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Pipì dei cani, confermato l’obbligo di “lavaggio”. Respinta la mozione Ponzini foto

Coda velenosa per la seduta del consiglio comunale di Piacenza, incentrata su un argomento che ha portato la città sulla ribalta nazionale: l'ordinanza con l'obbligo di lavare la pipì del proprio cane

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Coda velenosa per la seduta del consiglio comunale di Piacenza, incentrata su un argomento che ha portato la città sulla ribalta nazionale.

La consigliera Pd Sandra Ponzini ha presentato una mozione per chiedere il ritiro dell’ordinanza di qualche mese fa che impone ai proprietari di cani, pena multe salate, di lavare subito la pipì dei propri 4 zampe. Ma dopo un’accesa discussione, l’assemblea a Palazzo Mercanti ha respinto la mozione con 17 voti contrari, 6 favorevoli e un astenuto. La mozione ha visto i voti favorevoli di Roberto Colla e Lucia Rocchi (Moderati), di Rino Curtoni (Pd), Filiberto Putzu (Fi), Guglielmo Zucconi (Gruppo Misto), si astiene Mirta Quagliaroli (M5s).

‘E’ un’ordinanza inutile – ha sostenuto Sandra Ponzini – nel regolamento di polizia urbana e già previsto che i proprietari siano chiamati a rispondere dei danni causati dai loro cani. A Piacenza come in altre città sta diventando sempre più complicata la convivenza tra i proprietari di cani e altri cittadini, complice questa ordinanza e il divieto di accesso al parco Daturi. Questa amministrazione ha difficoltà a far rispettare le regole, come si è visto anche nella decisione di togliere le panchine tra piazzale Libertà e via Roma per evitare gli schiamazzi’.

Dello stesso avviso Guglielmo Zucconi (Gruppo Misto). ‘Questa ordinanza ci ha reso famosi in tutta Italia, e così difficile dire che ci siamo sbagliati? Invito comunque il comitato dei proprietari di cani a non presentare il ricorso, auspico che il buon senso prevalga in entrambi i casi’.

‘Voterò a favore della mozione presentata dalla consigliera Ponzini, anche se chiedo che vengano aumentati i controlli contro episodi di maleducazione già sanzionabili’ interviene Filiberto Putzu di Forza Italia.

‘Mi spiace di aver messo in difficoltà il sindaco Dosi nell’aver sostenuto la mozione che ha portato al regolamento sulle deiezioni liquide – afferma Giovanni Castagnetti (Pc per Dosi) -, ma non voterò a favore della proposta della consigliera Ponzini. Trovo ci sia una grande arroganza da parte dei proprietari di cani, che lasciano sporcare i loro animali in casa d’altri, anche sui passeggini dei bambini’.

Tommaso Foti (FdI) autore della mozione che ha portato alla contestata ordinanza interviene per chiarirne lo spirito: non si tratta di un provvedimento contro i cani, ma un invito ai loro proprietari a comportarsi in maniera educata. ‘L’ordinanza può essere migliorata? Si, io ad esempio da proprietario di cani posso dire che la distribuzione non omogenea di aree di sgambamento in città rappresenta un problema’.

Da Mirta Quagliaroli (M5s) arriva un’apertura verso la collega Ponzini, con la presentazione di un  emendamento alla mozione, che invita a concordare con i proprietari di cani le modalità migliori per garantire le salvaguardia dell’igiene.

‘Lo spirito di questa mozione non è repressivo, ma educativo’ interviene il capo gruppo Pd Daniel Negri.

‘Solo in Italia e possibile creare nuove leggi per far rispettare le leggi’ dice Massimo Polledri della Lega Nord. ‘Mi chiedo però che disagio possa essere portare con se una bottiglietta d’acqua quando si esce con il proprio cane’.

‘Non avevo capito la portata mediatica di questo provvedimento – prende la parola il sindaco Paolo Dosi – che aveva lo scopo di stimolare il senso civico. L’aspetto sanzionatorio non era l’oggetto dell’ordinanza, visto che la polizia municipale già fa fatica ad eseguire compiti beh più gravi, di certo non può essere dirottata a inseguire cani e i loro proprietari. Mi rendo conto che adesso i sindaci sono i terminali ultimi di richieste, necessità e proteste dei cittadini, amplificate anche da Facebook. Nei mesi scorsi ho incontrato il comitato e mi aspettavo che sarebbero state presentate osservazioni da recepire, ma non è arrivato nulla. Nonostante questo il nostro ufficio legale, già alle prese con questioni più importanti, ha elaborato delle proposte di modifica  che possiamo presentare. Lascio comunque il consiglio comunale libero di esprimersi’.

‘Ben vengano ordinanze come queste, sindaco lei potrà presentarsi e vincere al primo turno alle prossime elezioni, visto che contro di lei, nonostante tutto quello che è successo in città, si è costituito un comitato a favore delle deiezioni canine’ afferma Marco Colosimo (Pc Viva).

LE COMUNICAZIONI INIZIALI – Diversi interventi nelle comunicazioni iniziali con critiche indirizzate dai banchi del Pd all’indirizzo del sindaco Paolo Dosi. 

Il capogruppo del Partito Democratico Daniel Negri è intervenuto nelle comunicazioni iniziali sul tema dell’area vasta, riprendendo le recenti affermazioni del sindaco Dosi (in un’intervista a Libertà) sul possibile nuovo assetto unitario con Parma e Reggio Emilia: “Prima di parlare di territori da incudere nell’area vasta che verrà, è necessario capire quali servizi e quali funzioni sia opportuno condividere con i nostri vicini. Credo che un dibattito in questo senso si debba aprire, con un ragionamento anche con le associazioni di categoria che lavorano già con i territori limitrofi. Le decisioni su questa materia si ripercuoteranno sul nostro territorio nei prossimi 30 anni, serve pertanto che l’amministrazione assuma un ruolo di capofila. Non mi pongo limiti regionali su questa riflessione, non credo sia sbagliato ipotizzare collaborazioni con alcune province che sono in Lombardia, per dare a Piacenza una funzione più centrale nell’interesse dei nostri concittadini”.  

Stefano Perrucci (Pd) ha espresso il suo stupore per le affermazioni del sindaco Dosi, sempre nell’intervista rilasciata a Libertà, e le sue dichiarazioni in particolare sulle risorse destinate agli alluvionati, che finora sarebbero state solo promesse: “I termini posti dal sindaco nell’intervista paiono sconfessare quanto ha dichiarato il presidente del consiglio Matteo Renzi quando è venuto a Piacenza, con lo sblocco del patto di stabilità e lo stanziamento di fondi straordinari. Non esiste una normativa per far fronte alle calamità come quelle che hanno colpito il piacentino, ma il Governo sta intervenendo con regole nuove. Con il consiglio dei ministri di metà ottobre si darà corso ad una nuova legge che permetterà di intervenire anche a favore dei cittadini privati danneggiati”. 

Massimo Polledri (Lega Nord) è intervenuto in maniera critica sui blocchi del traffico che colpiscono le auto classe euro 3: “Sono misure che colpiscono e creano disagi soprattutto ai lavoratori e ai pendolari”.

Critiche da Andrea Gabbiani (M5s) al Sottosegretario Paola De Micheli: “Quando si va in televisione a dire che il Governo aiuterà le persone e poi non c’è nulla di concreto, si fa una brutta figura e si manca di rispetto. E’ di cattivo gusto rispetto alla città, perchè di risorse concrete non ce ne sono e non ne stanno neppure arrivando”.

Paolo Garetti della lista Sveglia ha parlato di “brutta figura” dell’amministrazione comunale che non ha partecipato all’inaugurazione ufficiale dell’Albergo Roma. La causa della mancata presenza di sindaco e assessori nell’invito della manifestazione iniziale dedicata al gioco d’azzardo. “L’invito non è stato distribuito ai consiglieri, non è stata una mossa corretta e non è accettabile una censura di questo genere”.

La risposta del Presidente del Consiglio Christian Fiazza: “Non ho inteso censurare nessuno, ho semplicemente ritenuto non diffondere un invito che non ho trovato una scelta felice, sulla base degli atti che questo consiglio comunale ha licenziato sulla ludopatia”.   

Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) ha manifestato pesanti perplessità sull’assegnazione della Coppa d’Oro al Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina e al Sottosegretario all’Economia Paola De Micheli: “Allora si sarebbe dovuto assegnare il riconoscimento anche ai precedenti ministri dell’agricoltura e ai sottosegretari piacentini” – ha sostenuto. In questo modo al premio si è voluta dare una connotazione “politica” inaccettabile. 

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