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Minori, il garante Fadiga a Piacenza: “Serve protocollo tra servizi e giustizia”

Secondo la figura di garanzia dell'Assemblea legislativa "i due sistemi di protezione dei minori vanno messi nella condizione di dialogare fra loro. Siamo in una fase di grande incertezza che rischia di pregiudicare l'affermazione del preminente interesse del minore"

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“I due sistemi di protezione dei minori, quello dei servizi e quello giudiziario, vanno messi nella condizione di dialogare fra loro” e anche se “un protocollo da solo certo non basta” di sicuro “è un buon inizio”: per questo motivo l’auspicio di Luigi Fadiga, Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Emilia-Romagna, è che “anche a Piacenza si vada presto nella stessa direzione e che lo stesso facciano anche gli altri territori”.

La figura di garanzia dell’Assemblea legislativa lo ha ribadito anche lunedì nella sala del Consiglio provinciale durante il seminario “Intese interistituzionali tra giustizia e servizi psicosociali a protezione dei minori: gli strumenti dei tavoli e dei protocolli di collaborazione”, che ha concluso il percorso avviato a inizio anno dalla Provincia nell’ambito delle politiche sociali rivolte ai minori e alle famiglie.

Quella che ci troviamo ad affrontare oggi, ha sottolineato il Garante, “è una fase di grande incertezza che rischia di pregiudicare l’affermazione del preminente interesse del minore: sono alcuni anni che il sistema della protezione socio-sanitaria e quello della giustizia sono entrati in fibrillazione, e questo è avvenuto per effetto di una serie di modifiche normative tra il 2001 e il 2013, a volte contraddittorie e non sempre coordinate fra loro, che hanno spostato una parte delle competenze tradizionalmente in capo al tribunale minorile al tribunale ordinario, che è nato per altri scopi”.

Insomma, assicura Fadiga, “i due sistemi di protezione dei minori, quello dei servizi e quello giudiziario, vanno messi nella condizione di dialogare fra loro. Solo così sarà possibile passare dall’ignoranza alla conoscenza, dal disinteresse all’interesse, dalla diffidenza alla fiducia, dall’autonomia all’interdipendenza”.

A tale proposito il Garante ricorda che “già Rimini, nel 2014, e più di recente Reggio Emilia hanno sottoscritto degli importanti accordi tra servizi, tribunali, ordini degli avvocati e associazioni forensi. Il mio auspicio è che anche a Piacenza si vada presto nella stessa direzione e che lo stesso facciano anche gli altri territori. Diversamente- conclude- i nostri bambini e ragazzi si troverebbero nell’inaccettabile situazione di avere dei trattamenti diversificati a seconda delle aree di residenza. Nell’ambito del Tavolo di lavoro con le autorità giudiziarie e i responsabili dei servizi socio-sanitari della Regione continueremo a lavorare perché ciò non avvenga”.

“L’incontro in Provincia – ha spiegato la Consigliera Provinciale delegata alle politiche sociali Gloria Zanardi – segna la conclusione di una proficua ricerca sociale, ma soprattutto l’inizio di un percorso condiviso tra i soggetti coinvolti sul tema per la costruzione di una rete interistituzionale”.

“Credo che il prossimo passo debba essere il raggiungimento di un accordo formale tra tali soggetti al fine di garantire la massima tempestività e adeguatezza delle procedure e degli interventi, soprattutto considerato che con l’emanazione della legge 219/2012 ed il conseguente trasferimento della competenza dal Tribunale per i minorenni al giudice ordinario su molti aspetti riguardanti i minori, si è verificata una intensificazione degli scambi collaborativi provinciali tra le Autorità Giudiziarie, i Servizi Sociali territoriali ed avvocati”.

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