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Po ricorda, sull’argine “Storie di confine”

Domenica 6 settembre dalle 17.30 sull’argine del Po (zona riqualificata all’altezza della banchina di attracco Città di Piacenza, zona Canottieri Vittorino da Feltre)

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Domenica 6 settembre dalle 17.30 sull’argine del Po (zona riqualificata all’altezza della banchina di attracco Città di Piacenza, zona Canottieri Vittorino da Feltre), prosegue la terza edizione de “IL PO RICORDA. Storie oltre il confine”, la rassegna di incontri a cura dell’Associazione culturale Arti e Pensieri.
 
Il quinto appuntamento della rassegna, a ingresso libero e rivolto a interessati di tutte le età, si intitola Vite al confine, cittadini e soldati tra Reno e Danubio e ci porta direttamente sulle rive di questi due grandi fiumi che, attraversando l’Europa per più di 4000 Km, dal Mare del Nord al mar Nero, costituirono per diversi secoli il confine nord-orientale dell’Impero Romano.

Teatro di innumerevoli scontri, Reno e Danubio furono anche sedi privilegiate per la nascita di molteplici insediamenti, che da semplici fortificazioni e accampamenti militari diventarono poi vere e proprie città, molte delle quali ancora oggi esistenti (Bonn, Vienna, Budapest).
 
Per i soldati che arrivavano dalle assolate terre della nostra penisola era assai difficile abituarsi a vivere in quelle zone fredde, umide, costellate di foreste intricate, paludi e… nemici agguerriti! Nelle fonti storiche persone e luoghi sono descritti come enormi, giganteschi, misteriosi: i Romani non credevano ai loro occhi quando in inverno vedevano ghiacciare completamente questi fiumi che potevano poi essere calpestati come rocce.

Nonostante tutto però c’era spazio anche per la vita privata: a lungo andare i soldati si innamoravano, si sposavano e avevano figli con le donne del luogo, portando là abitudini e stili di vita che divennero delle vere e proprie mode. Seguendo le vicende di un legionario romano di stanza sul confine, scopriremo come cambia la vita delle popolazioni locali:  il mondo dei “barbari” si ritrova così completamente permeato dalla cultura latina da non poterne più fare a meno!
 
Grazie ai rievocatori della VIIII LEGIO scopriremo in cosa consisteva l’equipaggiamento del legionario, che ogni giorno si allenava per essere in grado non solo di combattere, ma per affrontare almeno 30 Km di marcia, con circa 30 Kg di peso sulle spalle.
 
Ai confini dell’impero cosa e come si mangiava? Quando i soldati erano in missione dovevano viaggiare leggeri, portando con se cibi facilmente conservabili e molto nutrienti, come ad esempio cereali in chicchi, che solo all’occorrenza venivano macinati, legumi secchi e occasionalmente carne, mentre presso i castra, gli accampamenti, c’era una maggiore varietà: tuttavia la caratteristica fondamentale del rancio del soldato rimane la frugalità.
Chi vorrà immedesimarsi e provare cosa significa trascorrere una “vita al confine”, potrà assaggiare la posca, un miscuglio di acqua e vino acidulo molto rinfrescante o il laridum, la famosa carne secca. Non mancheranno naturalmente pietanze più raffinate, che venivano gustate ad esempio dagli ufficiali, come formaggi, frutta, mulsum (vino aromatizzato con miele e spezie).
 
Avremo inoltre laboratori per bambini e adulti: sarà possibile realizzare in tessuto la riproduzione di una lorica segmentata (corazza originariamente composta da piastre metalliche semi articolate, oppure in maglia di anelli di ferro o in cuoio). Ogni partecipante potrà poi decorare la riproduzione di uno scutum (il tipico scudo di forma rettangolare con curva semi-cilindrica, progettato per offrire una grande superficie di difesa), appositamente realizzato dagli operatori di Arti e Pensieri, da portare a casa insieme alla lorica come ricordo della giornata.
 
In concomitanza con questo appuntamento de IL PO RICORDA avverrà la firma del PROTOCOLLO D’INTESA PER LA VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL TERRITORIO FLUVIALE DEL PO NEL PIACENTINO, alla presenza delle autorità e dei rappresentanti delle realtà coinvolte.
 
L’argomento specifico de IL PO RICORDA di quest’anno (in collaborazione con il Comune di Piacenza, con il patrocinio del Francigena Festival e con il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano e Consorzio di Bonifica di Piacenza) vuole ripensare la nostra identità fluviale tramite il confronto con altre civiltà, oltre il confine del tempo e dello spazio, per condividere gli spazi pubblici di Piacenza in modo innovativo e inclusivo.
 
La rassegna si concluderà domenica 13 settembre viaggiando fino ai fiumi sacri dell’India.
 
 
Informazioni all’indirizzo artiepensieri@virgilio.it o ai numeri 340.6160854, 333.6738327, 339.5411031.
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