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Lettera a Renzi dei lavoratori pubblici: “Non chiudeteci”

Il premier Matteo Renzi, atteso a Piacenza, ha ricevuto una lettera dei lavoratori di Prefettura, Questura, Scuola allievi Agenti

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Il premier Matteo Renzi, atteso a Piacenza, ha ricevuto una lettera dei lavoratori di Prefettura, Questura, Scuola allievi Agenti: “Signor presidente, grazie di essere qui, ma ci ripensi sulla chiusura di questi uffici: fondamentali in caso di calamità e nella lotta alla criminalità organizzata su questi territori”. Di seguito il testo integrale

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ON. MATTEO RENZI
 
Signor Presidente,
in qualità di rappresentanti del personale civile della Prefettura – U.T.G., della Questura e della Scuola Allievi Agenti di Polizia di Piacenza, vogliamo innanzitutto ringraziarLa per essere venuto qui a rendersi conto di persona delle gravissime conseguenze dell’alluvione che ha colpito i nostri territori alcuni giorni fa, dimostrando grande sensibilità istituzionale e soprattutto testimoniando vicinanza alla popolazione duramente colpita dagli effetti di un fenomeno atmosferico di enormi proporzioni.

Tale manifestazione di vicinanza, da noi tutti sentitamente apprezzata, è la dimostrazione di quanto sia fondamentale per una comunità percepire la vicinanza delle istituzioni, a maggior ragione in situazioni di emergenza,  ma anche in questi tempi di evidente complessità sociale che stiamo vivendo.

Quindi, proprio per la fondamentale importanza che rivestono le istituzioni statali sul territorio, vorremmo attirare la Sua attenzione sulla bozza del DPR relativa alla riorganizzazione degli uffici centrali e periferici del Ministero dell’Interno, che include la chiusura di questa Prefettura e il conseguente ridimensionamento della Questura in Commissariato.

Come Lei sa, sig. Presidente, il ruolo della Prefettura è preziosissimo per garantire, soprattutto in questo momento di massima emergenza in materia di gestione dell’immigrazione, della sicurezza e lotta alla criminalità organizzata, la presenza dello Stato sul territorio, utile per far sentire alla Provincia e alla sua popolazione che non è abbandonata a se stessa e che lo Stato è presente, controlla e garantisce le migliori soluzioni alle problematiche sociali e civili che quotidianamente colpiscono i cittadini.

Con la chiusura di questa Prefettura e il ridimensionamento della Questura, si creerà la mancanza di un presidio che gestisca le situazioni di emergenza, che coordini le operazioni delle Forze di Polizia, che disponga gli immediati interventi di Protezione Civile, che gestisca l’accoglienza dei profughi nella Provincia e che permetta ai cittadini di espletare i propri doveri, in quanto la relativa chiusura degli sportelli non permetterebbe l’erogazione di servizi importanti, quali: cittadinanza, profughi e immigrazione, depenalizzazione, antimafia, polizia amministrativa e protezione civile, servizio elettorale e raccordo con gli enti locali, anagrafe e stato civile. Inoltre, tale provvedimento potrebbe avere effetti negativi, anche, sulla locale Scuola Allievi Agenti di Polizia alla quale non verrebbero più affidati i corsi di formazione.

In un periodo in cui vengono spesso a mancare solide prospettive per il futuro, abbandonare questo territorio alla criminalità, alle calamità naturali e alla crisi derivante dalla mancanza di lavoro, che ha colpito molte famiglie piacentine, vuol dire rendere più critica e inaccettabile una situazione già di per sè grave.

Per quanto sopra esposto, sig. Presidente, aderendo anche ad analoghe richieste, manifestate dalle istituzioni locali e da varie categorie economiche, Le chiediamo di prendere in considerazione la possibilità di non lasciare scoperto e privo di sedi istituzionali il territorio della Provincia di Piacenza, con riguardo alla storia di  queste terre (la nostra città è definita “La Primogenita” perché è stata la prima a chiedere l’annessione al Regno d’Italia nel 1848),  alla sua posizione strategica di crocevia fra importanti linee di comunicazione stradali e ferroviarie ed al  suo tessuto industriale e agricolo, che porterebbe ad un declassamento ed alla perdita di identità di una intera popolazione.

Cordialmente
                                                          
                                  
                                               I rappresentanti del personale civile
 
                                               -della Prefettura – U.T.G.  di Piacenza
 
 
                                               -della Questura di Piacenza
 
                                               -della Scuola Allievi Agenti di Polizia di Piacenza
 
                                                           

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