Il labirinto più grande del mondo a due passi da Piacenza, con arte e gastronomia foto

A pochi chilometri da Piacenza è possibile visitare il labirinto più grande del mondo: una frase insolita da scrivere nel 2015, quanto l'idea stessa, pensata, a lungo coltivata e poi realizzata da Franco Maria Ricci, noto designer, editore, collezionista d'arte e bibliofilo

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A pochi chilometri da Piacenza è possibile visitare il labirinto più grande del mondo: una frase insolita da scrivere nel 2015, quanto l’idea stessa, pensata, a lungo coltivata e poi realizzata da Franco Maria Ricci, noto designer, editore, collezionista d’arte e bibliofilo.

L’immenso labirinto, ben otto ettari piantumati a bambù, progettato con gli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto, si trova a Fontanellato (Parma), immerso nella campagna (in Strada Masone) ed è aperto al pubblico dal 29 maggio scorso.

Il progetto, un vero e proprio “parco culturale”, comprende anche spazi espositivi, una Fondazione, ristoranti, una libreria e sale per eventi. È inserito nel circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Ancora per due giorni è possibile visitare (fino a sabato 31 ottobre )la mostra temporanea “Arte e Follia”dedicata ad Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi, a cura di Vittorio Sgarbi e organizzata da Augusto Agosta Tota. Per la serata di Halloween si può invece provare l’esperienza del labirinto “al buio”, dalle 19 alle 23. Tutte le informazioni sul sito www.labirintodifrancomariaricci.it.

La Masone – Una volta raggiunta la destinazione ci si trova di fronte ad un’architettura in mattoni dal sapore monolitico, non ignota alla contaminazione postmoderna. Alla reception è possibile raccogliere tutte le informazioni sulle possibilità offerte dalla Masone: oltre al dedalo, dove è possibile “perdersi” in tutta tranquillità (sicuramente esperienza rara di questi tempi) o fare a gara nel “ritrovarsi” il più fretta possibile – con l’aiuto della mappa – è possibile godere della eclettica collezione privata di Ricci, a cui è destinata un’ala della costruzione.

Ad oggi comprende oltre 500 opere fra pitture, sculture e oggetti d’arte, dal Cinquecento fino al XX secolo. La sensazione è quella di entrare nella dimora di un “antico” nobile contemporaneo: la varietà dei pezzi, la loro collocazione e alcune scelte inusuali (come la stanza “mortuaria”, dove sono raccolti pezzi sul tema) narrano il percorso intimo ed estetico del proprietario, tra correnti passate e presenti, in un dialogo attivo con la produzione del creativo parmense.

Una fruizione molto libera, desiderosa di raccontare il piacere dell’innamoramento della forma più che di rispettare, pedissequamente, i canoni espositivi storici e stilistici. Il tour si conclude con le rinomate pubblicazioni d’arte di Franco Maria Ricci, consultabili dai visitatori.

Mangiare – Oltre al labirinto e alle esposizioni permanenti e temporanee c’è spazio anche per il tempo libero, all’insegna della gastronomia: un ristorante, con menù ispirato alla cucina tradizionale parmense e italiana, messo in tavola dai Fratelli Spigaroli, chef “stellati” ed bistrò-caffetteria, pensato per chi desidera un momento di riposo durante la visita. Foto tratte da www.labirintodifrancomariaricci.it

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