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Imprese, quelle attive sono 27mila. Saldo positivo di sole 33 unità

Nel terzo trimestre non si sono registrati segnali di particolare portata sulla dinamica imprenditoriale: le iscrizioni di nuove imprese sono state 275 (erano state 306 nel terzo trimestre del 2014) mentre le cessazioni 242 (nel 2014 erano arrivate a 233). Il saldo congiunturale trimestrale è stato quindi positivo ma si è fermato a 33 unità

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Prosegue un limitato dinamismo imprenditoriale.  
I dati trimestrali di Movimprese non rivelano modifiche significative nell’anagrafe camerale
 
Piacenza, 20 ottobre 2015 –  Nel terzo trimestre non si sono registrati segnali di particolare portata sulla dinamica imprenditoriale: le iscrizioni di nuove imprese sono state 275 (erano state 306 nel terzo trimestre del 2014) mentre le cessazioni 242 (nel 2014 erano arrivate a 233). Il saldo congiunturale trimestrale è stato quindi positivo ma si è fermato a 33 unità. Se confrontato con quello degli anni precedenti il tasso di natalità trimestrale si è rivelato più contenuto, quasi a segnalare una cautela ancora maggiore nell’avviare attività d’intrapresa.
 
SCARICA LE TABELLE – Fonte: elaborazioni Ufficio Studi CCIAA di Piacenza su dati Infocamere Stockview
 
L’esame degli andamenti trimestrali rivela l’esistenza di una ciclicità stagionale che fa coincidere con il primo trimestre di ogni anno il periodo nel corso del quale si concentrano le cessazioni.
Complessivamente il numero di imprese registrate – che era lievemente risalito nel corso del secondo trimestre- è andato di nuovo a calare arrivando a 30.193 a fine settembre.
Le imprese attive sono a loro volta scese a quota 27.112.
 
Nel complesso sono 485 le aziende con procedure concorsuali (1,6% del totale) e 875 quelle in scioglimento o liquidazione (2,9% del totale)
 
Confrontando proprio gli stock delle imprese attive si osserva come i settori nei quali viene a registrarsi la riduzione più accentuata sono l’agricoltura (-151 aziende tra settembre 2014 e settembre 2015), le costruzioni (-127 aziende), il commercio (-70 aziende) e le attività manifatturiere (-51 aziende). Tra i settori con crescita maggiore  i servizi alle imprese (+34 aziende), i servizi di alloggio e ristorazione (+30), le attività professionali e tecniche (+21) e le attività finanziarie ed assicurative (+20).
 
E’ interessante osservare che sia il settore dell’agricoltura che quello delle costruzioni hanno intrapreso da alcuni anni un percorso di contrazione dello stock. Per le costruzioni questo è iniziato nel 2011, dopo alcuni anni caratterizzati da un movimento di espansione, per l’agricoltura la tendenza è ancora precedente.
 
Nelle province vicine la dinamica anagrafica trimestrale è positiva, eccezion fatta per Cremona.
 
E’ proseguita, in tutte le province, l’attività amministrativa di cancellazione d’ufficio per le realtà che non possiedono più i requisiti richiesti dalla legge. Anche questa operazione ha ha avuto ripercussioni sullo stock imprenditoriale, pur non riconducibile alla congiuntura diretta.
 
 
 

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