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Letture di Natale: “Grandine”, di Francesco Rago

Piacenza è diventata, negli ultimi anni, una città dove gli scrittori attivi sono oramai molti. E tra i tanti si distingue senz'altro Francesco Rago, classe 1979, che in questo dicembre arriva in libreria con il suo quarto romanzo, Grandine, pubblicato da un coraggioso editore indipendente, La Gru. 

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Piacenza è diventata, negli ultimi anni, una città dove gli scrittori attivi sono oramai molti. E tra i tanti si distingue senz’altro Francesco Rago, classe 1979, che in questo dicembre arriva in libreria con il suo quarto romanzo, Grandine, pubblicato da un coraggioso editore indipendente, La Gru. Coraggioso anche già solo perché editore, e coraggioso inoltre perché affronta con questo titolo il periodo di maggior affollamento delle librerie, in cui tutti i grandi marchi giocano i loro carichi da novanta. Già solo questo è degno di nota.

Francesco Rago, giunto al quarto romanzo dopo La porta del mare (Zerounoundici, 2008), Dolce come il piombo (Montag, 2011) e Il compleanno di Eva (Parallelo45, 2013), si propone con una vicenda forte e attuale. Forte perché, nella sua semplicità, ci riguarda tutti. E attuale perché sembra “prendere il polso” agli anni in cui stiamo vivendo. 

Di cosa si tratta? Grandine è la storia di Leone, un ragazzo della nostra città. Che, come tanti, ha studiato e poi ha trovato un lavoro – non amabile, ma decente – a Milano, continuando così il pendolarismo degli anni dell’università. E poi ha incontrato Martina, vale a dire l’amore. Giudicato tale troppo in fretta, però. Leone infatti compie un peccato di gioventù e la sposa senza conoscerla davvero. Dando inizio ai suoi guai, perché Martina è tutt’altro da quel che sembra. Figlia di un chirurgo di successo, viziata, col sogno del cinema, riempie la loro quotidianità di paranoie. E le cose peggiorano fino al punto di rottura. Perché Leone scopre che Martina ha un segreto, un segreto che lei stessa non sapeva di avere. Che distrugge il matrimonio e rigetta Leone nel vuoto di una vita che non trova direzione.

Senza legami affettivi forti, quasi in un vicolo cieco, Leone si getta in una piccola sua guerra contro il mondo. Che tipo di guerra? Quella misera, ma importantissima, di chi vuole strappare con le proprie mani quel minimo che gli serve per tirare avanti. E cioè un po’ di serenità, se non proprio di felicità. Scoprendo, e mettendoci un po’ per scoprirlo, che bisogna davvero investire sugli altri. Ma prima occorre provare a conoscerli.

Scritto in maniera diretta, talvolta quasi cruda, Grandine è un romanzo scritto con passione e che vale senz’altro la pena di prendere in considerazione.

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