“Non dobbiamo avere paura, ma dimostrare che siamo più forti”, presidio in piazza Cavalli FOTO VD foto

Tante le adesioni alla manifestazione spontanea di sabato 14 novembre in piazza Cavalli a Piacenza per dire no al terrorismo dopo gli attacchi di Parigi

Tante le adesioni alla manifestazione spontanea di sabato 14 novembre, in piazza Cavalli a Piacenza, per essere vicini al popolo francese, alla tragedia delle famiglie delle vittime, ed esprimere la più ferma condanna contro il terrorismo assassino. Tra i partecipanti anche tredici studenti francesi dell’Università Cattolica di Piacenza, ospiti della nostra città.

C’è chi porta una rosa e chi accende una candela sotto ai portici di una piazza Cavalli che pian piano si è riempita di centinaia di persone, soprattutto giovani. Presenti anche il sindaco di Piacenza, Paolo Dosi, e mezza giunta comune, l’assessore regionale Paola Gazzolo, il sottosegretario Paola De Micheli, l’onorevole Pd Marco Bergonzi e esponenti del mondo sindacale, come Gianluca Zilocchi della Cgil, Marina Molinari della Cisl e Francesco Bighi della Uil, Giuseppe Chiodaroli direttore Caritas. 

Racconta Alexia che risiede a Parigi: “Sono stata più volte al Bataclan e non riesco immaginare che sia successo – dice -. Ma non dobbiamo avere paura ma mostrare che siamo più forti, quello che è accaduto ci deve rendere più forti. Mio fratello era a Parigi ieri sera, fortunatamente si trovava a casa, ma ho chiamato tutte le mie amiche per sapere se stessero bene. Una di loro abita vicino allo stadio Saint Denis e mi ha riferito che ha sentito le esplosioni e ha avuto paura. Siamo giovani e non abbiamo mai vissuto una situazione come questa”. Con lei anche Marion di Reims, Virginie e Alexandra, studentesse double degree in Cattolica.

“Sono grato a questi studenti francesi che condividono con noi un pezzo della loro vita e anche il dramma del loro paese che coinvolge però tutto l’Occidente – interviene il sindaco Paolo Dosi -. Parliamo dei percorsi di convivenza e la sfide dell’integrazione che la nostra città sta vincendo. Piacenza: ha il più alto tasso di minori stranieri a scuola e stiamo facendo un esercizio importante di convivenza non facile, ma che sta dando risultati importanti. Siamo qui per ribadire i nostri valori millenari di convivenza civile hanno contribuito alla crescita del mondo occidentale, qui a Piacenza abbiamo testimonianza che le convivenze per quanto difficili sono necessarie e non possono essere compromesse dai fatti violenti di questi giorni”. 

Interventi anche di Yassine Baradai, della Comunità islamica di Piacenza, del direttore della Caritas Giuseppe Chiodaroli, di Glenda Cinotti, di un rappresentante dell’Unione degli Studenti. La voce del governo è stata Paola De Micheli.

Il sottosegretario all’Economia ha detto: “Siamo qui per manifestare la nostra vicinanza ai cugini francesi, ho sentito alcuni parenti che vivono a Parigi, c’è anche Enrico Letta che ho sentito proprio stamani. La situazione è drammatica e sconcertante, come ha detto il Papa è disumana. Rispetto alla quale questi momenti pubblici che si stanno ripetendo in tutta l’Italia servono per mostrare il coraggio di riprendersi i nostri luoghi pubblici senza paura.

Lo vogliamo fare contro l’idea che sia la violenza a vincere, contro l’idea che la nostra libertà possa essere messa in discussione. Siamo figli e nipoti di persone che hanno fatto la guerra di liberazione per impedire che l’avesse vinta il messaggio totalitario e la violenza. Siamo figli e nipoti di chi ha combattuto per la pace e con la nostra presenza questa sera vogliamo dare un segno di continuità perchè vogliamo vivere liberi e in pace e il nostro coraggio non si spegnerà per la paura che a Parigi serpeggia ancora molto. Ieri ho partecipato al tavolo del Giubileo con la delegazione Vaticana e abbiamo dedicato una parte della riunione alla questione della sicurezza a Roma. Questo è uno degli argomenti di attualità e ieri ci è stato presentato una parte del piano, sono convinta che le nostre istituzioni e le nostre forze dell’ordine siano già operative per rafforzare il livello di sicurezza. Teniamo alta la guardia ma vogliamo essere prima di tutto testimoni di pace e di libertà”. 

La testimonianza di Clelia, una studentessa francese 

Yassine Baradai, rappresentante dei Giovani Musulmani prende la parola

Il minuto di silenzio in piazza

 

Paola De Micheli

 

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