Roncaglia il giorno dopo: al lavoro tra fango e detriti FOTO e VIDEO foto

A pochi chilometri da Piacenza c’è un altro mondo, fatto di fango, polvere, detriti e centinaia di tronchi di alberi, accatastati nei cortili delle case e ai bordi delle strade: questa è Roncaglia oggi, martedì 15 settembre, dopo che il Nure l’ha travolta

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A pochi chilometri da Piacenza c’è un altro mondo, fatto di fango, polvere, detriti e centinaia di tronchi di alberi, accatastati nei cortili delle case e ai bordi delle strade: questa è Roncaglia oggi, martedì 15 settembre, dopo che il Nure l’ha travolta. Un luogo marziano dove abitanti, volontari e soccorritori lavorano in silenzio, armati di pale e stivali al ginocchio.

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Sulla strada provinciale che collega la città ai paesi della Bassa il traffico è tornato a scorrere, ma è stato necessario creare una deviazione per i mezzi pesanti. La prima persona che incontro è una donna che cammina piangendo: “Avevamo appena comprato casa e aperto il mutuo, ora come faremo?” dice senza fermarsi. Come mostrano foto e video, i danni causati dall’ondata sono molto pesanti. Cantine e garage allagati, tutto ciò che contenevano ridotto a spazzatura da buttare; mobili, elettrodomestici, beni personali, per qualcuno l’auto di famiglia. L’area verde della scuola elementare è ridotta a deposito di macerie, mentre montagnole di rifiuti s’innalzano davanti alle porte delle abitazioni. Ma il dramma ha colpito ancora più duramente chi alloggiava al pianterreno e ora non ha più un posto dove stare. “Nel nostro salone l’acqua era alta più di 60 centimetri – racconta un residente – al piano superiore c’era mia madre, una donna anziana, poteva accadere di peggio”.

“Ho passato qui le vacanze, glielo devo” angelo del fango a Roncaglia

Un’opinione comune tra le persone colpite dall’alluvione, che guardano come ad un miracolo l’assenza di morti o feriti. “Qui da noi è stato tutto allagato – spiega Danilo Cigala, che a Roncaglia ci vive da più di 50 anni e mai aveva assistito ad un simile evento (IN FONDO LA VIDEO INTERVISTA) -; non siamo stati avvisati per tempo, abbiamo sfiorato una tragedia e ora l’autunno ci preoccupa molto, siamo solo a settembre, la vera pioggia deve ancora arrivare”. La paura del domani è tangibile: “Non sappiamo se avremo rimborsi o aiuti, chi ce lo garantisce?” chiede un’altra donna, mentre con una vanga si fa strada nel fango. Le difficoltà lasciano poco spazio alle lamentele e molto alla solidarietà: nessuno resta con le mani in mano e chi non può spalare porta viveri o sostegno, come la vecchina che gira tra abitanti e operatori con caffettiera e tazzine. Si lavora duramente, fianco a fianco, per cercare di tornare alla normalità. Il prima possibile.

Foti (FdI) “Allagamenti a Roncaglia e a Borghetto, accertare le responsabilità”

“Verificare l’esatto andamento dei fatti e accertare le responsabilità”. A chiederlo, in una interrogazione alla Giunta, è Tommaso Foti (Fdi-An), per il quale “è fuori di dubbio che inspiegabili e ingiustificati ritardi si sono registrati nel cercare di prevenire l’allagamento delle frazioni di Roncaglia e Borghetto, nel comune di Piacenza, dove molte case, garage e cantine risultano fortemente danneggiate”.

“Ancora alle 8 della mattina del 14 settembre, ad esempio,  gli abitanti della frazione di Roncaglia non erano stati minimamente avvisati del pericolo di esondazione, nonostante la situazione manifestatasi a monte avrebbe dovuto fare prevedere quanto poi accaduto” e, in ogni caso, aggiunge “si sarebbero dovuti adottare preventivamente opportuni provvedimenti volti a limitare i danni alle cose”.

Il capogruppo Fdi-An chiede poi chiarimenti su quanto dichiarato dagli “abitanti della frazione di Roncaglia”, i quali avrebbero riferito che “all’avvenuto innalzamento dell’argine maestro in una frazione del comune confinante, non sia seguita a Roncaglia, da parte di Aipo, l’attuazione di un intervento organico e coerente.”

Rancan (Lega) “Quali interventi necessari per ripristinare la sicurezza?”

Matteo Rancan (Ln) ha rivolto una interrogazione alla Giunta per sapere quali interventi per il ripristino della sicurezza saranno effettuati  – “e sotto la direzione di quali servizi regionali” – dopo il violentissimo temporale che ha colpito la provincia di Piacenza, in particolare la Val Nure e la Val Trebbia. Il consigliere vuole inoltre sapere “a quanto ammontino gli stanziamenti attuali e se ne saranno previsti di ulteriori”, come intenda procedere la Regione “per il risarcimento dei danni a persone, cose e attività produttive” e “se intenda richiedere al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza o calamita naturale”.
Nel rilevare che il Gruppo della Lega nord  ha depositato un progetto di legge recante “Nuove norme per l’estrazione di materiali in aree del demanio idrico regionale”, al fine di “una rivisitazione organica della normativa regionale che la riordini e soprattutto la metta al passo con i cambiamenti e le esigenze manifestatesi nel corso degli anni nel settore delle escavazioni”, Ranca chiede “se la Regione ritiene opportuno procedere nella riforma delle attività di estrazione di materiali in aree del demanio idrico regionale per garantire difesa del suolo e prevenzione di danni quali quelli che si sono appena verificati nel territorio piacentino”. 

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