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Mercato immobili, a Piacenza l’1,8% può spendere oltre 470mila euro

La nostra città, dalla fascia che parte dai 250mila euro, è quella che in Regione, dopo Bologna e Rimini, fa segnare in percentuale la maggiore disponibilità: 12,4% nella fascia da 250 ai 350mila euro, 5,3% da 350 a 474mila euro, e 1,8% oltre i 474mila euro

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Mercato immobiliare, a Piacenza sono l’1,8% i “Paperoni” che possono permettersi di spendere oltre 474mila euro per una casa. A rivelarlo l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che ha analizzato la disponibilità di spesa a luglio 2015.

La nostra città, dalla fascia che parte dai 250mila euro, è quella che in Regione, dopo Bologna e Rimini, fa segnare in percentuale la maggiore disponibilità: 12,4% nella fascia da 250 ai 350mila euro, 5,3% da 350 a 474mila euro, e 1,8% oltre i 474mila euro.

Le percentuali aumentano al diminuire delle cifre considerate: il 40,5% può spendere fino a 119mila euro, il 23, 7% fino a 169mila euro e il 16,3% fino a 249mila euro.

LA SITUAZIONE NAZIONALE – Quello che è emerso è che nelle grandi città la maggiore concentrazione della richiesta è compresa nella fascia di spesa più bassa, fino a 119 mila € (23,8%). Segue il 22,9% che si concentra nella fascia di spesa compresa tra 120 e 169 mila € e il 22,4% di quella tra 170 e 249 mila €.

Rispetto a un anno fa si nota un aumento della percentuale sulla classe di spesa più bassa (+2,2%). È stabile la concentrazione nella fascia successiva (120-169 mila €) e in diminuzione su tutte le altre classi di spesa.

Rispetto alla media delle grandi città si discostano: Roma, dove la maggioranza delle richieste riguarda immobili dal valore compreso tra 250 e 349 mila € (26,5%); Milano, Firenze e Bari con una maggiore concentrazione nella fascia compresa tra 170 e 249 mila €; Bologna, dove incide maggiormente la fascia di spesa compresa tra 120 e 169 mila €.

Negli altri capoluoghi di regione che non sono grandi città si registra un aumento della percentuale di coloro che desiderano spendere fino a 119 mila €: un anno fa incidevano per il 39,8%, adesso per il 41%. In diminuzione la percentuale di richieste nelle fasce di spesa intermedie, in particolare per quella compresa tra 170 e 249 mila € (-1,8%).

Anche le realtà più piccole, quindi, seguono il trend rilevato nelle grandi città, tuttavia con aumenti meno consistenti e diminuzioni più accentuate.

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