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Sono 437 gli edifici danneggiati. La MAPPA del disastro

Evacuate 95 persone, di cui 77 ancora fuori casa. 437 edifici danneggiati, ma non significa che siano inagibili. Proseguono le verifiche in provincia di Piacenza per stilare un bilancio completo dei danni arrecati dall'alluvione di Nure e Trebbia

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Evacuate 95 persone, di cui 77 ancora fuori casa. 437 edifici danneggiati, ma non significa che siano inagibili. Proseguono le verifiche in provincia di Piacenza per stilare un bilancio completo dei danni arrecati dall’alluvione di Nure e Trebbia.

Se Coldiretti già si è espressa con una prima stima dei costi per le imprese agricole , sono in corso le valutazioni e i sopralluoghi della Protezione Civile per la concessione dello stato di emergenza nelle aree colpite.

Per dare evidenza anche iconica a quanto è accaduto nella notte tra domenica e lunedì abbiamo realizzato una mappa (clicca sull’immagine per allargare) dei disastri con le situazioni ancora critiche in provincia di Piacenza.

LA SITUAZIONE – IL QUADRO DELLA PREFETTURA

Anche giovedì sono proseguite le operazioni di ripulitura delle strade e delle abitazioni della località Roncaglia di Piacenza da parte dei Vigili del Fuoco, dei militari del 2° Reggimento Genio Pontieri e dei volontari del Coordinamento Provinciale di Protezione Civile

E’ prevista, nella notte tra sabato e domenica, la pulizia delle strade pubbliche, nella località di Roncaglia, da parte di IREN. Al riguardo, è previsto che i residenti possano utilizzare il parcheggio del bar Capolinea, in località Fossadello. Il parcheggio sarà servito da un bus navetta che lo collegherà a Roncaglia. Verrà emessa un’ordinanza di divieto di sosta e transito nell’abitato di Roncaglia, comprensiva della strada provinciale 10R.

E’ stato, altresì, istituito un punto d’informazione relativo ai servizi che il comune può mettere a disposzione degli abitanti della frazione, in piazza Cagnoni angolo Strada Caorsana.
 
PROVINCIA DI PIACENZA
 
Ad oggi, non risulta più interdetta alla viabilità la frazione di Castagnola,  raggiungibile dalla strada provinciale 586, versante genovese.
Non risulta più priva di fornitura elettrica la località di  Bosco Grande.
A Farini, Ferriere, Ottone, Cortebrugnatella e Rivergano proseguono i lavori da parte dei Comuni, con l’ausilio, tra l’altro, nei  primi due Comuni dei volontari del Coordinamento provinciale della Protezione Civile.
 
SERVIZI ESSENZIALI
ENEL. Ha ripristinato tutte le utenze della provincia.
TELECOM. Complessivamente circa 30 utenze di telefonia fissa staccate, nella zona della diga di Boschi dove, peraltro, è funzionante la telefonia mobile.
IREN.  Risultano ancora prive di acqua 3 località poste nel Comune di Bettola. I necessari lavori di ripristino sono in corso.
 
STRADE INTERROTTE
Restano ancora interrotte:
-SP 62 di Orezzoli in Comune di Ottone;
-SP 654  Recesio  in comune di Bettola,
-SP 586  Val D’Aveto da Cattaragna a Castagnola, nel comune di Ferriere
 
Continuano ancora le ricerche della persona scomparsa, durante l’evento alluvionale in questione, nel tratto tra Recesio e Pontedellolio, da parte dell’Esercito Italiano, del Corpo Forestale dello Stato, dei volontari del Coordinamento di Protezione Civile  e del Soccorso Alpino.

Riprenderanno venerdi 18 settembre, le ricerche di Filippo Agnelli, disperso da lunedì mattina. Nella giornata le operazioni di ricerca saranno condotte da una task force formata da tecnici del Soccorso Alpino e Corpo Forestale dello Stato. La zona di ricerca sará estesa,con ogni probabilitá, alla zona a nord di Ponte dell’Olio. Rimangono in standby le squadre del Soccorso Alpino attivate in alta valle, che verranno mobilitate in caso di necessitá nelle frazioni del comune di Ferriere. 

IL DOPO ALLUVIONE: SI CONTANO I DANNI NELLE CAMPAGNE

Confagricoltura Piacenza: le testimonianze di alcuni associati
 
Mario Nicollini ha i campi in località Sant’Antonio a Trebbia, ha avuto danni ai terreni e dichiara preoccupato: “L’argine che protegge i miei campi si sta erodendo a vista d’occhio, se non interveniamo avremo presto un’altra tragedia annunciata. Il Trebbia in questa zona non ha rotto alcun argine, ma per la prima volta è uscito dalla golena. Ho 54 anni, sono nato lì, e non ho mai visto una cosa simile. Se si allaga l’abitato di Case Rocco sarà un altro disastro”.

“E’ accaduto tutto nella manciata di qualche ora – racconta Alessandra D’Aragona che con la famiglia gestisce l’Azienda Croara Vecchia – Abbiamo saputo che sono stati avvisati i comuni, mentre noi non siamo stati allertati. Siamo riusciti a trarre in salvo i cavalli che erano nella parte sottostante della nostra scuderia, il più basso aveva già l’acqua alla gola. Abbiamo avuto danni alle coltivazioni ma soprattutto ai tre maneggi che ora sono ricoperti da uno spesso strato di melma. Dovremo attendere giorni perché si asciughi per asportarla sperando che sia rimasto qualcosa del suolo tecnico sottostante. Il fiume ha portato via anche le barriere e gli ostacoli. Questo, per noi, oltretutto, è il periodo di alta stagione e di grande utilizzo dei maneggi esterni, avremo quindi ulteriori danni. Fortunatamente abbiamo tratto in salvo tutti i cavalli. Resta la grave mancanza della mancata allerta”.

Danni enormi anche a Pieve Dugliara dove i campi sono stati sommersi.  “Mia madre ha sentito un rumore fortissimo – spiega la titolare dell’Azienda Agricola Caminati Nicoletta – abbiamo i campi che lambiscono il Trebbia: sono diventati dei laghi. La casetta con il pozzo per l’irrigazione è stata sommersa: con tutta probabilità sarà bruciata la pompa ma non possiamo ancora verificarlo perché ci sono oltre 20 centimetri di fango. L’ondata immensa del Trebbia ha inabissato i nostri campi, ma abbiamo realizzato di aver avuto danni solo in un secondo momento, perché siamo subito corsi sulle rive di Rivergaro a dare una mano al comune che ci ha chiamati chiedendo aiuto”.

A Grazzano Visconti a far paura è stato il Nure. Moia Gianmarco, dell’Azienza Agricola Almo, racconta: i campi sono enormemente danneggiati, l’acqua è passata a venti metri dalla stalla. Siamo stati svegliati anche noi da questo boato mai sentito prima. La mia famiglia è su quei terreni da duecento anni. E’ stata una cosa incredibile. Quando siamo scesi abbiamo visto le onde e le piante rotolare sui campi. Abbiamo tanti danni, ma siamo vivi”.

“Mi è arrivato in casa un torrente -Spiega Alberto Fioruzzi del palazzo “il Passerino” a Pontenure – il tempo di guardare il campo e il boschetto davanti all’abitazione e avevo l’acqua alla cintura. Siamo a quasi 800 metri dal greto del fiume: un evento simile non è mai successo, almeno negli ultimi 150 anni. Si è riempita la cantina e in casa avevamo 40 centimetri d’acqua. Voglio ringraziare i volontari della protezione civile che con tanta volontà, attrezzature valide e competenza sono riusciti a pompare fuori oltre mille metri cubi dalla cantina sommersa. Ovunque ci sono alcuni centimetri di fango che non so come faremo ad asportare. Probabilmente l’unica soluzione sarà quella di impiegare una ruspa. Nella sfortuna sono già stato graziato: questo è ancora poco rispetto a quanto successo nella zona vicina di Borgetto e nelle zone ancora più colpite. Non era mai accaduto, però è successo, quindi dobbiamo prenderne atto e chiediamo alle istituzioni di prendere gli opportuni provvedimenti che tengano conto della mutata situazione, sia essa imputabile alla gestione del fiume o ai cambiamenti climatici”. 
 

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