce a cuocersi un uovo. Amo moltissimo leggere e la mia casa è stracolma di libri. Per non parlare poi di enciclopedie volumi, riviste dispense e altro materiale cartaceo e non che sono la testimonianza della mia passione/ossessione. Il regalo più apprezzato è senza dubbio un libro…magari di cucina o… magari un romanzo che parli di cucina. Chi non ama cucinare non capisce. Ore e ore alla ricerca del pane “definitivo” o del tortello con la coda perfetto. Vorrei girare il mondo per conoscere tutte le cucine, i prodotti e le tecniche, ma amo moltissimo anche la nostra cucina piacentina piena di gusto e di sfumature complesse. Il mio blog Gloricetta, nasce dall’esigenza di mettere in forma decifrabile tutti gli appunti che avevo accumulato su quaderni, fogli e ritagli. Un modo per passare ad amiche, figli e conoscenti le mie ricette. Senza pretese e solo con il genuino desiderio di avere sempre nuovi scambi e nuove idee.”

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