La città che cambia attraverso i piani regolatori, ecco il primo volume  foto

Come i piani regolatori hanno cambiato, dal dopoguerra ad oggi, il volto di Piacenza. E' quanto racconta il volume dedicato al Piano regolatore di Piacenza "Le origini della pianificazione urbanistica generale a Piacenza", curato dagli architetti Lorenzo Spagnoli e Claudio Maccagni

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Come i piani regolatori hanno cambiato, dal dopoguerra ad oggi, il volto di Piacenza. E’ quanto racconta il volume dedicato al Piano regolatore di Piacenza “Le origini della pianificazione urbanistica generale a Piacenza”, curato dagli architetti Lorenzo Spagnoli e Claudio Maccagni.

Si tratta del primo di una serie di volumi (questo copre il periodo dal concorso del ’32 al piano regolatore generale del ’49-’57) dedicati allo sviluppo urbanistico della città promossi dall’Ordine degli Architetti PPC di Piacenza, dalla Fondazione degli Architetti di Parma e Piacenza con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Il libro è stato presentato all’Auditorium della Fondazione. L’idea, come spiegato dal presidente dell’Ordine Giuseppe Baracchi, è nata nel 2012 dall’ex presidente Benito Dodi: “Il testo raccoglie le esperienze e le memorie delle persone che hanno operato ai piani regolatori della città; nei prossimi anni è previsto uno sviluppo ulteriore dell’iniziativa editoriale con nuovi volumi grazie al supporto fondamentale della Fondazione di Piacenza e Vigevano”.

L’architetto Lorenzo Spagnoli, uno degli autori, così ne racconta i contenuti: “Le premesse risalgono all’anteguerra con il concorso del 1932, quando l’amministrazione pubblica di allora iniziò a pensare all’esigenza di un piano regolatore per Piacenza ed alla zonizzazione della città con la destinazione di aree ad alcune specifiche funzioni; vennero poi indicate le direttrici dell’espansione fuori le mura, ponendo le basi dello sviluppo della città contemporanea”.

“Nel dopoguerra il dibattito si sposta – ha aggiunto – sull’espansione della città con tesi diverse: preservare la sua natura storica o rinnovarla su basi razionaliste?. Allora si pensava ad una città ancora compatta, con l’asse tra via Dante e via Conciliazione che è ancora oggi la direttrice principale di collegamento da est a ovest. Quella concezione si è poi persa con la frammentazione della città a cui abbiamo assistito negli anni successivi”.

“Ho fatto il topo d’archivio” – ha spiegato l’altro autore Claudio Maccagni, dirigente per decenni dell’urbanistica in municipio, sottolineando la grande mole di documenti inseriti nel libro, tutti quelli raccolti in Comune e riprodotti in originale. “Un patrimonio fondamentale anche per tutti i tecnici ed in particolare gli architetti”.

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