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“La Malvasia sarebbe piaciuta al genio di Leonardo” foto

I vini dei Sette Colli di Ziano che hanno fatto da cornice all’inaugurazione, oggi 20 ottobre a Milano, del Cavallo di Leonardo esposto davanti alla sede della Regione Lombardia

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La Malvasia di Candia aromatica dei colli piacentini è unica. Basti pensare che in Italia ne esistono 17 varietà che nascono su 850 ettari di terreno. Ebbene, 700 di questi ettari sono in provincia di Piacenza. Il vino che degustiamo oggi sarebbe piaciuto di sicuro anche a Leonardo».

Roberto Miravalle, presidente del Consorzio di tutela dei vini Doc dei colli piacentini, ha presentato così i vini dei Sette Colli di Ziano che hanno fatto da cornice all’inaugurazione, oggi 20 ottobre a Milano, del Cavallo di Leonardo esposto davanti alla sede della Regione Lombardia.
 
La giornata si è svolta durante il link ideale di Milano con il Comune di Vinci e con l’Ippodromo di San Siro, alla presenza dell’assessore alle Culture Cristina Cappellini, del sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia, degli sponsor Giandomenico Auricchio (Auricchio spa), Umberto Montani (Fagioli) e il presidente di Infrastrutture Lombarde Paolo Besozzi. Il cavallo resterà esposto per sei mesi.
 
Le Cantine Mossi 1558, Cantina sociale di Vicobarone, La Ferraia e Molinelli di Ziano hanno fatto degustare i vini agli ospiti – tra cui diversi giornalisti delle associazioni Arga di Lombardia ed Emilia Romagna che hanno contribuito alla presenza dei viticoltori piacentini – e un brindisi a tre, rigorosamente con Malvasia di Candia aromatica piacentina, è stato celebrato da chi custodisce le tracce dello scienziato nei propri territori: Cappellini, Torchia e il sindaco di Ziano, Manuel Ghilardelli.

Intervistato a più riprese anche Miravalle, che ha fatto parte del team che ha rimpinzato la Vigna di Leonardo nella casa degli Atellani, antica dimora regalata all’artista e scienziato da Ludovico il Moro e nella quale era presente appunto la Malvasia di Candia proveniente dal Piacentino.
 
Il “cavallino”, così chiamato dalla stessa autrice, la scultrice americana Nina Akamu che ha inviato un messaggio, è una copia di dimensioni ridotte (2,5 metri) rispetto a quella esistente all’interno dell’Ippodromo di San Siro (7,3 metri) dove i vini dell’associazione di viticoltori della Valtidone hanno partecipato facendosi degustare dal pubblico del tempio dell’ippica milanese.
 
Oltre alla Malvasia, secca e dolce, le cantine piacentine hanno servito – grazie alla presenza di un sommelier Ais – anche gli inimitabili Gutturnio e Ortrugo, accompagnati da coppa, salame e mostarde Mossi di Malvasia e pesche e di Mela e zucca e Aceto balsamico deposte sopra Grana Padano. Consenso generale per i profumi e i gusti. Soddisfatti Ronberto Manara (La Ferraia), Alberto Bossi (Cantina sociale di Vicobarone) e Marco Profumo, la cui Malvasia Rosa ha stupito.

Questo vino, nato un paio di anni fa, è il risultato di una lunga ricerca fatta dalla Cantina Mossi con Mario Fregoni, ordinario di Viticoltura alla Cattolica di Piacenza, il quale è riuscito a stabilizzare una mutazione scoperta in passato. La giornata è stata un’occasione dal respiro culturale alto che ha contribuito a far conoscere la Valtidone ancora di più in Lombardia.

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