La testimonianza “Noi turisti bloccati in una Parigi surreale” foto

 Valeria Iengo, insegnante di Piacenza, è in vacanza a Parigi insieme al compagno. "L'atmosfera qui è surreale, tra le immagini e le notizie riportate dalla televisione e la calma che c'è in hotel e nel quartiere dove ci troviamo"

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“L’atmosfera qui è surreale, tra le immagini e le notizie riportate dalla televisione e la calma che c’è in hotel e nel quartiere dove ci troviamo”. Valeria Iengo, insegnante di Piacenza, è in vacanza a Parigi insieme al compagno.

“Ieri sera eravamo fuori a cena, e abbiamo visto passare alcune ambulanze, ma non abbiamo capito subito cosa fosse successo. Mi ha aggiornato mia madre al telefono una volta rientrati nel nostro albergo nel quartiere di Saint Germain de Prés- racconta -. Abbiamo contattato sia l’ambasciata che il consolato: ora le linee della metro sono state riaperte ad eccezione di qualche fermata. Anche gli aeroporti funzionano normalmente, e non ci saranno impedimenti al nostro rientro in Italia, già previsto per domani. Alla domanda se fosse più prudente utilizzare la metro o il taxi per andare in aeroporto ci è stato detto che sta a noi la scelta, così come ci è stato risposto che sì, è meglio stare in albergo perché si facilita il lavoro delle forze dell’ordine, ma se vogliamo uscire è sempre una nostra scelta”. 

Poche informazioni, tanto da spingere Valeria a chiedere a noi, in Italia, maggiori dettagli su quanto accaduto e su come muoversi. “Qui la situazione sembra calma, dalla finestra vediamo alcune persone in strada. E’ surreale: sono proeccupata ma non sappiamo cosa fare”. 

Non avevate sentore, dopo l’attacco a Charlie Hedbo all’inizio dell’anno, che la Francia e Parigi non potessero essere la meta più sicura per una vacanza? “Quando abbiamo prenotato il volo, 2 mesi fa, e si è saputo del coinvolgimento della Francia in Siria abbiamo drizzato le antenne, ma poi non si era sentito più nulla e siamo partiti tranquilli. Ieri quando siamo arrivati si erano già diffusi allarmi antiterrorismo, con l’evacuazione della Gare de Lyon e dell’hotel Molitor, dove era ospite la squadra di calcio della Germania. Quindi il sentore che qualcosa sarebbe accaduto già c’era, e poi quando sono rientrata in albergo e ho visto quelle immagini …”. 

Nel corso del pomeriggio altri piacentini a Parigi ci hanno inviato scatti che mostrano una città che tenta lentamente di ritornare alla normalità: monumenti chiusi e soldati in strada a presidiare obiettivi sensibili, ma la vita non si ferma. C’è chi festeggia ugualmente il proprio matrimonio, i bambini giocano in strada e i café sono di nuovo pieni di gente. 
 

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