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Piacenza in Lombardia, no del consiglio provinciale al referendum

No ad un nuovo referendum per il passaggio di Piacenza in Lombardia. Così si è espresso il consiglio provinciale chiamato a valutare la proposta dei consiglieri FdI Filippo Bertolini e Sergio Bursi

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No ad un nuovo referendum per il passaggio di Piacenza in Lombardia. Così si è espresso il consiglio provinciale chiamato a valutare la proposta dei consiglieri FdI Filippo Bertolini e Sergio Bursi.

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Una richiesta respinta con i voti della maggioranza: “Sicuramente noi abbiamo rapporti economici con la Lombardia, ma io mi sento emiliano – ha voluto sottolineare il presidente della Provincia Francesco Rolleri. A favore hanno votato i soli Bursi e Bertolini, astenute Paola Galvani e Gloria Zanardi (Forza Italia).

“Noi gravitiamo verso la regione Lombardia – ha motivato la richiesta Bursi -. Cosa vuol dire sentirsi emiliani, se con Bologna non abbiamo nulla a che spartire se non il far parte geograficamente della Emilia Romagna?. Questo non è un discorso politico, mentre la vostra contrarietà è dettata si da ragioni politiche”.

“Piacenza è diventata sempre più protagonista negli ultimi anni anche della politica provinciale, soprattutto con questa nuova amministrazione regionale – ha affermato Paolo Dosi -.  Siamo poi chiamati a consolidare i nostri servizi sul territorio, in un’ottica di area vasta, rimettere in discussione i nostri confini territoriali in un momento di precarietà può solo portare confusione. Nulla ci vieta di avere rapporti con territori di altre regioni: penso non solo alla Lombardia ma anche alla Liguria”.

Paola Galvani ha osservato come Piacenza in questo riordino istituzionale sia “fortemente penalizzata”: “Mi sarebbe piaciuto aprire una discussione sul tema all’interno del centrodestra, ma il nostro coordinatore ha ritenuto di non farlo. Credo che questo non sia il momento per destinare risorse su questa iniziativa, sono altre le priorità. In fase di area vasta vedremo se sarà opportuno fare altre scelte”.

Stessa opinione espressa da Zanardi: “Questo non è il momento, e devo dire che a Ottone, in alta Valtrebbia, spesso si è parlato di passare in Liguria, piuttosto che la Lombardia, e io devo rendere conto anche a chi mi ha eletto”. Massimo Castelli e Patrizia Calza hanno fatto presente, poi, come il passaggio in Lombardia potrebbe “non essere vantaggioso, prendendo in considerazione la gestione, ad esempio, della viabilità”.

“L’area vasta che sta nascendo deve vederci invece protagonisti attivi, dobbiamo lavorare insieme ad altri territori vicino a noi, come Parma, per evitare di perdere presidi sul territorio. Non possiamo più permetterci di perdere tempo” – ha concluso Calza.

“Questo è l’ultimo momento utile per poter prendere questa decisione – aveva affermato Bertolini -, perché dopo l’approdo all’area vasta solo i singoli comuni potranno decidere se chiedere l’annessione o meno. Qui non si tratta di andare in Lombardia o meno, ma di chiedere ai cittadini di esprimersi in merito”.

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