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Grande distribuzione in sciopero il sabato di Natale: “Rinunciate agli acquisti” foto

La protesta dei sindacati arriva nell'ultimo sabato di shopping natalizio. Dopo quella dello scorso 7 novembre, sabato 19 dicembre è programma una seconda giornata di sciopero per i lavoratori del commercio impiegati nella grande distribuzione e in attesa ormai da due anni del rinnovo contrattuale

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La protesta dei sindacati arriva nell’ultimo sabato di shopping natalizio. Dopo quella dello scorso 7 novembre, sabato 19 dicembre è programma una seconda giornata di sciopero, indetto da Cgil, Cisl e Uil, per i lavoratori del commercio impiegati nella grande distribuzione e in attesa ormai da due anni del rinnovo contrattuale.

La mobilitazione a Piacenza interessa oltre 4mila dipendenti (sui 12mila addetti del commercio) di aziende che aderiscono sia a Federdistribuzione che alla distribuzione cooperativa: sabato mattina si terrà a Milano una manifestazione nazionale che si concluderà a Piazza della Scala, dove interverranno Susanna Camusso, Gigi Petteni e Carmelo Barbagallo. Dalla nostra città si muoverà un pullman verso il capoluogo lombardo, con partenza alle ore 9 dallo stadio (per adesioni contattare le sedi locali di Cgil, Cisl e Uil).

“Ci rendiamo conto che è il sabato prima di Natale, una giornata centrale per quanto riguarda gli acquisti, – spiegano i segretari di Filcams Cgil Fiorenzo Molinari, di Fisascat Cisl Michele Vaghini e di Uiltucs Uil Vincenzo Guerriero -, ma siamo stati costretti ad agire in questo modo visto che la trattativa non ha fatto passi avanti. Non vogliamo affossare nessuno, ma dobbiamo tutelare i lavoratori che vedono i propri stipendi bloccati da anni”.

Proprio la vertenza del rinnovo contrattuale è al centro della rivendicazione: “Il contratto nazionale – affermano i sindacalisti piacentini – è l’unico che stabilisce le regole sia dal punto di vista retributivo che normativo: oggi tante realtà, invece di concentrarsi su strategie volte all’innovazione, mirano a ridurre il costo del lavoro diminuendo le tutele”.

“Nello specifico – proseguono – si punta per i dipendenti alla riduzione della retribuzione oraria, a quella del trattamento economico per malattie brevi, al blocco scatti di anzianità e al mancato riconoscimento dell’adeguamento salariale, 85 euro per 3 anni”. 

L’appello dei sindacati, oltre ai lavoratori, si estende anche ai consumatori: “Chiediamo loro di manifestare la propria solidarietà rinunciando agli acquisti durante la giornata, e alle associazioni di appoggiare la protesta”.
 

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