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Dal 1° gennaio trasferiti in Regione 1211 lavoratori dalle Province. 88 a Piacenza

Saranno mantenuti attivi, e coperti con risorse regionali, i rapporti contrattuali (locazione di sedi, utenze, polizze assicurative ecc...) necessari nel periodo di transizione allo svolgimento delle attività che saranno poi trasferite definitivamente

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“Un altro passo decisivo nel percorso di attuazione della legge regionale di riordino istituzionale di riforma del sistema di governo regionale e locale”. Così l’assessore regionale Emma Petitti, dopo l’approvazione oggi da parte della Giunta della delibera che “garantisce e presidia la fase di transizione dall’assetto precedente al nuovo, assicurando la continuità di esercizio delle funzioni trasferite dalle Province alla Regione”.

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Per fare questo, dal prossimo 1° gennaio l’atto di Giunta trasferisce nella pianta organica regionale il personale provinciale (1211 lavoratori) necessario allo svolgimento delle funzioni che passano nella titolarità della Regione. 88 i dipendenti della Provincia di Piacenza coinvolti: 70 passeranno alla Regione, 18 alla nuova Arpae.

Inoltre, in merito alla gestione delle attività ancora in corso, si è deciso che i procedimenti amministrativi già avviati saranno conclusi dalla Regione e dalle sue agenzie, mentre sempre la Regione (previo accordo con i singoli Enti) garantirà le risorse necessarie alle Province per concludere quei procedimenti in stato più avanzato (in particolare, per quei procedimenti di erogazione di contributi per i quali al 31 dicembre prossimo risultino già assegnate alle province i relativi fondi).

In sostanza, saranno mantenuti attivi, e coperti con risorse regionali, i rapporti contrattuali (locazione di sedi, utenze, polizze assicurative ecc…) necessari nel periodo di transizione allo svolgimento delle attività che saranno poi trasferite definitivamente.

“Questo impegno è reso possibile da un grande lavoro di squadra realizzato insieme alle Province – sottolinea Petitti – che consente di gestire la fase di transizione e di avviare la sfida della riforma complessiva del Governo territoriale. Questi snodi sono, infatti, strettamente connessi all’attività delle Unità tecniche di missione”, ossia degli organismi appositamente costituiti dalla Giunta e che riuniscono rappresentanti sia regionali che rappresentanti di tutte le province e della città metropolitana per i vari settori interessati dal riordino”.

“Le Unità tecniche di missione costituite stanno lavorando su temi strategici che riguardano le Attività trasversali (affari istituzionali, finanza e organizzazione), l’Agricoltura, l’Ambiente e le Attività produttive”.

 

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