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Facebook, sentimenti e scrittura: Selvaggia Lucarelli si racconta a Pulcheria FOTO foto

Un incontro a cuore aperto, senza ipocrisie e con tanta (auto) ironia, lo stile che ben conoscono i suoi follower su Facebook, quello che ha visto protagonista Selvaggia Lucarelli, ospite sabato 10 ottobre alla Fondazione di Piacenza e Vigevano.

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Piacenza – Un incontro a cuore aperto, senza ipocrisie e con tanta (auto) ironia, lo stile che ben conoscono i suoi follower su Facebook, quello che ha visto protagonista Selvaggia Lucarelli, ospite in Fondazione in occasione dell’ultima edizione di Pulcheria. 

La scrittrice, blogger e opinionista Lucarelli ha dialogato durante la serata con la giornalista di Libertà Elisa Malacalza e con Alberto Fermi, mentre la giovane attrice Letizia Bravi ha letto alcuni brani delle sue pubblicazioni. 

Una personalità, quella della Lucarelli, che non manca di attirare antipatie sui social network. “Ho provato ad insegnare la civiltà su FB, a furia di esporre al pubblico ludibrio, restituendo un po’ di gogna pubblica, la situazione è migliorat, e “banno” (togliere e bloccare dai propri contatti, ndr) molte meno persone rispetto al passato – racconta -. Io dico sempre quello che penso, pur con dei filtri, ma con grande onestà intellettuale, questo può avermi attirato delle antipatie. Non ho una linea editoriale, come dimostra il mio essere passata da Libero al Fatto Quotidiano, non ho un padrino”.

“Io faccio questo lavoro per passione, scrivo per me stessa, mentre molti giornalisti stanno sulle loro sedie e vivono la professione in maniera impegatizia. Tanto, pensano, “chi me lo fa fare di approfondire, se la notizia esce comunque?” – dice la Lucarelli -. I miei contatti su Fb sono la mia redazione, sanno che a me possono segnalare tutto, i tantissimi messaggi che ricevo li leggo tutti”. 

Tra televisione, radio, social network il rischio però di perdere il contatto con la realtà è sempre in agguato. “Anche se tu vuoi fare una vita normale, è questa che cambia – spiega – il 
mio più grande timore è di vivere in una bolla. Il mio modo di restare in contatto con la realtà è di frequentare persone normali, viaggiare molto e leggere anche i messaggi che mi manda la gente”.

Inevitabile poi toccare il tema dell’amore, in tutte le sue sfumature: da quello violento, a quello che è invece sano e sincero ma non convenzionale, all’amore “fuffa” che prolifera su Facebook. 

“In caso di amori malati credo che di partenza ci siano delle carenze affettive, c’è sempre complicità malsana, sai che è un amore malsano però te lo tieni perché dà tutti i sintomi della droga e della dipendenza – racconta -, e parliamo non solo di violenze fisiche ma anche psicologiche. Nell’ultimo caso, quello della giovane uccisa dal suo compagno, figuravano denunce per stalking, non per violenze. La reazione nelle donne deve nascere da un istinto di sopravvivenza”. Quello che è scattato nella Lucarelli stessa, per uscire da una relazione infelice. “Credevo che lui avesse bisogno d’aiuto. Dicevo che lui avrebbe avuto bisogno di uno psicologo, mentre le mie amiche mi dicevano che ne avrei dovuto avere bisogno io. Una di loro, per farmi capire che stavo sbagliando, aveva addirittura smesso di parlarmi. Non avevo nemmeno autostima dal punto di vista professionale. Pensavo – racconta con ironia – che la D’Urso potesse essere il massimo dalla vita, perché pensavo di non meritare altro”.

“Odio le gatte morte, che poi sono vivissime, quelle seduttive a ogni costo, che piacciono quei 10 minuti agli uomini perché poi capiscono come sono fatte” continua la Lucarelli che, fatta questa debita eccezione, parteggia comunque per la metà femminile della mela. “Non sono per la difesa d’ufficio delle donne, non so perché piaccio così tanto alle donne forse perché non mi nascondo dietro a un dito. Ecco, noi siamo donne impegnative e che si accompagnano a uomini capaci. E’ che di uomini capaci ce ne sono pochi”. 

Davanti all’immagine della coppia arcobaleno di Sarah e Irene, in attesa di un bimbo, il commento arriva schietto. “Mi sembrano più credibili di Berlusconi e della Pascale. Il problema di questo paese è che c’è la Chiesa, e il nostro Governo, che dovrebbe essere progressista, non ha una posizione chiara. Quando si ha paura di scontentare qualcuno, nessuno è contento”. Troppo studiato invece l’outing del prete polacco. “Ben venga, ma dopo la sua dichiarazione si è scoperto che aveva già pronto un libro e un servizio patinato per le riviste. Mi è sembrato poco genuino”. 

Il discorso torna poi sulla difficoltà di trovare la persona giusta. Essere single può vuol dire entrare in una “dimensione pericolosa, in cui si ha l’impressione di bastarsi, e in cui è difficile far entrare qualcuno, di coppie che funzionano ne conosco poche. Facebook poi facilita il proliferare della fuffa in tutti i sensi, una persona mi ha scritto che le manca il periodo in cui non era amica di tutti. ora c’è un’ansia di stabilire delle relazioni, non riusciamo più a diventare amici e corteggiare in maniera selettiva. Prima le amicizie e gli amori erano un investimento, ora i social network hanno banalizzato i rapporti: c’è chi si butta e sta a vedere chi abbocca”.

Al termine della serata l’assessore alle Pari Opportunità Giulia Piroli ha consegnato a Selvaggia Lucarelli il premio Pulcheria. 
 

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