La vita durante la guerra, ecco la mostra all’ex Arsenale FOTO foto

Le lattine di alici consumate dai militi in trincea, le uniformi storiche, i modellini che riproducono l’artiglieria e pezzi, testimonianze, lavorazioni della vita durante i due conflitti che hanno segnato il Novecento: le nuove sale museali del Polo di mantenimento Pesante Nord di Piacenza aprono le porte il 4 novembre, in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale e della Festa delle Forze Armate. 

Le lattine di alici consumate dai militi in trincea, le uniformi storiche, i modellini che riproducono l’artiglieria e pezzi, testimonianze, lavorazioni della vita durante i due conflitti che hanno segnato il Novecento: le nuove sale museali del Polo di mantenimento Pesante Nord di Piacenza aprono le porte il 4 novembre, in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale e della Festa delle Forze Armate.

Un’occasione unica per vedere in anteprima la prima sezione museale dell’ex Arsenale (ancora in allestimento) che ospita eccezionalmente il materiale concesso, temporaneamente, dal Museo Storico nazionale degli Alpini di Trento. L’allestimento è stato reso possibile grazie alla volontà del direttore dello stabilimento, Brigadier Generale Claudio Totteri, che ha concretizzato un progetto già intrapreso dai suoi predecessori.

Le sale di Viale Malta sono aperte alla cittadinanza oggi, 4 novembre, fino alle 17. Fino all’8 novembre saranno invece aperte (dalle 9-12 e dalle 14 alle 17) agli studenti delle scuole e di altri enti istituzionali.

Oltre ad ammirare i cimeli storici ( tra i “pezzi da novanta” la foto autografa dell’asso dell’aviazione italiana, Francesco Baracca e la mazza ferrata per i combattimenti corpo a corpo in trincea) è d’obbligo buttare un occhio alla riqualificazione dell’edificio (portineria e ingresso ex A.E.P) dove sono visibili gli originali casellari porta cartellini, il soffitto a capriate lignee e le pitture murali d’epoca, tra cui spicca una lunetta dipinta con fiamma e carro armato , forse attribuibile alla scuola Bot (Osvaldo Barbieri il Terribile).

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