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“Area di sgambamento cani nel Daturi”. Inizia la raccolta firme

Raccolta firme sotto i portici Ina in piazza Cavalli e incontro, già fissato per giovedì, con l'assessore all'ambiente Giorgio Cisini per chiedere che all'interno del Daturi sia realizzata un'area di sgambamento cani.

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Piacenza – Raccolta firme sotto i portici Ina in piazza Cavalli e incontro, già fissato per giovedì, con l’assessore all’ambiente Giorgio Cisini per chiedere che all’interno del Daturi sia realizzata un’area di sgambamento cani. Queste le azioni messe in campo dal comitato “Il Daturi per tutti”, che domani mercoledì 14 ottobre inizierà una raccolta firme da presentare all’amministrazione, come spiega il presidente Giovanni Bosi. 

“Nei giorni scorsi abbiamo inviato una lettera aperta al sindaco e giovedì incontreremo l’assessore Cisini – spiega Bosi – per far presente le nostre richieste, dopo che questa estate è stato vietato l’ingresso ai cani nell’area Daturi. Non voglio commentare l’ordinanza sulla pipì, credo però che venendo incontro alle esigenze dei proprietari di cani, dedicando sola una parte del Daturi alla realizzazione di un’area di sgambamento. Sappiamo che nelle vicinanze c’è il Vallo delle Mura, ma per molti anziani è difficoltoso da raggiungere e via Maculani, sotto sera, può essere pericolosa. Questa è una proposta, ma potrebbero essere realizzate altre aree di sgambamento in centro: in questo modo si ridurrebbero i disagi per tutti”. 

I membri del comitato, insomma, chiedono più servizi anche per chi ama i cani, invece di ordinanze repressive (o educative, come ha spiegato nelle scorse settimane in consiglio il sindaco Paolo Dosi), richiesta che andrebbe incontro anche a chi, invece, chiede una maggiore pulizia nelle strade piacentine.

Il Daturi (la cui gestione è affidata al gruppo Alpini) è diventato off limits ai quattro zampe nel corso dell’estate. Sul cartello di divieto di ingresso, qualcuno ha aggiunto la scritta “e agli extracomunitari”, una dicitura che, osserva il presidente, dovrebbe essere rimossa.

Da rimuovere a maggior ragione, e questo lo diciamo noi, perché si tratta di una targa posta su un’area pubblica, per i mortificanti paragoni che suscita, quelli con un’epoca che non dovrebbe tornare più. 

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