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Calza: “Toni sobri per la riapertura della strada di Recesio”

Dopo 39 giorni la Provincia ha riaperto al transito la strada della Val Nure a Recesio. Circa 300 metri di una infrastruttura strategica per un vallata, è stata restituita alla comunità

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A 39 giorni dall’evento tragico che costò la vita a tre persone, ha riaperto venerdì scorso alle 12, la Provinciale Valnure all’altezza di Recesio, inghiottita dalla furia del Nure all’alba del 14 settembre scorso. Di seguito la nota della vicepresidente della Provincia di Piacenza Patrizia Calza.

Dopo 39 giorni la Provincia ha riaperto al transito la strada della Val Nure a Recesio. Circa 300 metri di una infrastruttura strategica per un vallata, è stata restituita alla comunità, con un intervento di 600mila euro , utilizzando risorse proprie dell’Ente. Un evento che, in altre circostanze, avrebbe potuto essere enfatizzato come simbolo di una pubblica amministrazione efficiente, ma soprattutto di un sistema territoriale capace e sano che ha saputo valorizzare le competenze e le capacità dei tecnici e funzionari degli enti coinvolti , delle imprese e dei lavoratori della nostra terra.

Al contrario sono stati scelti toni sobri .

Perché è giusto restare umili e modesti sempre ma, soprattutto, di fronte alla tragedia , cercando di vivere al meglio “il servizio” che , come amministratori, si è chiamati a svolgere.

Perchè dobbiamo rispetto a chi ha perso persone care e a chi, pur non piangendo la scomparsa di amici o familiari ha perduto o è stato danneggiato nelle proprie cose più intime e care e a cui niente di ciò che faremo o diremo potrà dare ristoro o pace.

Come semplici cittadini, prima che come amministratori, il nostro pensiero va a queste persone e a loro, pur nella consapevolezza della povertà del gesto, vogliamo ricordare le parole note di S.Agostino: “ Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dov’erano ma sono ovunque noi siamo”.

Infine, solo se i familiari lo accetteranno e lo condivideranno, proponiamo che, nella prossima primavera, al termine della realizzazione dei lavori di asfaltatura definitiva, procrastinata in previsione di qualche inevitabile assestamento della sede stradale durante il periodo invernale, sul luogo, venga posto un “segno” dedicato a chi non c’è più . Perchè, oltre a servire a non dimenticare , funga da “monito” ,a noi tutti, circa la fragilità della vita umana, la grandezza e imprevedibilità della natura e la necessità di agire sempre con serietà e secondo coscienza .

LA TABELLA CON GLI INTERVENTI

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