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Lega: “Scavare i fiumi per evitare catastrofi”. Presentato progetto di legge

Il consigliere regionale del Carroccio Matteo Rancan ha contestato anche la visita del premier Matteo Renzi: "Invece di sorvolare le valli - ha detto - avrebbe fatto meglio a mettersi gli stivali e spalare"

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“Fare vera prevenzione invece di contare i danni”. Lo sostiene lo stato maggiore della Lega in merito all’alluvione che ha devastato la Provincia di Piacenza. Il consigliere regionale del Carroccio Matteo Rancan ha contestato anche la visita del premier Matteo Renzi: “Invece di sorvolare le valli – ha detto – avrebbe fatto meglio a mettersi gli stivali e spalare”. Cosa che hanno fatto, invece, i Giovani Padani nei Comuni di Ferriere e Farini, come ha raccontato Davide Garilli.

Giampaolo Maloberti invece ha ricordato l’Odg presentato nel 2013 in Provincia per chiedere una migliore manutenzione dei fiumi e una diga in Valnure. “Invece di parlare di fato e casualità – sottolinea – e meglio fare prevenzione”.

IL PROGETTO DI LEGGE – Fabio Rainieri, vice presidente del consiglio regionale, ha quindi presentato la sua proposta di legge, “che punta a modificare la disciplina regionale in materia di attività estrattive prevista con la legge regionale 17/1991 in modo da agevolare e sostenere gli interventi di estrazione sul demanio idrico regionale finalizzati al buon regime delle acque, alla rinaturalizzazione e riqualificazione ambientale dei corsi d’acqua, e ad esigenze di approvvigionamento e risparmio idrico.”

Il progetto di legge, è stato spiegato, prevede due meccanismi in grado di incentivare gli interventi di estrazione. Il primo stabilisce la compensazione dei lavori con i materiali escavati per le imprese che realizzano gli interventi di tutela idrica e ambientale sul demanio idrico regionale: le imprese, in concreto, sono pagate non in denaro con soldi pubblici, ma con i materiali litoidi e terrosi che escavano durante i lavori. Si tratta, a dire il vero, di una prassi già in uso “ma che aveva bisogno di essere normata in via definitiva come è stato fatto in altre Regioni”.

Vi è poi la compensazione con il materiale ricavato sempre dagli interventi di tutela idrica e ambientale anche per le realizzazioni di opere pubbliche da parte di imprese che, oltre ai lavori sul demanio idrico regionale hanno in appalto la realizzazione di opere pubbliche volute da enti locali o altri enti pubblici del territorio regionale. Si tratta in questo caso di uno strumento completamente nuovo rispetto al primo.

La proposta di legge si completa con l’aggiornamento delle norme sulla trasparenza e legalità in materia rendendole più chiare e severe di quelle vigenti. Tra queste vi è anche la proposta di eliminare il criterio del massimo ribasso nell’aggiudicazione dei lavori.

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