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Primo giorno di scuola per 35mila studenti piacentini. Il saluto di Dosi foto

Sono quasi 545mila gli studenti in Emilia-Romagna (35mila 410 i piacentini) - dalla scuola elementare alla scuola secondaria di primo e secondo grado – che iniziano oggi le lezioni del nuovo anno scolastico che si concluderà il 6 giugno 2016

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Sono quasi 545mila gli studenti in Emilia-Romagna (35mila 410 i piacentini) – dalla scuola elementare alla scuola secondaria di primo e secondo grado – che iniziano oggi le lezioni del nuovo anno scolastico che si concluderà il 6 giugno 2016.

Il calendario – Nel prossimo anno scolastico, oltre alle domeniche, sono dieci i giorni di festa, che salgono a undici nel caso in cui il Santo patrono cada in un giorno di lezione:  1° novembre, 8 dicembre, Natale, Santo Stefano, Capodanno, Epifania, 25 aprile, Lunedì dell’Angelo, 1° maggio, 2 giugno.

Le lezioni saranno sospese per la commemorazione dei defunti (2 novembre). Le vacanze di Natale andranno dal 24 dicembre al 5 gennaio, mentre quelle pasquali dal 24 al 29 marzo 2016.

Il saluto del sindaco Dosi per il primo giorno di scuola

Cari ragazzi,

oggi si ricomincia. Mentre scrivo queste poche righe ripenso al mio primo giorno di scuola, ormai un ricordo lontano: grembiule nero, fiocco azzurro, calzoncini corti. Seduto tra i banchi di un’aula grande, in un edificio – la scuola Alberoni – che oggi è in fase di ristrutturazione e appariva, ai miei occhi di bambino, imponente e carico di suggestioni.

Resta, nitida, l’emozione di allora, tra la paura di affrontare un’avventura da cui non sapevo cosa aspettarmi e la consapevolezza che, in ogni caso, avevo fatto il primo passo di un cammino importante, che mi avrebbe accompagnato per la vita. Non è solo questione di nozioni e conoscenze che andranno a comporre il vostro bagaglio culturale, definendo le competenze che in futuro porterete nel mondo del lavoro, fornendovi gli strumenti per orientarvi e comprendere meglio una realtà sempre più complessa. La formazione è qualcosa di più ampio e profondo: la curiosità di imparare, l’attitudine ad ascoltare per poi confrontarsi con gli altri, lo sprone a dare il meglio di sé, nello studio, al di là del risultato racchiuso nel voto. Ciascuno di voi affronterà questo percorso seguendo le proprie inclinazioni; ci saranno materie che preferirete ad altre, discipline in cui riuscirete meglio o peggio, ma l’auspicio è che affrontiate questa sfida con passione e con forza di volontà.

Con gli insegnanti e con i vostri compagni instaurerete relazioni che vi aiuteranno ad aprirvi, a condividere, a dialogare: esprimete le vostre opinioni, siate voi stessi, non cedete all’omologazione. La scuola vi insegnerà anche la ricchezza della diversità, a partire dalla multiculturalità che oggi è una componente forte e presente in ogni classe, come ci dicono le statistiche secondo cui il 22% degli alunni, nella nostra provincia, non è di cittadinanza italiana. L’integrazione – che non è mai un traguardo immediato – si costruisce innanzitutto sull’accoglienza reciproca, come voi bambini e ragazzi sapete mostrarci con naturalezza sorprendente ormai da tempo.

Con i miei assessori, avverto tutta la responsabilità del nostro ruolo non solo nel consegnarvi strutture efficienti e sicure, in grado di sostenere progetti didattici innovativi, ma anche nel garantire un obiettivo fondamentale: l’inclusione. Per questo, l’Amministrazione comunale ha investito 1 milione e 330 mila euro (50 mila euro in più dell’anno scorso) per offrire servizi idonei a supportare il percorso scolastico di 184 alunni con disabilità. Una scelta prioritaria, nel nostro bilancio, proprio perché crediamo nel valore di una scuola che non lasci indietro nessuno.

Certo, tutti sappiamo quali difficoltà e problemi concreti vi siano da superare in questo momento di transizione e riforme, sia per l’eseguità dei fondi economici, sia dal punto di vista delle risorse umane. Per questo, a maggior ragione desidero ringraziare sin d’ora i vostri insegnanti ed educatori, unitamente a tutto il personale che contribuisce a mantenere le nostre scuole pulite e ben funzionanti, con un servizio mensa all’avanguardia e con tante iniziative di collegamento al territorio. Spero che anche voi, ogni giorno, possiate percepire la dedizione e la professionalità con cui lavorano e anche di questo, cari ragazzi, vi invito a fare tesoro come esempio per il vostro domani.

A tutti voi l’augurio sincero di un anno intenso, di un’esperienza che vi faccia davvero crescere insieme.

Paolo Dosi
Sindaco di Piacenza

I numeri della Scuola in Emilia-Romagna – Sono 545 le istituzioni scolastiche statali attive sul territorio regionale che accoglieranno quasi 545 mila studenti, cresciuti rispetto lo scorso anno scolastico di circa l’1 %. Aumentano anche gli alunni con handicap, che passano dai 14.662 dell’a.s. 2014/15 ad oltre 15.000 per l’a.s. 2015/16 (+ 3.9%).

Le classi funzionanti in regione saranno 24.321, di cui 9.106 nella scuola primaria. Nelle scuole secondarie di II grado il 43% degli studenti dell’Emilia Romagna frequenta i licei, mentre il 57% i tecnici-professionali (34% istituti tecnici e 23% istituti professionali).

In Emilia-Romagna è stato autorizzato il funzionamento di 2.595 classi costituite da un numero di studenti con cittadinanza non italiana superiore al limite del 30%, come stabilito dalle disposizioni ministeriali che lo prevedono in caso di alunni stranieri già in possesso di adeguate competenze linguistiche.
I posti di personale docente quest’anno sarà di 48.399, di cui 42.507 di posto comune (compresi quelli assegnati a supporto delle scuole terremotate) e 5.892 posti di sostegno. 371 i dirigenti scolastici, 174 dei quali saranno impegnati, oltre che nel proprio istituto, anche nella reggenza di un’altra scuola.

Le scuole disporranno inoltre di 13.864 unità di personale ATA (fra i quali collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici) con cui saranno garantiti il regolare svolgimento delle attività delle segreterie, la funzionalità delle aule e dei laboratori ed il funzionamento dei servizi scolastici, con una attenzione particolare, in termini di organico, a quelli delle scuole colpite dal sisma.

L’augurio di buon anno scolastico del presidente Stefano Bonaccini e dell’assessore Patrizio Bianchi“Siete una comunità vera, la più numerosa e per noi la più importante. Scuola e territorio per la Regione Emilia-Romagna rappresentano un binomio indivisibile. La scuola è il luogo dell’uguaglianza, dell’integrazione e della convivenza civile”. Così il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l’assessore regionale alla Scuola Patrizio Bianchi scrivono nella lettera inviata a tutte le scuole in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico.

Rivolgendosi ai 545 mila alunni, ai 371 dirigenti scolastici, ai 48.399 insegnanti, di cui almeno 3.757 al loro primo anno di ruolo e ai 13.864 collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici impegnati nel sistema scolastico dell’Emilia-Romagna, Bonaccini e Bianchi ricordano che “il destino di un territorio dipende dal livello di istruzione dei suoi abitanti: la scolarità è la nuova discriminante sociale, la capacità di competere oggi esige nuovi strumenti per crescere, interagire e comunicare in un contesto sempre più internazionale e per convivere in società pluraliste, nel rispetto di culture anche molto diverse dalla nostra”.

“Per questo – continuano nella lettera Bianchi e Bonaccini – occorre guardare all’educazione come ad un processo inclusivo e perennemente incompiuto e investire per garantire un sistema educativo e formativo adeguato alla complessità del mondo contemporaneo. In questa sfida la Regione c’è, consapevole ed orgogliosa della qualità del  sistema educativo regionale, dello straordinario patrimonio di cultura, competenze, sensibilità, idealismo ma anche grande concretezza che lo contraddistingue e che da sempre permette all’intera comunità di crescere ed agire i propri diritti”.

“In questi mesi la scuola è stata investita da novità importanti, che hanno suscitato reazioni diverse e opinioni contrastanti, da cui oggi vorremmo prescindere per augurare a tutti voi, che la buona scuola la costruite nel quotidiano, un buon anno di studio e lavoro – scrivono – Lavoriamo insieme per fare in modo che  l’aspirazione torni ad essere una capacità sociale e collettiva di questa regione. Generare sviluppo e creare futuro è il nostro impegno per garantire ai più giovani di poter crescere in una regione europea, aperta, inclusiva, equa, innovativa, dinamica culturalmente ed economicamente che nella crisi e nelle trasformazioni in corso ha saputo cogliere le potenzialità per identificarsi con le migliori espressioni del cambiamento”.

In questi giorni il presidente Bonaccini e l’assessore Bianchi hanno inaugurato diverse scuole, tra cui le scuole Paltrinieri Pizzoli e l’istituto Malpighi di Crevalcore, le scuole Quaquarelli di San Giovanni in Persiceto e il plesso scolastico di Reno Centese.

A seguito del sisma 2012, nelle quattro province colpite, sono stati messi a disposizione circa 353 milioni di euro tra interventi finanziati dal Commissario straordinario per la ricostruzione (nuove scuole realizzate) e interventi degli enti locali sugli edifici danneggiati.

Sempre sul fronte dell’edilizia scolastica la Regione sta per stipulare mutui pluriennali per il valore di 57 milioni di euro che consentono, sulla base di un Piano Triennale condiviso con le istituzioni locali, di realizzare interventi straordinari di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico delle scuole, nonché di costruire nuovi edifici e nuove palestre scolastiche. La sicurezza delle nostre scuole è una priorità. Alle risorse che saranno attivate attraverso i mutui, si aggiunge un ulteriore investimento attraverso il Programma regionale di contributi per l’adeguamento sismico degli edifici scolastici (3,2 milioni nel 2015).

Investimenti sono previsti anche per dotare le scuole delle infrastrutture necessarie ad innovare la propria ca­pacità didattica. Nei primi mesi del 2015 sono state collegato con la banda ultralarga 53 nuove scuole dell’Emilia-Romagna, che si aggiungono alle circa 400 già connesse, proseguendo nell’impegno già avviato per creare e ampliare una grande rete in fibra ottica a servizio delle scuole.

Il messaggio del direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Stefano Versari
Questo è un anno scolastico pieno di cambiamenti, alcuni ancora da definire in termini normativi per dare attuazione alla Legge 107/2015. Tuttavia il mio saluto non trae spunto dalla politica scolastica. In democrazia le leggi si discutono, anche criticamente, ma una volta approvate si applicano puntualmente, con correttezza.

Ciò che rimane costante, nel variare delle norme e delle politiche, è la tensione educativa che deve animare ogni azione della scuola, nella consapevolezza delle difficoltà della condizione giovanile, soprattutto nei tempi che stiamo vivendo. Tempi in cui una situazione mi pare presentarsi diffusamente: la solitudine.

Solitudine non significa essere senza nessuno intorno; significa non avere nessuno con cui condividere in modo autentico il proprio mondo interiore, a cui testimoniare la propria verità di persona. Sembra quasi che gli sguardi degli altri, con preoccupante frequenza, non siano quelli di un amico ma di un giudice sprezzante e malevolo.

Oggi si rischia – giovani e meno giovani – di testimoniare il proprio essere sulle pagine inerti dei social media. Tramite queste si ottengono al massimo commenti o like che non impegnano chi li esprime a sostenere nella vita reale chi ha bisogno di condivisione, di consigli autentici, di guida o anche semplicemente, di ascolto e di conforto.

Spesso, poi, ciò che viene “testimoniato” sui social media sono false identità, falsi sé, falsi profili, in cui si finge di essere, ingannando. Isolati nella propria solitudine (spesso affollata di gente), si finisce per pensare di essere i primi e i soli al mondo a provare determinati disagi, a sentirsi lacerati da scelte difficili, a non essere capaci di capire cosa succede dentro se stessi. Eppure basta poco per cominciare a ritrovarsi.

Mi servo, come esempio, di un fatto di cronaca accaduto recentemente a Dublino. Jamie Harrington è un ragazzo di 17 anni che mentre passeggiava ha incontrato per caso un uomo di una trentina d’anni seduto sulla spalletta di un ponte pronto a gettarsi nel fiume. Jamie ha capito le intenzioni dell’uomo. “Mi sono fermato, gli ho chiesto: STAI BENE? Ho capito dal suo sguardo che non era così. Lui non mi ha neanche risposto e si è messo a piangere. Ho dovuto insistere un po’ per farlo scendere dal ponte, supplicandolo di sedersi al mio fianco sui gradini. Alla fine l’ha fatto. Abbiamo parlato per circa 45 minuti di quello che stava accadendo e perché lui si sentiva così. Poi ho chiamato l’ambulanza …”.

A distanza di tre mesi l’uomo ha confidato al ragazzo che in quel preciso istante era sul punto di saltare giù dal ponte e che con le sue parole lo aveva salvato: “stai bene, sono due parole che mi risuonano ogni giorno nella mente” ha dichiarato. E’ la speranza che risuona nelle parole del detective “Rust” nelle battute finali della serie televisiva True detective (2014): “ … Una volta c’erano solo le tenebre.

Se me lo chiedessi ti direi che la luce sta vincendo…”.
Ciascun essere umano sente dentro di sé un grido interiore che riprende, giorno dopo giorno, il vagito con cui abbiamo segnalato il nostro venire al mondo dal ventre materno. Grido che ci conduce alla ricerca della nostra vera voce, quella con cui ci testimoniamo al mondo. La nostra inesausta ricerca dell’Altro, del contatto con le altre persone, dell’amicizia e dell’amore, nasce dalla necessità primaria di avere qualcuno che possa aiutarci a trovare, e che sappia riverberare, la nostra intima, personale, voce. Che non è quella con cui ci rappresentiamo al mondo indifferenziato dei conoscenti o degli estranei, la voce con cui ammantiamo i nostri ruoli sociali.

La scuola è un contesto in cui i ragazzi si incontrano e stabiliscono legami sociali. Molte belle amicizie sono nate sui banchi di scuole e hanno accompagnato la vita di tante persone.

Auguro a ciascuno di voi per questo anno scolastico di saper essere amico, di sapere dire all’altro “Come stai?”, di fermarsi accanto ad una persona in difficoltà anche se non la conoscete, come ha fatto Jamie. Vi auguro pure di trovare ciascuno amici veri nel mondo reale, che non si limitino ai like e alla condivisione dei pettegolezzi, alle frasi vuote. Amici che sappiano esservi accanto, con il loro braccio sulle vostre spalle, con la loro voce quando la vostra si affievolisce.

E voglio ricordare agli insegnanti che, se certamente non sono chiamati a essere “amici” dei propri allievi, pure il loro compito consiste nell’accompagnarvi nella ricerca di voi stessi utilizzando le proprie competenze umane e professionali. Nel drammatico incremento dei saperi ghiaiosi che appesantiscono la vita anziché darle un senso, occorre riflettere su ciò che si va ad insegnare, ricordando – ad esempio – che la poesia, la drammaturgia, la danza e la musica, l’architettura, ogni espressione artistica (chi non ricorda l’Urlo di Munch?) sono mezzi che gli uomini hanno costruito per far sì che il loro grido interiore potesse risuonare nel mondo.

L’augurio migliore che posso rivolgere a ciascun insegnante è di riuscire nel suo difficile compito, così da essere ricordato dai propri allievi con la stima e gratitudine che si provano per un maestro.

Buon anno scolastico 2015/16 a ciascuno di voi.
 

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