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Area di via Campesio, botta e risposta tra M5s e Bisotti

Riceviamo e pubblichiamo la nota dei consiglieri comunali di Piacenza del Movimento 5 Stelle

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Area verde di via Campesio… ciao ciao – Riceviamo e pubblichiamo la nota dei consiglieri comunali di Piacenza del Movimento 5 Stelle, ecco il testo integrale.

Nella assoluta indifferenza, nonostante il parere fortemente contrario di Legambiente e del gruppo M5S, giovedi nelle commissioni consiliari è stata approvata l’edificabilità della zona degli orti di via Campesio, modificando la destinazione a verde privato, come da richiesta della proprietà.

Come M5S la nostra proposta di portare l’osservazione in consiglio comunale per una trattazione più ampia e condivisa da tutti i consiglieri comunali è stata bocciata per la mancanza di un solo voto e a quel punto la commissione ha votato la richiesta e ha sentenziato definitivamente per l’accoglimento… purtroppo.

Alla faccia della riduzione del consumo di suolo! La trasformazione dell’orto in terreno edificabile è in contrasto con gli obiettivi della pianificazione comunale di incremento delle aree permeabili e di contenimento del consumo del suolo, obiettivi lungimiranti ma alquanto disattesi.
L’assessore Bisotti, a Piacenza, durante la Consulta del Territorio e Sviluppo Economico del 21 Febbraio 2014, dichiarò: “l’Amministrazione Comunale consentirà l’edificazione solo se ci sono aree così già classificate dai precedenti piani urbanistici”.

Ricordiamo ancora le parole dell’ assessore regionale alla sicurezza territoriale e alla difesa del suolo, Paola Gazzolo, nel dicembre 2014 appena nominata, che affermò: ”una strategia integrata di crescita sostenibile per i prossimi anni a partire da principi particolarmente cari al Presidente Bonaccini: zero consumo di suolo ed economia verde e della prevenzione”.

Dal 1998 al 2011 il consumo di suolo nel Comune di Piacenza è aumentato dal 17,7% al 22,9% (dati ISPRA), nel capoluogo abbiamo oltre 8600 alloggi inutilizzati e una popolazione stabile attorno ai 100mila, ma i membri della commissione hanno questi dati? Come giustificano una scelta cosi miope?

D’accordo che l’area è privata, ma dal 1957 al 1980 era edificabile e non è stata edificata, quando è stata vincolata a usi pubblici non ha subito espropri e quando è cessato l’uso come orto ha ottenuto un equo indennizzo con la destinazione a residenza della porzione nord. L’interesse privato ci pare sia stato riconosciuto e tutelato.

Certo riqualificare la zona a parco o per attività innovative e sostenibili in questi tempi di crisi sarà forse un utopia (ed è grazie ai tagli imposti  dal governo centrale che si impedisce anche la realizzazione di opere utili e pregevoli) ma concedendo l’edificabilità al privato si preclude ogni possibile scenario futuro nella direzione della collettività..

Ci pare quasi che, come per l’acqua pubblica, manchi la volontà di affrontare certi argomenti e si preferisca la comodità di scelte anche miopi e pure impopolari ma assolutamente più comode e redditizie, questo a discapito dei cittadini e soprattutto delle generazioni future, che subiranno gli effetti dei provvedimenti adottati adesso. Nemmeno la recente alluvione ha cambiato il modo di agire dei nostri amministratori? A parole sempre tutti con nobili intenti, ma nei fatti?

I consiglieri comunali del M5S

La replica dell’assessore all’urbanistica Silvio Bisotti “Sul suo destino deciderà il consiglio”

Le affermazioni dei Consiglieri Comunali 5 Stelle relativamente alla destinazione dell’area tra via Campesio, via G. Da Saliceto e via Maruffi, di proprietà privata genericamente denominata degli “ex orti”, votata a maggioranza dalle Commissioni Consigliari nel quadro del percorso di approvazione del PSC, meritano un breve commento chiarificatore a beneficio dei cittadini.

Infatti, la tesi sostenuta nella nota del M5S secondo cui la decisione delle Commissioni Consigliari di trasformare l’area, già in territorio urbanizzato, attraverso uno specifico “piano urbanistico attuativo – PUA” risulterebbe incoerente è fuorviante per due ragioni: la prima, perchè i Consiglieri si dimenticano che tra i criteri di valutazione delle osservazioni al PSC, oltre a quello sacrosanto della riduzione del consumo di suolo vi è anche quello di valutare ed accettare proposte che andassero nella direzione di “completamenti o ricuciture” di tessuti urbanizzati esistenti e questo è sicuramente un caso evidente; la seconda, ancor più importante, è di ingenerare l’erronea convinzione che in quell’area la proprietà possa direttamente intervenire edificando a piacimento quando, al contrario, il rinvio alla redazione di un PUA che potrà poi essere inserito nel primo POC – Piano Operativo Comunale (il vero PRG) significa che la regia di tutto ciò che potrà essere realizzato sarà tutta in capo al Consiglio Comunale ed in particolare l’indice di edificabilità nonchè le quote di area ed eventualmente di opere da cedere per pubblico interesse.

Questo per obbligo di chiarezza a cui desidero aggiungere che, la misura delle paventate incoerenze rispetto al principio di consumo di suolo zero da parte del nuovo PSC sarà un bilancio da redigere in modo completo e ragionato un minuto dopo la sua definitiva approvazione.

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