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Renzi: “In settimana sarò a Piacenza”. De Micheli: “Nuove risorse in arrivo” foto

Sempre oggi, in giornata, è previsto un sopralluogo dai tecnici della Protezione civile nazionale e regionale nelle zone della Valnure e Valtrebbia, le più colpite dalle piogge torrenziali

Il giorno dopo l’alluvione che ha investito la Val Nure e la Val Trebbia, si contano i danni e le istituzioni si mobilitano per fornire assistenza e mezzi alle popolazioni colpite in provincia di Piacenza.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha confermato che questa settimana andrà in visita a Piacenza nelle zone appena colpite dalle alluvioni. “In settimana andremo a Piacenza”, ha confermato il premier lasciando l’Expo di Milano dove ha partecipato alla Giornata italiana dell’agricoltura organizzata da Coldiretti. Renzi ha risposto alle domande dei giornalisti sulla sua visita a Piacenza mentre salutava i numerosi agricoltori presenti alla manifestazione.

Il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini ha incontrato i sindaci e gli amministratori delle zone duramente colpite dalle piogge torrenziali, insieme all’assessore Gazzolo nella sede della Provincia di Piacenza, presenti anche il presidente della Provincia Francesco Rolleri e tecnici della Protezione civile. Nei prossimi giorni arriverà nelle zone colpite anche il premier Matteo Renzi.

“Oggi pomeriggio vedrò Matteo Renzi a Milano, il premier entro la fine della settimana verrà nel piacentino a fare un sopralluogo” – ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna – “I due milioni stanziati – ha aggiunto – sono per queste ore, per gestire l’emergenza. Ringrazio tutti voi perché ho visto una reazione immediata, ai livelli di quella del terremoto”. ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO

LEGGI IL VERTICE IN PREFETTURA DOPO L’ALLUVIONE E LE REAZIONI

Alluvione: oggi Bonaccini incontra Renzi, entro domenica il premier nel piacentino – IL COMUNICATO STAMPA
Bologna – “Oggi vedrò a Milano Matteo Renzi e lo stesso premier verrà entro la fine della settimana a fare un sopralluogo nel piacentino, colpito dall’alluvione”. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha annunciato un incontro con il presidente del Consiglio, alla luce della richiesta di Stato di emergenza per le zone dell’Emilia e della Liguria interessate dal maltempo.

L’annuncio è stato dato durante l’incontro tenuto questa mattina a Piacenza, nella sede della Provincia, con i sindaci del territorio insieme all’assessore Paola Gazzolo, al prefetto Anna Palombi e al presidente della Provincia Francesco Rolleri. A fronte delle richieste degli amministratori locali, che hanno tutti ringraziato la Regione per la vicinanza e l’operatività immediata, Bonaccini, dopo aver espresso il cordoglio per la vittima dell’alluvione e la speranza per le due persone disperse, ha sottolineato che la fase che ora si apre è quella del ripristino della normalità, cui dovrà seguire la ricostruzione di ciò che andrà ricostruito, ma anche un piano di interventi che punti alla prevenzione.

“I cambiamenti climatici rischiano di rendere imprevedibili ma periodici fenomeni gravi ed eccezionali come quelli che abbiamo vissuto in questi giorni in questo territorio – ha sottolineato il presidente della Regione –. Per fronteggiare questo rischio da parte nostra l’impegno è agire in velocità facendo le cose per bene. Adesso abbiamo bisogno che il Governo sia vicino a questo territorio anche per le risorse da mettere a disposizione”. In apertura di incontro l’assessore Paola Gazzolo aveva comunicato i dati di eccezionalità dell’evento che, sulla base della relazione di analisi in via di completamento, stima in 200 anni il tempo di ritorno. 

Oltre ai due milioni di euro già stanziati dalla Regione Emilia-Romagna, la richiesta di Stato di emergenza nazionale è propedeutica a finanziamenti governativi. Per questo già nella giornata di ieri stretti contatti si sono tenuti direttamente tra Bonaccini ed il presidente del Consiglio Renzi oltre che con il Dipartimento di Protezione civile, con il ministro Galletti e il sottosegretario Paola de Micheli.

“Siamo e saremo qui per avere la garanzia che tutta la filiera delle responsabilità funzioni e sia efficiente – ha detto Bonaccini –. I due milioni di euro straordinari che abbiamo immediatamente stanziato sono destinati al ripristino della normalità. Abbiamo bisogno non solo dell’elenco puntuale dei danni, ma anche degli interventi successivi. Il dissesto idrogeologico è fra le nostre priorità. Dal punto di vista nazionale c’è finalmente in campo un progetto che si chiama ‘Italia sicura’ che finanzierà progetti delle Regioni. Noi ci metteremo impegno, testa, cuore e risorse fin dove potremo arrivare, il resto lo chiederemo a Roma. Ricostruiremo tutto quello che c’è da ricostruire”.

De Micheli: “Domani tavolo tecnico al Ministero dell’Economia per stanziare nuove risorse” – Un tavolo tecnico al Ministero dell’Economia per stabilire le misure più adeguate per far fronte all’emergenza alluvione a Piacenza e stanziare risorse aggiuntive rispetto a quelle già definite dalla Regione Emilia Romagna e un incontro coi vertici Anas sulla Statale 45. L’annuncio arriva dal Sottosegretario all’Economia Paola De Micheli, che in queste ore è rimasta in costante contatto con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

“Renzi mi ha confermato la sua visita in provincia di Piacenza – precisa Paola De Micheli – entro la settimana. Abbiamo parlato anche degli interventi e delle misure più efficaci da assumere per dare un sostegno rapido ai sindaci e agli abitanti della Val Nure e della Val Trebbia colpiti dall’alluvione”.

“In attesa che vengano compiute – aggiunge – tutte le valutazioni della Protezione Civile, già domani pomeriggio avvieremo un tavolo tecnico al Ministero dell’Economia per approfondire nel dettaglio le misure e stanziare le risorse aggiuntive a quelle della Regione. Sempre mercoledì incontrerò anche i vertici Anas per un confronto sugli interventi per la Statale 45”.

“Come già sottolineato dal Presidente dell’Emilia Romagna – conclude – Stefano Bonaccini nel vertice con gli amministratori locali, ricostruiremo tutto e nessun abitante dei paesi che in queste ore sono stati investiti dal disastro sarà lasciato solo. Tutti riavranno le loro case e non lasceremo tracce della distruzione che ha sconvolto le nostre splendide valli. Metteremo in campo ogni strumento per farle tornare il più rapidamente possibile alla loro bellezza”.

L’intervento di Marco Bergonzi (Pd) alla Camera

Intervengo per richiamare l’attenzione in merito alla devastante alluvione che ieri ha colpito il territorio piacentino, provocando la morte di due persone ed una è attualmente dispersa, ed è il padre di una delle vittime; l’auto sulla quale viaggiavano è stata inghiottita, così come l’intera strada, dal fiume in piena.

I danni sono ingentissimi e sono decine i centri abitati sconvolti dall’alluvione, numerose le frazioni isolate.

Da subito la popolazione si è messa al lavoro, così come da subito si è messa in moto la macchina dei soccorsi: tutti i corpi preposti alla sicurezza sono stati immediatamente dislocati sul campo, insieme alla preziosissima opera dei volontari.

Il Presidente della Regione E.R. Stefano Bonaccini era a Piacenza già questa mattina alle 7,30 a significare con la Sua presenza fisica, tutto il sostegno per affrontare questa terribile calamità che si è abbattuta sul territorio della Provincia di Piacenza, a far sentire alle località colpite, la vicinanza di una grande e presente Regione di cui Piacenza orgogliosamente fa parte.

Chiedo Presidente, per Suo tramite al Governo di essere parimenti vicino a questo territorio e di intervenire tempestivamente con tutti gli strumenti a disposizione, a sostegno di una ricostruzione che suturi in fretta le ferite dei paesi sconvolti e delle vallate devastate dalla violenza dell’acqua, nella consapevolezza che, se al dramma senza fine di chi ha perso la vita, non si può porre rimedio, aiutare la popolazione e ricostruire ciò che è crollato lo si può fare e lo si deve fare nel più breve tempo possibile e farlo soprattutto in ossequio a quelle buone pratiche di prevenzione ed attenzione alla sicurezza, che troppo spesso in passato sono rimaste in secondo piano.

Marco Bergonzi

MALTEMPO PIACENZA. MAINETTI (PROTEZIONE CIVILE ER) IN COMMISSIONE: “GIA’ IN CORSO SOPRALLUOGHI PER RICHIESTA STATO DI EMERGENZA” – “Sono già in corso i sopralluoghi con i tecnici nazionali della Protezione civile per arrivare al più presto alla richiesta dello stato di emergenza”. Così il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile dell’Emilia-Romagna, Maurizio Mainetti, ha risposto oggi in commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, a Tommaso Foti (Fdi-An), che dopo le alluvioni che hanno devastato diverse zone dell’appennino piacentino aveva sollecitato l’Agenzia e la Regione “a procedere speditamente ai sopralluoghi per inoltrare quanto prima possibile al Governo la richiesta dello stato di emergenza” e “a prevedere priorità stingenti negli interventi strutturali di prevenzione idrogeologica nella montagna piacentina, dove è crollato il 40% degli argini”.

All’ordine del giorno della seduta della commissione, presieduta da Massimiliano Pompignoli, c’era lo schema di delibera della Giunta su l’“Approvazione del Rendiconto generale dell’Agenzia regionale di Protezione civile per l’esercizio finanziario 2014”, atto approvato con il sì di Pd e Sel, mentre si sono astenuti Ln, M5s e Fdi-An.

Ma l’occasione è appunto servita ai commissari per soffermarsi sulle esondazioni in provincia di Piacenza. Oltre all’intervento di Foti, Alessandro Cardinali (Pd), nel ringraziare l’Agenzia “per la meritoria attività”, ha “espresso cordoglio per le vittime dell’alluvione nel piacentino, e solidarietà ai cittadini colpiti”, chiedendo al direttore “di migliorare le procedure di autorizzazione al fine di velocizzare gli impegni di spesa e ridurre l’avanzo di amministrazione”. Mainetti ha risposto che “grazie al potenziamento dell’Agenzia previsto dalla legge regionale sul riordino istituzionale, si interverrà per migliorare la gestione del sistema dei pagamenti potenziando l’attività delle strutture decentrate sul territorio”.

Quanto al rendiconto 2014, una dirigente dell’Agenzia regionale ha parlato di “entrate e uscite di competenza pari a 42,2 milioni di euro, impegni per 12 milioni e un avanzo netto di amministrazione di 16 milioni”.

Foti (Fdi-An) ha chiesto “chiarimenti riguardo all’ingente avanzo di amministrazione” e “se i fondi statali per le contabilità speciali legate alla gestione delle emergenze sono computati nel bilancio dell’Agenzia”. “L’ammontare dell’avanzo, comunque vincolato- ha spiegato Mainetti- è determinato dalla complessità e lunghezza dell’iter delle autorizzazioni, che finisce spesso per interessare più esercizi finanziari, mentre i fondi per le contabilità speciali sono extra bilancio e vengono affidati dal Governo direttamente a un commissario nominato di volta in volta”.

Stefano Bargi (Ln) ha chiesto spiegazioni “sull’esiguità dei fondi liquidati per l’acquisizione di beni finalizzati alla previsione, prevenzione e gestione delle emergenze, appena 33.495,18 euro rispetto ai 439.866,36 impegnati”. Il direttore dell’Agenzia ha sottolineato che “le liquidazioni vengono rimandate in chiusura d’esercizio finanziario per dare priorità d’intervento alla gestione delle emergenze”.

RANCAN (LEGA), LA REGIONE FACCIA CHIAREZZA SULLO STATO DI SALUTE DEI PONTI – A poche ore dalle violente precipitazioni che hanno colpito e messo in ginocchio la provincia di Piacenza, Matteo Rancan, consigliere regionale della Lega Nord ha depositato un’interrogazione alla giunta regionale per conoscere lo stato di salute dei ponti, stradali e ferroviari dislocati sul territorio piacentino, l’anno di realizzazione, gli interventi di manutenzione straordinaria, gli eventuali ampliamenti, le limitazioni di capacità e la tipologia dei flussi. Alla giunta e al presidente Bonaccini, Rancan ha chiesto inoltre “se sono state compiute verifiche sullo stato di conservazione strutturale e con quale esito”.

“Nella nottata del 13 settembre – attacca l’esponente leghista – il territorio della provincia di Piacenza è stato colpito da violentissime precipitazioni che hanno causato danni nella Val Nure e in Val Trebbia, ove sono esondati i rispettivi corsi d’acqua, provocando disagi e danni sia al territorio che a persone e alle attività produttive. Dai dati raccolti e dalle notizie diffuse – continua Rancan -, si sono riscontrati crolli di ponti, allagamenti di immobili, frane, auto spazzate via, strade ‘mangiate’ dall’acqua e dal fango. Sono state inoltre segnalate, almeno in una decina di Comuni della Val Nure e Val Trebbia, case isolate e bloccate dall’acqua e interruzioni dell’energia elettrica”.

“A Bobbio – continua Rancan ricordando solo alcuni dei danni causati dal maltempo – è crollato il ponte di Barberino portando con sé la conduttura del gas mentre il fiume Nure, tra Ponte dell’olio e Bettola, in località Recesio, ha completamente eroso la carreggiata della strada statale 654 facendola crollare”.

“L’efficienza e l’adeguatezza del sistema infrastrutturale emiliano-romagnolo – continua Rancan – e dunque la sicurezza della viabilità e dei cittadini, si basa, oltre che sulla realizzazione di nuovi interventi infrastrutturali, sul mantenimento della funzionalità delle infrastrutture viabilistiche e dei ponti di attraversamento che costituiscono una valenza strategica se non vitale. Per questo – conclude – è assolutamente indispensabile provvedere con la verifica dello stato infrastrutturale del più ampio insieme dei ponti di attraversamento e in particolare nella zona del piacentino, recentemente colpita da eventi calamitosi particolarmente gravi”.

Fratelli d’Italia-An: “Evitare il protagonismo partitico dopo l’alluvione”
Immediata replica all’iniziativa del Partito Democratico di Piacenza, che ha lanciato una raccolta di fondi sul proprio conto corrente a favore delle zone alluvionate. Ad esprimersi negativamente e’ il direttivo provinciale di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale: “In un momento di così straordinaria emergenza e dolore per i piacentini, è del tutto inopportuno, quando non di cattivo gusto, dare vita ad iniziative di mero protagonismo partitico”.

“La solidarietà e il sostegno nei confronti di coloro che sono stati danneggiati dagli eventi atmosferici, deve essere incolore, meglio ancora se anonima. Riteniamo sia molto più sensato che sia la Prefettura ad aprire un conto corrente destinato alla raccolta di fondi per i colpiti dall’alluvione. Chi poi avesse premura di donare, come auspichiamo, sin da subito per dare un concreto aiuto, può rivolgersi alle tante associazioni attive sul territorio piacentino, fortemente riconosciute e non tacciabili di opportunismo partitico”.

RIFONDAZIONE: “DRAMMA NON CASUALE” (comunicato di Rifondazione Comunista Piacenza) – Rifondazione Comunista esprime innanzittutto alle famiglie di vittime e dispersi il proprio sentimento di cordoglio e vicinanza ed una forte solidarietà alle popolazioni colpite dai drammatici eventi climatici per le quali chiede un pronto intervento delle istituzioni a sostegno di una celere ripresa delle normali attività, della mobilità, della riparazione dei danni ai fabbricati laddove necessario.

Le risorse che gli Enti Locali possono e devono mettere a disposizione devono assolutamente essere escluse dal computo del patto di stabilità, in caso contrario non bisogna farsi problemi a disobbedire alle politiche liberiste del governo e dell’Europa dei banchieri. Il dramma avvenuto nel nostro territorio non è inaspettato e nemmeno casuale; i mutamenti climatici con i loro effetti catastrofici non sono più da considerarsi un’eccezione o un’emergenza, ma una caratteristica ormai consolidata rispetto alla quale adottare misure di prevenzione per poter convivere con essi col minimo danno possibile.

Nel nostro paese dal 2000 al 2015 si sono verificati oltre 2000 eventi atmosferici estremi tra frane e allagamenti con oltre 300 morti ed un costo pari a circa 1 miliardo di euro all’anno solo negli ultimi 5. Ora occorre invertire la rotta. Bisogna smetterla di violare il territorio con colate di cemento che lo impermeabilizzano aumentando la forza distruttrice delle piogge, evitare costruzioni in aree a rischio.

E’ necessario soprattutto un piano di intervento pubblico per la messa in sicurezza del rischio idrogeologico e sismico a partire dalla realizzazione e riqualificazione degli edifici pubblici scolastici, ospedalieri, di edilizia popolare e la manutenzione della rete idrica. Per quanto riguarda i nostri fiumi, i loro affluenti – anche quelli più piccoli – chiediamo che si restituisca lo spazio necessario ai corsi d’acqua; che si individuino aree per consentire esondazioni diffuse, ma controllate.

Torrenti e rivi devono divenire sorvegliati speciali attuando una politica di “convivenza col rischio” con sistemi di allerta, previsione delle piene, piani di protezione civile. Prevenzione e manutenzione del territorio sono la chiave di volta per garantire sicurezza alle popolazioni e un’occasione concreta per creare occupazione.

Rifondazione Comunista sostiene un piano per il lavoro pubblico con assunzione di giovani da destinarsi appunto al controllo dei corsi d’acqua, alle pulizie spondali, ai lavori forestali, alla manutenzione viabilistica e propone di finanziare questi interventi con un’imposta sulla ricchezza (sostitutiva dell’IMU) che tassi progressivamente dall’1 al 2,5% i patrimoni netti dai 700.000 ai 5 milioni di euro. Cambiare si può, cambiare è possibile, cambiare subito perchè non ci sono più scuse.

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