Parigi, le parole di Clelia in consiglio “Non cadiamo nella superficialità” foto

Il Consiglio comunale di Piacenza ha voluto rendere un omaggio speciale alle vittime degli attentati di Parigi, dando la parola una giovane studentessa francese dell'Università Cattolica, Clelia

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“Oggi è la libertà che vince e ne sono molto orgogliosa, voltare le spalle ai nostri valori vuol dire darla vinta ai terroristi”. Il Consiglio comunale di Piacenza ha voluto rendere un omaggio speciale alle vittime degli attentati di Parigi, dando la parola una giovane studentessa francese dell’Università Cattolica, Clelia Lebas.

“Da venerdì sera i miei sentimenti sono confusi, sono arrabiata, sono triste e non capisco. Come tante altre persone – ha detto – sono sommersa di informazioni e mi sento impotente. Sono scioccata perchè questa tragedia colpisce il mio paese e colpisce Parigi, e soprattuto perchè colpisce tutti noi indistintamente. Ci hanno colpiti tutti indipendentemente dalla nostra religione, come persone che amano la vita e la musica. Anch’io amo la vita, scendere per strada, andare a un concerto e soprattutto amo essere libera e indipendente”.

“Amo la Francia perchè abitata da persone incredibili che non dovrebbero mai essere colpite da questa violenza. Sono costernata degli attacchi, ma non sono responsabili i musulmani perchè anche loro sono stati colpiti. Si devono difendere da accuse di cui non sono responsabili. E’ essenziale non cadere nella superficialità e nei discorsi che incintano all’odio, nella retorica razzista. Ogni persona intelligente e ragionevole sa capire la differenza. Ho anche paura per mio fratello minore e per i suoi amici, per i quali è troppo facile leggere assurdità e vedere cose che non sono la realtà, cadendo nella trappola della manipolazione. Credo nel ruolo centrale della scuola che deve promuovere valori fondamentali per vivere insieme”.

“Venerdì i terroristi volevano colpire la nostra libertà e la nostra felicità, hanno voluto privarci della gioia di vivere. A loro rispondiamo dando il nostro meglio per la difesa dei nostri valori di apertura, di tolleranza e di solidarietà”. “Sono commossa davanti alla solidarietà dimostrata – ha concluso tra gli applausi dell’assemblea – dai francesi e dalla comunità internazionale, è la libertà che vince e ne sono molto orgogliosa, voltare le spalle ai nostri valori vuol dire darla vinta ai terroristi’. 

Il consiglio comunale ha poi osservato un minuto di silenzio. Il presidente dell’assemblea Christian Fiazza ha inoltre annunciato che alle 20,30 Palazzo Farnese verrà illuminato con le luci della bandiera francese, blu, bianco e rosso.

“Siamo una comunità con al suo interno tante presenze da diversi paesi – ha detto il sindaco Paolo Dosi – credo che abbiamo finora potuto contare su una convivenza quantomeno accettabile: non si possono unicamente considerare gli stranieri come problemi, il discorso di Clelia lo ha dimostrato”.

Anche le comunicazioni iniziali sono state monopolizzate dall’attualità. 

Massimo Polledri (Lega Nord): “E’ il momento della prudenza e della responsabilità. Dobbiamo avere il dubbio di capire cosa succede. Io non credo oggi ci siano ricette in grado di capire e risolvere la situazione, dobbiamo stringerci attorno alle istituzioni. Perché dialogare con la comunità islamica e non con la comunità marocchina o di altra provenienza, perchè dare sempre una coloritura religiosa? Invece di distinguere tra Islam moderato e estremista non è facile, è un’operazione lunga, dolorosa. Lo abbiamo visto nel passaggio tra fascismo e Msi, all’interno della sinistra durante il terrorismo. È un percorso costato anche sangue, ma va fatto. 

Tommaso Foti (Fratelli d’Italia): “Noi oggi abbiamo il dovere di esprimere solidarietà al governo francese, ma non vorrei che ci si dimenticasse del tributo di sangue dei nostri soldati. Voglio ricordare l’anniversario di Nassiryia, un paese che dimentica la propria storia è un paese bollito. Io sono orgoglioso di questi ragazzi che difendono la nostra solidarietà. Oggi serve un plauso alla reazione decisa della Francia, ma il modo migliore per dare giusto contributo a quelle vittime innocenti è di evitare il razzismo all’incontrario. 

Foti attacca poi i due centri islamici di via Mascaretti e Caorsana, attivi grazie a un’interpretazione della burocrazia. “È inutile fare passerelle, accendere ceri, fare buonismo quando nella realtà dei fatti non si tiene conto dello stato di diritto. Se il Comune vuole inserire la possibilità di edificazione di luoghi di culto nei documenti di pianificazione Poc e Psc può farlo, ma in questo caso si viola la legge, come accade impunemente a Piacenza e in Regione. Se non si vuole porre rimedio, tocca ai privati cittadini ripristinare le regole. Si deve dimostrare che si vuole stare nel nostro paese rispettandone le leggi. Basta solidarietà pelosa”.  “Nel Psc, che mi auguro possa essere approvato entro l’anno – ha risposto Dosi – le attività di culto sono previste all’interno delle aree produttive”.

Giovanni Castagnetti (Civica): “L’hashtag #porteouverte usato dai francesi per dimostrare solidarietà, da tenere ben presente anche nella nostra comunità. Lotta al commercio di armi senza ambiguità”. 

Marco Tassi (Pdl): “Siamo di fronte ad esecuzioni su gente inerme, per il semplice fatto che esiste e appartiene a un determinato paese. A furia di buonismo, senza verifiche e con troppa tolleranza l’Europa è finita seduta su una bomba. E la paura adesso ce l’abbiamo tutti, perché i nemici non sono fuori, ma tra di noi”. 

Maria Lucia Girometta (Forza Italia): “Non occorre accendere lumini o dire che si ama la Francia, ma atti concreti”. 

Marco Colosimo (Piacenza Viva): “Dimostrarci impotenti e abbandonare Giubileo sarebbe una resa al terrorismo, questi sono i ragazzi che devono dialogare con le istituzioni, questi sono ragazzi che non parlano per qualunquismo. Però non mi è piaciuto vedere, come è accaduto in piazza sabato, vedere giovani che si comportano come i vecchi, e che hanno approfittato della situazione per fare propaganda. Siamo noi per primi a rispettare la nostra cultura e i nostri ideali, manca una leadership forte. D’accordo con Foti, se esistono leggi vanno fatte rispettare”. 

Rino Curtoni (Pd): “Ora parliamo della Francia, ma la stessa tragedia ha colpito tanti altri paesi. Non ha carattere solo europeo, ma connotazione di terrorismo interrorismo. Noi crediamo a un’umanità che che è fondata sulla solidarietà. Rispetto a quanto detto dal consigliere Foti, mi chiedo quale maggior rischio ci sia se in luoghi culturali ci si riunisce ogni tanto per pregare. C’è il rischio che questi atti di terrorismo ci portino a una maggior chiusura al nostro interno. L’unico modo per combattere è di lavorare insieme”. 

Mirta Quagliaroli (M5S) ha espresso “solidarietà al popolo francese e a tutti quelli vittime di terrorismo”. Vorrei rimarcare che le scelte fatte dai paesi ricchi contro il Medio Oriente ci si stanno rivoltando contro. Condividiamo il pensiero di Emergency, che da anni opera in quel mondo e lo conosce bene. Mi auguro che questo non ci porti a una reazione violenta, la pace bisogna volerla davvero non solo con una bandiera”.

Giovanni Botti (Pdl): “La risposta sta nel riappropriarsi dell’ideale della cultura della bellezza e della solidarietà. E’ una lotta tra cultura della vita e cultura della morte; la politica ha il ruolo di testimoniare che le ragioni della vita sono più forti di quelle della morte”.

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