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Lotti alla festa Pd: “Ottimisti sulle riforme, intesa possibile” foto

Luca Lotti, sottosegretario del Governo e fedelissimo di Matteo Renzi, ospite dell'ultima giornata di dibattiti alla festa cittadina del Pd di Piacenza

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Luca Lotti, sottosegretario del Governo e fedelissimo di Matteo Renzi, ospite dell’ultima giornata di dibattiti alla festa cittadina del Pd di Piacenza. Prima del confronto pubblico, moderato da Antonio Farnè della Rai e presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna, a cui ha partecipato anche l’ex sindaco di Piacenza Roberto Reggi, Lotti ha parlato di vari temi d’attualità coi cronisti.

Sul percorso della riforma istituzionale, Lotti ha spiegato: “Abbiamo sempre detto ai nostri militanti alle feste in tutte le altre occasioni che ci saranno i numeri per approvare la riforma del Senato, ci auguriamo che si troverà un’intesa, teniamo aperte fino alla fine tutte le possibilità, la discussione deve essere aperta, domani sera ci sarà l’incontro del segretario col gruppo del Senato, ma siamo ottimisti che alla fine si trovino le soluzioni”.

Altro tema controverso, la scuola. “I centomila nuovi assunti non si erano mai visti, così come non si era mai vista – ha detto – una riorganizzazione così chiara e determinata del mondo della scuola, quando si roforma si creano anche un po’ di disagi ma siamo convinti di andare nell’interesse dei cittadini, degli studenti e degli insegnanti, è un passo in avanti e la riforma farà bene alla scuola”. 

Inevitabile affrontare il tema partito e i rapporti con la minoranza interna: “Qualcuno ha detto che il disagio c’era anche prima, quando Bersani era segretario e noi in minoranza, io non lo consideravo un disagio, ma lo consideravo una condizione politica, spero che ci si possa sentire meno a disagio oggi, anche perchè il dialogo e l’ascolto non è mai mancato, certo noi non vogliamo fermarci perchè quando promettiamo le cose vogliamo realizzarle, il cammino delle riforme non va fermato, ma non vogliamo allo stesso tempo far sentire a disagio nessuno. Fare è il nostro obiettivo. Non siamo attaccati al poltrona, vogliamo arrivare a fine legislatura se ci sono le condizioni e oggi ci sono perchè stiamo rispettando gli impegni e lo dicono i dati Istat”.

Bratti: “Contrasto all’illegalità, dalle istituzioni servono strumenti duri e concreti”
L’Emilia Romagna è una regione che coltiva da sempre gli anticorpi per opporsi alle infiltrazioni mafiose, ma non sempre basta. Le istituzioni devono mettere in campo strumenti di contrasto più concreti. Questo il messaggio principale scaturito dal dibattito di domenica sera alla Festa del Pd, organizzato dai Giovani Democratici, intitolato: “Legalità nelle imprese: un investimento per il nostro futuro”.

Dopo l’introduzione di Stefania Tagliaferri del Pd, il giornalista Filippo Mulazzi ha interloquito con il parlamentare del Pd Alessandro Bratti, con la giovane democratica reggiana Emilia Garuti, con il segretario regionale dello Spi-Cgil Roberto Battaglia, con il presidente della Cna Dario Costantini e con il capogruppo Pd in Consiglio comunale Daniel Negri.
 
Per Bratti, impegno costante in Parlamento su questo fronte, “purtroppo spesso i reati di mafia sono collegati ai reati nella pubblica amministrazione. L’Emilia, proprio perché virtuosa, è diventata particolarmente vulnerabile. Bisogna verificare a fondo le imprese che partecipano agli appalti. Un po’ di anticorpi ci sono, ma non basta. Occorre tenere fuori dallo sviluppo le imprese del malaffare”.
 
Va in questo senso, e non solo, l’impegno anche del sindacato, “poiché – come ha detto Battaglia – la mafia va contrastata in modo duro. Piacenza ci sono sei beni confiscati. Da tempo il sindacato è impegnato a contrastare la mafia che in passato ha colpito molti dirigenti sindacali. Senza legalità non c’è sviluppo. La Cgil sostiene progetti molto importanti. Pio Latorre intuì che per sconfiggere la mafia occorre togliergli i beni che hanno accumulato. Ci sono oltre 15mila beni confiscati. Lo Stato però deve essere più concreto”.
 
Costantini della Cna ha fatto presente come sia l’autotrasporto uno dei settori più critici. “Visto che siamo una città di vocazione logistica, dobbiamo tenere la guardia alta. Le associazioni come la nostra danno un messaggio di legalità. Senza l’illegalità le nostre imprese fatturerebbero oltre il 50% in più. Nessuno paga più nessuno, un giochino che ha ucciso tante piccole imprese. Esiste anche da noi il problema dei cattivi pagatori. Oggi le imprese per essere pagate sono costrette ad affidarsi addirittura a investigatori privati. Altra piaga è la concorrenza sleale. Le imprese oggi purtroppo si chiedono se devono rimanere nella legalità., ed è un messaggio brutto, ma purtroppo oggi non ce la fanno più”.
 
Il consigliere Daniel Negri ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione comunale nel controllare preventivamente le imprese che lavorano con l’ente pubblico. “Sono controlli rigorosi, ma dobbiamo stare sempre in allerta”.
 
Un messaggio di speranza è arrivato da Garuti della segreteria dei Giovani Democratici: “La buona politica, quella fatte dalle persone serie, può e deve fare qualcosa per arginare questo triste fenomeno”.

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