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“La notorietà della Madonna Sistina supera quella della Gioconda” foto

Presentatata in San Sisto a Piacenza l’esposizione “La forza dell’immagine da Raffaello al digital”, frutto del lavoro degli studenti dei ragazzi del Liceo Scientifico San Benedetto

«L’immagine ha una forte carica comunicativa, lo sappiamo bene oggi in cui è l’immediatezza la prima regola. La riflessione sulla forza di un’immagine capace di creare un ponte tra due epoche così differenti e lontano come il 500 di Raffaello e i digital è il fulcro del lavoro dei ragazzi del Liceo Scientifico San Benedetto».

Preceduto dai saluti del preside Fabrizio Bertamoni – che ha ringraziato Comune di Piacenza, Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Piacenza, Federazione Ordine Architetti PPC Emilia Romagna e Fondazione Architetti Parma e Piacenza per il patrocinio all’evento, lo sponsor Formec Biffi S.p.A e l’agenzia di comunicazione What Studio per la collaborazione creativa alla realizzazione della mostra – il direttore di Libertà Gaetano Rizzuto ha presentato così l’esposizione “La forza dell’immagine da Raffaello al digital”, frutto del lavoro degli studenti dei ragazzi del Liceo Scientifico San Benedetto.

«Analizzando l’opera di Raffaello per la mostra documentaria organizzata l’anno scorso dai Musei Civici in collaborazione con l’Ente Farnese – ha sottolineato Antonella Gigli Preceduto responsabile dei Musei di Palazzo Farnese a Piacenza che ha portato i saluti dell’assessore Tiziana Albasi insieme al presidente dell’ordine degli architetti Giuseppe Baracchi – abbiamo ripercorso le vicende storico-artistiche che hanno portato alla creazione del mito Madonna Sistina e angioletti. La nostra indagine si è snodata sugli influssi che la Madonna Sistina ha avuto sul mondo dell’immagine dal 500 a oggi attraverso l’analisi di opere e pubblicità. Questo ci ha portato a constatare che la notorietà del dipinto di Raffaello supera di gran lunga quella della Gioconda».

Forza dell’immagine e ruolo nel contemporaneo sono i cardini attorno a cui si è snodato il confronto tra Carlo Scagnelli, rappresentante della Formec Biffi, il critico d’arte Eugenio Gazzola e l’artista William Xerra autore di diverse opere ispirate alla Madonna Sistina moderato da Alessandra Arzani, allieva del Liceo Scientifico San Benedetto. Sottolineando «l’insopprimibilità dell’immagine» Gazzola ha analizzato il ruolo della diffusione di un’icona nel mondo della comunicazione «Una volta nata l’immagine non può più essere eliminata proprio per la sua forza concettuale e l’essere di per sé riferimento per altre infinite immagini».

«Forza e verità, ma anche contraddizione» sono i punti da cui William Xerra, con l’aiuto di alcune sue opere, ha riflettuto sugli effetti «del bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti e che ha creato un analfabetismo dei sensi sconosciuto ai tempi in cui il dipinto o una scultura era una forma di lettura aperta a tutti. Siamo tutti analfabeti – ha concluso Xerra – poiché non siamo più interessati ai sensi».

Carlo Scagnelli anima della galleria d’arte Biffi Arte ha analizzato il ruolo che un’azienda internazionale come la Biffi ha nella comunicazione della cultura illustrando il progetto che l’azienda di San Rocco sta portando avanti con 30 artisti di strada. «Invece di dismettere silos ormai obsoleti abbiamo deciso di trasformarli in opere d’arte creando un’occasione di condivisione dell’arte e delle idee».

La mostra promossa dal Liceo scientifico San Benedetto in collaborazione con l’agenzia di comunicazione What Studio, rimarrà allestita nella cripta di San Sisto fino a dicembre. La visita è gratuita.

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