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In arrivo “Gramloni” galleria dei biancorossi che non hanno fatto la storia: Dionigi (1)

E in arrivo in libreria e in edicola "Gramloni" (la presentazione ufficiale è in programma sabato 19 dicembre alle 18 al Temple bar di via X Giugno) una divertente e struggente galleria dei peggiori giocatori dell’epoca moderna del Piace, l’era Garilli. 

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E’ in arrivo in libreria e in edicola “Gramloni” (la presentazione ufficiale è in programma sabato 19 dicembre alle 18 al Temple bar di via X Giugno): una divertente e struggente galleria dei peggiori giocatori dell’epoca moderna del Piacenza Calcio, l’era Garilli.

Cinquanta cacciaviti DOC, scelti con nostalgia, amore per i colori biancorossi e una certa dose di arbitrarietà, al termine di lunghe discussioni alcoliche, ricche di racconti e aneddoti esilaranti da un gruppo di giornalisti sportivi piacentini, riuniti nel ricordo di Gianluca Perdoni. 

Ecco il primo “gramlone” in esclusiva per PiacenzaSera.it. Nei prossimi giorni pubblicheremo alcuni dei ritratti dell’antologia edita da Officine Gutenberg.

Davide Dionigi ha tutto per non entrare nel cuore dei tifosi del Piacenza. E’ nato nella rivale Reggio Emilia, fa base al Milan, nonostante in maglia rossonera non giocherà mai nel corso della carriera, ed esordisce in serie A nell’odiata Reggiana, squadra a cui passa dal Milan, insieme a De Napoli e Antonioli, proprio all’indomani del famigerato epilogo della prima stagione biancorossa in A, Milan-Reggiana.

Quello dell’Ielpo Tassotti Panucci De Napoli Nava Galli Carbone Desailly Papin Laudrup Simone, per intenderci.
Non bastasse questo biglietto da visita, Davide fa incazzare i piacentini perchè proprio durante l’inisgnificante stagione con la Regia, 0 gol in 7 partite, soffia il posto nella italiana Under 21 al ragazzetto più famoso della provincia, Filippo Inzaghi da San Nicolò a Trebbia, che nel frattempo sta esplodendo in biancorosso. Cesare Maldini, selezionatore dell’Under e una vita al Milan, si ostina a preferirgli infatti il bomberino reggiano, e la cosa che fa imbestialire maggiormente è che i fatti, nonostante tutto, gli danno ragione: Dionigi segna in azzurro 5 reti in 7 partite, e gli azzurrini vincono sotto la guida del buon Cesare il terzo europeo di fila. 

A Piacenza Davide ci arriva come mossa della disperazione. La squadra, guidata dallo sceriffo Guerini l’anno dopo la mitica salvezza allo spareggio di Napoli, inizia il campionato in un modo pessimo, e fa una fatica maledetta ad andare in gol. E’ il 1997, e pesanti contestazioni fanno capolino per la prima volta in una realtà di provincia che aveva addirittura festeggiato una retrocessione, solo 3 anni prima. Il diesse Giampiero Marchetti prova un colpo dei suoi, e il 9 ottobre presenta a stampa e città il salvatore della patria, reduce dal titolo di capocannoniere in serie B con la maglia dell’altra Reggio, la Reggina. Una doppietta nella prima vittoria a Empoli fa gridare al miracolo: ecco finalmente il centravanti destinato a prendere l’eredità di Luiso, il toro di Sora. Ma i due gol in terra toscana rimarranno gli unici realizzati su azione dell’intera stagione, e a quelli il bomberino emiliano aggiungerà 3 calci di rigore. “I gol vanno e vengono quando meno te lo aspetti, non bisogna farsene una malattia”. Quell’anno però i gol smarriscono troppo spesso la strada per Piacenza, e a fine stagione arriva una salvezza risicata e ottenuta grazie all’abnegazione e ai colpi di classe di Stroppa e del giovane Rastelli. 

L’atteggiamento tattico della squadra di Guerini non esalta certo gli attaccanti, e la chance per il riscatto arriva puntuale l’anno successivo con l’arrivo di Materazzi, l’artefice del Piace Champagne. Ma a rovinare i piani di riscatto di Davide ci pensa Simone Inzaghi, che deve vendicare il fratello per la vecchia storia dell’Under. Alle sue spalle Piovani, Stroppa e Rastelli girano a meraviglia in quello che sembra un 4-2-3-1 ante litteram. Per Dionigi qualche spezzone di partita e 5 reti, e tanta panchina insieme a grandi nomi come Buso e Rizzitelli. 
Terzo anno, terza possibilità: Inzaghino è ceduto alla Lazio, e al suo posto è arrivata una punta esterna, Re Artù Di Napoli. Niente da fare, a Piacenza Davide non gira proprio, e dopo un inizio promettente arriva la cessione a gennaio alla Sampdoria, dove tornerà a timbrare con discreta regolarità. 

Un triennio a Piacenza, nel segno dei fratelli Inzaghi, ad aspettare i gol che vanno e vengono: peccato che dai due fratellini non abbia imparato che i gol in realtà sono lì, bisogna prenderseli.

“GRAMLONI” 
Gramloni vuole essere una divertente e struggente galleria dei peggiori giocatori dell’epoca moderna del Piace, l’era Garilli. Cinquanta cacciaviti DOC, scelti con nostalgia, amore per i colori biancorossi e una certa dose di arbitrarietà, al termine di lunghe discussioni alcoliche, ricche di racconti e aneddoti esilaranti da un gruppo di giornalisti sportivi piacentini, riuniti nel ricordo di Gianluca Perdoni. 
E’ così che sono finiti in elenco campioni come Rizzitelli, Tentoni e Ambrosetti, insieme ad autentiche meteore come Minopoli, Stamilla e il piacentino Zerbini. Con un occhio di riguardo, ovviamente, alle “tramvate” giunte dall’estero, come Montano, Jeda, Obolo e il buon Gobatto.

Per citare Furio Zara, l’autore di quel “Bidoni” che è stato punto di riferimento: “va detto che niente è inventato. Talvolta romanzato e reso verosimile dalle fantasmagoriche avventure di queste pippe venute a Piacenza a miracol mostrare.”
In Gramloni Piacenza diventa l’ombelico del mondo. E i bidoni sono maschere universali di un teatro che è ovunque, basta avere la curiosità di cercare. In Gramloni si parla di stelline filanti, che
non hanno mai riempito gli stadi per le loro acrobazie in campo, ma certe serate tra amici, bè, quelle sì. Potenza del bidone: basta una riga, basta un clic per riaccendere il lampo di un ricordo. (Furio Zara)

GLI AUTORI
Paolo Menzani: Editore, cooperatore, giornalista sportivo per diletto, fatica a definirsi in una sola parola (è per quello che non fa chiamate in radio e non partecipa a quiz televisivi). Ora anche scrittore, ma per il semplice motivo che essendo socio della cooperativa editrice è come quel bambino che gioca perchè porta la palla. Ha seguito il Piace per Piacenzasera.it (per smettere di pagare il biglietto) negli anni peggiori, fino al fallimento, ma è sempre stato presente sui gradoni del Garilli sin dati tempi del mitico Posto unico ridotto.
Ormai prossimo alla terza età e al decadimento fisico, ma sempre presente al calcetto del giovedì sera, gli sono toccate le schede dei giocatori che militavano nel Piace quando Novantesimo minuto si vedeva in bianco e nero, al Bar Sport di via Alberoni.

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