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Decommissioning Caorso, il sindaco: “Preoccupati dal caos Sogin”

“Le dimissioni dell’ad Casale – lancia l’allarme Roberta Battaglia – gettano nuove ombre sulla società: gli scontri interni si ripercuotono in modo grave e inaccettabile sui tempi del decommissiong e sul portafoglio dei cittadini. Il governo si svegli, non abbiamo tempo da perdere”.

“Come Comune sede di impianto nucleare in dismissione siamo fortemente preoccupati per il caos al vertice in cui versa Sogin. Le dimissioni dell’ad Casale gettano nuove ombre sulla società: gli scontri interni, troppo spesso diretta emanazione di scontri tra correnti politiche, si ripercuotono in modo grave e inaccettabile sui tempi del decommissiong e sul portafoglio dei cittadini. Il governo si svegli, non abbiamo tempo da perdere”.  

È l’allarme lanciato dal sindaco di Caorso Roberta Battaglia a proposito della lettera di dimissioni irrevocabili che – stando a quanto rivelato da Repubblica oggi – avrebbe presentato l’attuale ad Riccardo Casale.

“Le beghe politiche – e gli interessi sottesi – rallentano la macchina del decommissioning. La situazione è non più tollerabile: i ritardi costano e pesano in maniera insostenibile sulle spalle dei cittadini. La relazione di agosto della commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti ammette ‘difficoltà di gestione’ e ritardi. Non abbiamo tempi certi, nel decommissioning continuano ad essere snobbate le aziende del territorio e le sue eccellenze, ancora attendiamo di sapere se e dove sarà localizzato il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi (che non vogliamo in Emilia Romagna, il pronunciamento
dell’Assemblea legislativa è chiaro)”.

“Da mesi invochiamo investimenti per fare di Caorso un polo di ricerca sul nucleare, ma i vertici sembrano preferire il battibecco politico alla discussione su contenuti e progetti”.

“Il Governo intervenga non per sistemare dirigenti e funzionari, ma per snocciolare il problema Sogin una volta per tutte i due ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente agiscano velocemente”.