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Comprano pasta fresca per 50mila euro senza pagare: truffa a Piacenza 

Cinque persone indagate per una presunta truffa ai danni di aziende agroalimentari, tra cui un pastificio di Piacenza. Secondo gli investigatori, erano soliti commissionare alle imprese truffate la fornitura di olio, vino, sottaceti e pasta

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Hanno fatto ordini ad un pastificio di Piacenza per 50mila euro, cifra che non è mai stata saldata: cinque persone, tra cui un commercialista, risultano sottoposte ad indagine per una presunta truffa ai danni di sei aziende agroalimentari. attive nelle provincie di Brindisi, Catania,  Roma, Treviso e Piacenza. 

Le indagini dei Finanzieri del comando provinciale di Roma sono partite dopo una querela presentata da un’azienda agricola di Seclì (Le), che aveva rifornito oltre 8mila bottiglie di vino ad una società di Pomezia, senza ricevere alcun corrispettivo. Stando agli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Velletri, i protagonisti della vicenda erano soliti commissionare alle imprese truffate la fornitura di partite di olio, vino, sottaceti e pasta, cui seguivano, dopo il versamento di una prima rata, ulteriori ordinativi senza il versamento di acconti. Un raggiro in cui sarebbe rimasto coinvolto anche un pastificio del Piacentino, il cui danno ammonta a circa 50mila euro.

Secondo gli investigatori alle richieste di pagamento delle rate insolute da parte dei venditori, venivano rilasciate false fidejussioni, al fine di “prendere tempo” e conquistare, contemporaneamente, la fiducia della controparte. La merce veniva consegnata a un magazzino di Pomezia per poi volatilizzarsi probabilmente venduta “in nero” ad altri operatori. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono scattate le perquisizioni locali in tutta Italia, presso le unità locali della società a Pavia, Colleferro e Pomezia, oltre che nelle abitazioni nella diponibilità degli indagati, nelle province di Frosinone, Imperia, Roma, Pavia.

Durante l’operazione, è stata rinvenuta documentazione ritenuta interessante e bottiglie di vino appartenenti agli stessi lotti forniti dalle imprese raggirate. Dalle risultanze sin qui emerse il bacino dei soggetti caduti nella truffa allestita dalla società, finita nel mirino delle indagini, potrebbe essere più estesa di quanto sin qui accertato dalle forze dell’ordine.
 

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