Logo
“Caorso centrale sicura, per Sogin piano industriale”

E’ la risposta dei sindacati di categoria che da Piacenza replicano alle polemiche sulla tempistica del decommissioning.

“La centrale nucleare di Caorso è sicura, quello che serve a Sogin è una visione industriale che vada oltre la concezione di azienda di Stato”. 

E’ la risposta dei sindacati di categoria che da Piacenza replicano alle polemiche sulla tempistica del decommissioning. Le operazioni si stanno svolgendo nei tempi previsti, in massima sicurezza nel rispetto della salute dei lavoratori e della cittadinanza, e soprattutto con costi molto contenuti. Lo ribadiscono Massimo Tarenchi (Filctem Cgil), Giancarlo Barbieri (Flaei Cisl), Fabrizio Pelosi (Uiltec Uil) e i delegati RSU di Sogin, che dopo le tante voci uscite in queste settimane ci hanno tenuto a precisare che i lavori per rendere stabile questo sito nucleare stanno avanzando nei tempi previsti – anche se molto lunghi – e soprattutto senza ripercussioni sulla salute della cittadinanza. 

“Un’azienda come Sogin, che conta mille dipendenti, costa in bolletta 3 euro all’anno, comprensivi di Iva, contro i 170 euro delle energie rinnovabili”. 

“Gli standard di sicurezza sono gli stessi di quando la centrale era attiva, con in aggiunta i protocolli di allerta adottati dopo l’11 settembre per scongiurare il rischio terrorismo”.  

Il nodo da sciogliere è piuttosto la governance di Sogin, “bloccata e ferma. Il 24 a Roma si terrà una riunione con i vertici dell’azienda e con i sindacati nazionali, per poter lavorare con competenza e tranquillità occorre non solo una visione statale, un vero piano industriale”.