Quantcast

Prefetture, De Micheli: “Piano da discutere, difenderemo i presidi della sicurezza”

Sulla proposta di soppressione di 23 prefetture sul territorio italiano, tra cui quella di Piacenza, avanzata dal Governo nell'ambito della riforma della Pubblica Amministrazione, è intervenuto il Sottosegretario all'Economia Paola De Micheli

Più informazioni su

Sulla proposta di soppressione di 23 prefetture sul territorio italiano, tra cui quella di Piacenza, avanzata dal Governo nell’ambito della riforma della Pubblica Amministrazione, è intervenuto il Sottosegretario all’Economia Paola De Micheli. A margine dell’inugurazione del mercato europeo, la De Micheli ha affermato che i giochi non sono chiusi.

L’allarme dei sindacati: “Sportelli trasferiti a Parma”

“Che la prefettura di Piacenza sia stata più volte – ha fatto notare – messa in discussione è legato alla dimensione della nostra provincia, una delle piccole dell’Emilia Romagna. Il testo del regolamento diffuso dai sindacati è in realtà una bozza di lavoro del Ministero e mancano alcuni elementi previsti dal Decreto Madia e quindi è tutto da ridenfinire, però c’è un processo di riorganizzazione che deve essere affrontato con il sindacato.

Ma da qui ad arrivare alla chiusura della prefettura, della questura e del comando dei vigili del fuoco di Piacenza ce ne passa. Abbiamo già segnalato che non siamo nelle disponibilità di accettare un’operazione di accorpamento dove noi perdiamo i nostri presidi di sicurezza, e comunque non è ancora stata discussa la questione a livello politico.

Quello è un regolamento che riorganizza tutto il Ministero dell’Interno e nell’ultima parte riorganizza le ramificazioni territoriali. Voglio tranquillizzare i piacentini su questo, sono bozza che si scrivono perchè si usano criteri numerici ma è ovvio che non possono contare solo questi. Noi siamo il confine nord dell’Emilia Romagna abbiamo delle specificità e siamo logisticamente in una zona che anche in termini di sicurezza ha bisogno di essere presidiata, penso alla questione delle dogane e alle implicazioni di sicurezza.

Questo per dire che non ci sono solo i numeri per affrontare una riorganizzazione, ci devono essere altri criteri che abbiamo già sottoposto al Ministero, e questa mattina ho già avuto una lunga discussione”.  

Foti (Fratelli d’Italia) interpella la Regione: “Pericolo accorpamento sollevato nel 2012” – “E’ da tre anni che dico che c’è l’intenzione di chiudere la Prefettura di Piacenza”. Lo afferma Tommaso Foti, che ricorda: “Su Libertà del 21 maggio 2012 avevo evidenziato il pericolo, poi schivato non certo per l’attività dei parlamentari piacentini. In teasta l’on. De Micheli che giudicava il mio intervento «inopportuno», scagliandosi contro quelli che  chiamava «gli inutili allarmismi di natura elettorale». Non ha niente da dire, oggi?” Di seguito il testo dell’interpellanza alla Regione presentata dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

INTERPELLANZA
Per sapere, premesso che:
 la Provincia di Piacenza è sede di numerosi obiettivi sensibili, con ciò intendendosi strutture che – per le loro caratteristiche – potrebbero essere oggetto di attentati terroristici. In particolare:
a)nel Comune di Caorso presente la centrale nucleare, costruita negli anni ’70, e dal 2001 di propriet di Sogin. Per detta centrale, in fase di smantellamento, non risulta conclusa l’attivit di decommisioning;
b)nel Comune di San Giorgio, segnatamente a San Damiano, attivo l’aeroporto militare, sede del 50 Stormo, nonch base Nato.         
 
inoltre, in ragione della collocazione geografica, il territorio piacentino costituisce un fondamentale snodo per il sistema ferroviario ed autostradale;
 
il 21 maggio 2012, sul quotidiano locale Libertà, l’interrogante paventava il forte rischio di un accorpamento della Prefettura di Piacenza, con quella di Parma, con il conseguente declassamento della Questura a Commissariato e del Comando provinciale dei Carabinieri a Compagnia. Detto allarme veniva definito “inopportuno” dalla deputata Paola De Micheli, attuale sottosegretario all’Ecomomia, che si scagliava contro quelli che definiva “gli inutili allarmismi di natura elettorale”;
 
in realtà la presa di posizione dell’interrogante, come risulta dall’articolo, traeva origine da “un’informazione ricavata dal ministero dell’Interno” ed evidenziava “che anche in termini di ordine pubblico ci sarebbero state conseguenze negative, basti pensare alla mancanza di quelle autorità che devono garantire sicurezza e convivenza civile”;
 
per ovviare a detta paventata situazione, l’interrogante, lanciava quindi “un appello forte a tutte le istituzioni locali”. In particolare chiedeva “di lavorare per scongiurare questa ipotesi ai colleghi parlamentari piacentini, a cominciare dal segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani”, aggiungendo che “Piacenza sarebbe stata troppo penalizzata e si sarebbe aperta una serie di problemi molto pesanti per un territorio come il nostro. Pensiamo come faremmo senza questura o Comando dei carabinieri? Sforziamoci assieme perché ciò non avvenga”;

la sollevazione di diversi parlamentari dei territori interessati, di molti consiglieri regionali, dei rappresentanti degli enti locali( in testa i sindaci e i presidenti della provincia), dissuase il Governo in carica ad approvare, all’interno di un decreto-legge già predisposto, le norme relative alla soppressione di circa 40 Prefetture, tra le quali quella di Piacenza;
 
è notizia di questi giorni l’intenzione del Ministro dell’Interno di sopprimere diverse prefetture sul territorio nazionale, tra le quali quelle di Piacenza, Lodi e Cremona. Una iniziativa che, se attuata, oltre ad apparire inutile per i modestissimi risparmi di spesa che la stessa realizzerebbe, nel caso rappresentato vedrebbe tre province – tra loro confinanti e che assieme rappresentano una popolazione di oltre 800.000 persone – private della Prefettura, con le conseguenze per la Questura e per i Comandi provinciali dei Carabinieri sopra rappresentate;
 
se, anche alla luce degli obiettivi sensibili presenti sul territorio piacentino, dei quali l’interrogante ha evidenziato solo quelli a tutti noti, la Giunta Regionale non intenda intervenire, con l’urgenza che il caso conclama, nei confronti del Governo, e in particolare del Signor Ministro dell’Interno, affinché sia immediatamente ritirata la proposta riguardante la soppressione della Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo di Piacenza.

Maloberti (Lega Nord) “Bene la chiusura delle Prefetture, i dipendenti vadano a identificare i profughi” – “Pare che il Governo tagli 23 Prefetture tra cui quella di Piacenza. Andrebbero tagliate tutte, dovevamo disfarcene 100 anni fa. Il Ministero dell’Interno spende circa 116 milioni di euro solo per gli stipendi di prefetti, viceprefetti e viceprefetti aggiunti. Non è il costo delle prefetture, ma la somma dei compensi di queste tre cariche. Calcolo su dati vecchi di 2 anni, potrebbe anche essere qualcosa in più”.

“I prefetti sono il doppio delle province, circa 200. Letta a dicembre 2013 ne ha nominati 22 nuovi. Ogni prefetto ha un costo “tabellare” di circa 95 mila euro. Aggiungendo assegni personali e altre indennità varie al Ministero, ogni prefetto costa 150 mila euro all’anno. Fermo restando che il livello occupazionale deve essere assolutamente garantito, cosa ne pensate se tutto il personale delle prefetture venisse utilizzato per accelerare le operazioni di identificazione dei migranti? Così facendo potremmo rispedire velocemente a casa loro coloro che non scappano dalla guerra. Essendo clandestini non hanno nessun diritto di rimanere”. 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.