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Patto per il lavoro, la Cgil convoca i delegati. Ospite il segretario regionale Colla

L'intesa, sottoscritta in Regione con le istituzioni locali, le università, le parti sociali - datoriali e sindacali - e il forum del terzo settore, prevede l’impegno a collaborare per realizzare le linee strategiche, le azioni e gli strumenti capaci di generare sviluppo e una nuova coesione sociale

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E’ stato siglato nelle scorse settimane nella sede della Regione il Patto per il lavoro. L’intesa, sottoscritta con le istituzioni locali, le università, le parti sociali – datoriali e sindacali – e il forum del terzo settore, prevede l’impegno a collaborare per realizzare le linee strategiche, le azioni e gli strumenti capaci di generare sviluppo e una nuova coesione sociale.

Per i prossimi 5 anni sono a disposizione 15 miliardi di euro per favorire la creazione di circa 120 mila posti di lavoro e portare la disoccupazione al 4,5% dimezzandola con una forte attenzione per la legalità.
 
Il documento, che sarà al centro dell’Attivo dei quadri e dei delegati di tutti i luoghi di lavoro in Camera del Lavoro a Piacenza, martedì 22 settembre alle ore 9,30 (ospite il segretario generale della Cgil Emilia-Romagna, Vincenzo Colla), individua gli ambiti di sviluppo e propone i relativi interventi prioritari: il lavoro viene declinato in rapporto alle persone, alle comunità, alle imprese e ai territori, alla legalità e alla semplificazione.  

Persone e lavoro, con la creazione di un’Agenzia regionale per il lavoro e rafforzamento del sistema educazione – formazione – lavoro, che possiamo definire ER dual Education. Comunità e lavoro: con il nuovo welfare e i nuovi lavori sociali, il terzo settore e l’autorganizzazione sociale. Sviluppo, imprese e lavoro: attraverso l’internazionalizzazione, l’attivazione della Legge regionale 14/2014, l’innovazione, la qualità e il rafforzamento competitivo del sistema produttivo, nuove imprese e sviluppo delle competenze.

E ancora Territorio e lavoro: qualità del territorio e investimenti in particolare attraverso un piano per la sicurezza e la manutenzione del territorio- a partire da un nuovo piano regionale per “una regione senza amianto” – un piano per la casa, un piano per la mobilità e un piano per l’edilizia scolastica. Legalità e lavoro: contrastare ogni tentativo di infiltrazione nell’economia legale da parte della criminalità organizzata e la negazione di diritti fondamentali nel lavoro, agendo su appalti, anticorruzione e gestione dei beni sequestrati e confiscati.

Semplificazione e lavoro: avviato il processo di riordino istituzionale, la Giunta ritiene di dotarsi di una task force per realizzare, anche attraverso il confronto con le parti sociali, la semplificazione normativa e l’efficientamento organizzativo.
 
La Regione nel prossimo quinquennio (2015-2020) mette in campo per il lavoro, lo sviluppo del territorio e la coesione sociale oltre 15 miliardi di euro. Per le politiche dedicate direttamente al lavoro, allo sviluppo delle imprese e della cultura imprenditoriale e alla qualità e sostenibilità del territorio, la Regione mobilita risorse strutturali per circa 3,2 miliardi.

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