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Morando al convegno Confedilizia: “Ragionevole riduzione fiscale sugli immobili” foto

La sala convegni della Banca di Piacenza ospita sabato 19 settembre il 25esimo Convegno del Coordinamento legali della Confedilizia.

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La sala convegni della Banca di Piacenza ospita sabato 19 settembre il 25esimo Convegno del Coordinamento legali della Confedilizia.

Alla centro congressi della Veggioletta sono intervenuti alcuni politici, tra cui il viceministro all’Economia Enrico Morando. Presenti, tra gli altri, anche Antonio Misiani deputato del Pd, Maurizio Gasparri capogruppo al Senato di Forza Italia, Carlo Giovanardi dell’Ncd, il parlamentare piacentino del Pd Marco Bergonzi e il direttore del Demanio Roberto Reggi.

Enrico Morando si è soffermato con i cronisti sulla scelta del Governo di eliminare l’Imu-Tasi sulla prima casa e le imposte patrimoniali sui terreni agricoli, “facendola finita con la storia incredibile del pagamento dell’Imu sui macchinari cosiddetti imbullonati”: “Facciamo un’operazione di riduzione della pressione fiscale sui patrimoni per grosso modo 5 miliardi di euro nel contesto di una serie di misure pluriennali tra il 2014 e 2018 di riduzione complessiva della pressione fiscale di 45 miliardi, quindi 40 sono rivolti a ridurre le tasse sulla base imponibile sul lavoro e impresa”.

“Il che mantiene l’equilibrio – ha sottolineato – rispetto a una linea che ritengo sacrosanta, cioè la priorità è riconosciuta alla riduzione della pressione fiscale sui produttori, lavoratori e impresa. Dentro a questo contesto l’aumento vertiginoso della pressione fiscale tra il 2012 e 2015 sulla casa e sulla componente immobiliare ha depresso le aspettative delle famiglie con un effetto sulla propensione al consumo e di conseguenza con effetti sulla crescita del Paese. Per quanto venga confermata la priorità degli interventi sulla componente lavoro e sull’impresa, un’azione a favore della riduzione fiscale sui patrimoni è ragionevole e per questo motivo si è deciso di farlo immediatamente”.  

“Abbiamo bisogno di un mercato degli affitti che funzioni bene, soprattutto per favorire la mobilità del lavoro. Per questo, valutiamo con attenzione le proposte di detassazione degli immobili locati, che la Confedilizia ha portato all’attenzione del Governo, con particolare riguardo a quelle concernenti i contratti concordati, che sono di impatto finanziario molto limitato”. Il Viceministro Morando ha anche detto che l’introduzione della local tax dal 2016 “deve essere ripensata alla luce della decisione di eliminare l’Imu e la Tasi sulla prima casa”.

Antonio Misiani ha aggiunto: “Abbiamo alleggerito l’Irpef con il bonus degli 80 euro, abbiamo azzerato l’Irap sul costo del lavoro a tempo indeterminato, e azzerato i contributi per le assuzioni stabili per il 2015, ora è giusto dare una segnale anche sulla tassazione immobiliare, che è passata da 10 miliardi nel 2011 a 24 miliardi l’anno passato. 

Un aumento vertiginoso giustificato dalla drammatica crisi economica che ora è venuta meno, ci sono così gli spazi per dare un segnale in questo senso, partendo dall’abitazione principale. L’intervento sarà netto e riguarderà tutti, è un pezzo della strategia di rafforzamento e consolidamento della ripresa economica”.  

Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato di Forza Italia, ha affermato: “Noi di Forza Italia facemmo della detassazione della prima casa un cavallo di battaglia realizzato, successivamente i governi Monti, Letta e Renzi hanno triplicato la tassazione sulla casa. Rivendichiamo il copyright sulla riduzione del prelievo fiscale sulla casa e una coerenza, qualora si intervenga su questo tema, aspettiamo al varco i convertiti per capire se fanno sul serio o soltanto propaganda”. 

Anche Carlo Giovandardi (Ncd) ha detto la sua: “Il volano dello sviluppo dell’Italia è stata l’edilizia e dalla fine della guerra fino al governo Monti questo sistema ha funzionato al meglio, per gli italiani la casa era un bene rifugio. Da qualche annno a questa parte la casa è diventata qualcosa di cui disfarsi. Il crollo economico dell’Italia è stato determinato da una visione punitiva della casa, bisogna tornare a considerare gli immobili come lo sono stati per tantissimi anni, bisogna tassare quando si guadagna e non i risparmi delle famiglie. Sono favorevole a una politica che rivaluti la casa come il perno intorno al quale ruota l’economia”.

 

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