Alla “Ricerca” percorsi di auto-aiuto anche per affrontare il dolore del lutto

Imparare a convivere con la perdita di una persona cara: ci sono gruppi di auto-aiuto che riescono a dare un sostegno effettivo in questa fase sconvolgente della nostra esistenza, in cui diventiamo più fragili, più vulnerabili.

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Alla “Ricerca” percorsi di auto-aiuto anche per affrontare il dolore del lutto
Come convivere con la perdita di una persona cara
 
Imparare a convivere con la perdita di una persona cara: ci sono gruppi di auto-aiuto che riescono a dare un sostegno effettivo in questa fase sconvolgente della nostra esistenza, in cui diventiamo più fragili, più vulnerabili. Avviati due anni fa da esperti dell’associazione “La Ricerca”, in collaborazione con gli Amici dell’Hospice, da dove era partita la richiesta di aprire questo speciale servizio di ascolto e orientamento unico nel suo genere sul territorio, stanno rivelandosi in tutta la loro efficacia, al punto che quanti hanno provato a frequentarli hanno messo in moto un passaparola che ha lievitato le sollecitazioni giunte agli sportelli dello Stradone Farnese perché i percorsi di gruppo rivolti a sta attraversando il difficilissimo momento del lutto, possano continuare.

Così sarà, anche se il prossimo percorso inizierà solo ai primi di novembre. Nel frattempo i counselor della onlus piacentina hanno comunque dato la loro disponibilità sin da ora a fornire i primi colloqui d’aiuto, necessari per accedervi. I gruppi che man mano si formano non sono molto estesi – spiega il referente, dottor Sergio Bernazzani –  ciascuno è formato da 8 partecipanti al massimo. L’elaborazione del lutto richiede tempo, e ognuno ha il suo, se si trascura quel senso di smarrimento profondo che viene dall’incapacità di convivere con la mancanza, illudendosi che “prima o poi passa”, difficilmente si riesce a riprendere una vita normale. E più spesso di quanto si pensi, chi crede di aver superato la fase più acuta del dolore, si ritrova poi a dover fare i conti con ferite non rimarginate, anche a distanza di anni”.
Insomma il rischio è di finire per compromettere il nostro equilibrio psicofisico, cominciamo ad isolarci, a sentirci in disagio al punto che sentiamo incompresi da tutti, persino in famiglia: chi ti è vicino non riesce ad aiutarti, non ti senti capito e il senso di solitudine aumenta e non fa che peggiorare le cose. Bisogna chiedere aiuto, prima che questo stato di disorientamento peggiori le cose, risucchi il tuo essere e il tuo agire quotidiano, gli affetti, le amicizie, il lavoro.
Come riferito a suo tempo, attraverso testimonianze raccolte fra quanti avevano partecipato ai gruppi A.M.A. (Auto Mutuo Aiuto) per il lutto, l’efficacia di questa forma di “cammino insieme”, sta nelle potenzialità del confronto: “L’apertura alla vita degli altri – spiegano i counselors della “Ricerca” – , aiuta a legittimare la tua sofferenza, a comprendere tante cose, a dare la giusta dimensione. C’è chi ha bisogno di compiere un percorso di riorientamento. Il percorso da compiere insieme è di 10-12 incontri a cadenza quindicinale. Il colloquio individuale previsto per accedervi avviene con i counselors, Bernazzani 3356918182 o Daniela Buvoli 3332400516, contattabili presso “La Ricerca” sullo Stradone Farnese, 96 (0523.338710 – counseling@laricerca.net). Il contatto può essere preso anche con la dott.ssa Itala Orlando al cell. 3383167200. 

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