Quantcast

Il carrello spesa costa 6mila 485 euro all’anno: Piacenza più “cara” di Milano

A fare i conti la ricerca di Altroconsumo sui supermercati, condotta analizzando un campione di 885 punti vendita in 68 città italiane. Rilevati 1.083.983 prezzi su 105 categorie di prodotti (spesa alimentare freschi e confezionati, prodotti per l’igiene personale e per la casa)

Più informazioni su

Il carrello della spesa in Emilia Romagna è tra i più cari d’Italia: gli scaffali del supermercato, lungo la via Emilia, sono meno convenienti rispetto alla media nazionale. Una spesa media di prodotti di marca in regione, quest’anno, si aggira infatti attorno ai 6.436 euro, contro una media nazionale di 6.350 euro. E Piacenza non è certo fra le città più convenienti, con i suoi 6.485 euro. 

A fare i conti la ricerca di Altroconsumo sui supermercati, condotta analizzando un campione di 885 punti vendita in 68 città italiane. Rilevati 1.083.983 prezzi su 105 categorie di prodotti (spesa alimentare freschi e confezionati, prodotti per l’igiene personale e per la casa), 885 i punti vendita visitati.

L’inchiesta, disponibile su www.altroconsumo.it/supermercati, è consistente e articolatissima, traccia la classifica della convenienza per città e il podio delle insegne più convenienti. A seconda dei tipi di spesa, Emisfero, catena di super diffusa nel nordest, si aggiudica il titolo di “Supermercato più conveniente d’Italia” per i prodotti di marca; Iper quello di “Marca commerciale più conveniente”; Eurospin quello di “Hard discount più conveniente”.

IN EMILIA ROMAGNA – Secondo la graduatoria la città più conveniente in regione è Rimini, dove il carrello costa in media 6.214 euro all’anno. Modena è seconda, sotto la Ghirlandina si spendono in media 6.339 euro. Per entrambe le città l’indagine registra un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente, in controtendenza con il resto della regione, quando il carrello annuale aveva un costo di 6.247 euro a Rimini e di 6.396 euro a Modena. Va peggio invece a Parma, Piacenza e Ferrara, dove fare la spesa costa tra i 6.469 e i 6.493 euro annui. Maglia nera a Bologna, fanalino di coda dell’Emilia Romagna, con un costo annuo medio di 6.502 euro, ben 500 euro al di sopra della spesa dei cittadini di Verona, la città più virtuosa, al numero uno della classifica di Altroconsumo.

Secondo i dati di Altroconsumo, i supermercati che nel 2014 erano molto competitivi, quest’anno sono più cari rispetto alla media nazionale. Il caso di Piacenza è considerato esemplare in questo senso: fare la spesa in un anno costa in media 6.485 euro, dalle tre insegne meno care del 2014 si è passati a 2. E i punti vendita più cari non sono più 4 punti ma 7. In definitiva i prezzi praticati sono diventati meno competitivi.

PIU’ PRODOTTI “DISCOUNT” – Le aziende della grande distribuzione non competono più sul prezzo dei prodotti di marca, perché hanno capito che gli emiliani preferiscono acquistare prodotti a marchio commerciale (Coop, Esselunga, Carrefour). Di fronte alla crisi, insomma, i clienti reagiscono passando dal “carrello di marca” a quello di “marca commerciale” o “discount”. La tendenza più diffusa a livello nazionale è quella di riempire il carrello sempre con gli stessi prodotti (pasta, detersivi, etc.) ma spendendo di meno. E le aziende, di riflesso, avvertono meno l’esigenza di farsi la guerra sui prodotti di marca.

IN ITALIA – Nel giro d’Italia della convenienza, a fronte di una spesa media (dati Istat) di 6350 euro all’anno per famiglia tipo, a Verona è possibile ottenere il risparmio più consistente:scegliendo i punti vendita più interessanti in un anno in media si abbatte la soglia dei 6000 euro – nessun’altra grande città in Italia offre di più. Seguono Arezzo, Firenze, Pistoia e Pisa – Toscana la regione più virtuosa tra tutte. In fondo alla classifica Palermo, Ascoli Piceno, Pescara e Aosta, dove la spesa costa 600 euro in più della media nazionale.

Tabella classifica città per convenienza su spesa media

VERONA 5999

AREZZO 6017

FIRENZE 6021

PISTOIA 6022

PISA 6040

TREVISO 6046

ASTI 6066

CUNEO 6073

LA SPEZIA 6110

PADOVA 6121

PORDENONE 6135

LIVORNO 6156

BARI 6207

RIMINI 6214

VICENZA 6226

SAVONA 6247

VENEZIA 6254

BRINDISI 6259

TORINO 6269

PERUGIA 6277

TARANTO 6279

ALESSANDRIA 6300

PESARO 6306

COSENZA 6310

TERNI 6317

BOLZANO 6326

BERGAMO 6331 

MODENA 6339

NOVARA 6359

LATINA 6359

NAPOLI 6364

LECCE 6368

FROSINONE 6371

BRESCIA 6375

AVELLINO 6380

CASERTA 6386

CATANIA 6392

FOGGIA 6397

GENOVA 6400

TRENTO 6405

CATANZARO

SALERNO 6406 

RAGUSA 6407 

VITERBO 6409

CAMPOBASSO 6410

VARESE 6418

SIRACUSA 6419

ANCONA 6419 

MILANO 6428 

SASSARI 6432

COMO 6436 

REGGIO DI CALABRIA 6444

UDINE 6450

ROMA 6454

POTENZA 6461

PARMA 6469

CHIETI 6483

PIACENZA 6485

MESSINA 6487

FERRARA 6493

BOLOGNA 6502

TRIESTE 6513

L’AQUILA 6515

CAGLIARI 6518

PALERMO 6560

ASCOLI PICENO 6573

PESCARA 6575

AOSTA 6636

Fonte: Altroconsumo, settembre 2015

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.