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Alluvione, Lega “Il Pd passi dalle parole ai fatti”

Comunicato stampa della lega Nord di Piacenza. 

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Comunicato stampa della lega Nord di Piacenza. 

«Se la sinistra vuole accreditarsi come la forza politica “del fare”, per citare un’espressione coniata dal premier Renzi, inizi dal Piacentino. Dimostri una volta per tutte se davvero ha in sé pragmatismo e volontà di risolvere i problemi degli italiani in difficoltà. Perché di voli in elicottero, battute sui boy-scout e vane parole la gente è ormai stanca: quello che chiede è concretezza».

Lo afferma la segreteria provinciale della Lega Nord in seguito al sopralluogo effettuato dal presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e dall’assessore alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo, nei territori colpiti dall’alluvione di settembre.

«Il tempo dei proclami – avverte il Carroccio – è definitivamente scaduto. Per questo motivo la Lega farà tutto quello che è nelle sue facoltà per vigilare sugli interventi programmati a Bologna e a Roma, affinché arrivino i risarcimenti per le famiglie colpite e gli annunci sulla ricostruzione non si trasformino in uno spot elettorale e niente più. Purtroppo, di fronte a questo centrosinistra inetto e sordo, tocca constatare che le premesse non sono delle più confortanti. Agli emiliani terremotati ancora senza casa, alle richieste di sicurezza e di riduzione della pressione fiscale si è risposto con comparsate e slogan, tanto efficaci nel ritagliarsi uno spazio mediatico, quanto sgradevoli per una popolazione che sta scontando l’ottavo anno di crisi e austerità. Cosa aspettarsi ancora da un Partito Democratico che in parlamento ha già votato contro la proposta della Lega di istituire una no tax area nei comuni alluvionati? Il timore – prosegue la segreteria leghista – infatti è che ancora una volta un Partito Democratico lontano dalle necessità dei cittadini non stia prestando la dovuta attenzione al grido di disperazione di chi ha perso tanto o tutto: i 15 milioni euro stanziati fino ad ora, a fronte di una somma dei danni stimata intorno ai 100 milioni rischiano di suonare come l’ennesima beffa alle orecchie di un’Italia esasperata».

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