“Pagine in viaggio”, Piacenza tra storia, arte e letteratura

Nel nuovo volume "Pagine in viaggio. Voci e immagini della storia bimillenaria del territorio piacentino", Edizioni Tip.Le.Co. ricostruisce attraverso citazioni e uno straordinario apparato fotografico quei segni che nel paesaggio ci parlano di due millenni della nostra storia e della nostra identità. 

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Che cosa indusse Charlens Dickens a paragonare il Palazzo Gotico di Piacenza ad un personaggio de “Le Mille e una Notte”? Come venne raccontato nel XII secolo il ritrovamento in tempi remoti delle spoglie di Sant’Antonino nei pressi della Basilica? Nel nuovo volume “Pagine in viaggio. Voci e immagini della storia bimillenaria del territorio piacentino”, Edizioni Tip.Le.Co. ricostruisce attraverso citazioni e uno straordinario apparato fotografico quei segni che nel paesaggio ci parlano di due millenni della nostra storia e della nostra identità.

Un’identità profondamente connotata dall’essere crocevia, dal passaggio di moltitudini di viaggiatori, siano essi in cammino verso Gerusalemme o Roma – e allora leggeremo antichissimi itinerari per la Terrasanta e il resoconto di Sigerico lungo la Via Francigena, e vedremo nei monumenti del medioevo le tracce lasciate dal fenomeno dei pellegrinaggi – oppure nobildonne costrette a lasciare la patria come Madame de Staël, che fece del suo soggiorno in Italia un romanzo e che non poté fare a meno di notare la magnificenza delle dimore nobiliari di Piacenza. Il viaggio nella memoria del territorio piacentino è infatti suggellato dalle voci di oltre cinquanta autori, antichi, medievali, moderni e contemporanei.

Se in antico sono gli autorevoli storici come Polibio, Tito Livio, Tacito e Paolo Diacono i protagonisti, il medioevo arriva fino a noi soprattutto grazie ai pellegrini e ai cronisti; agli artisti Leonardo da Vinci, Giorgio Vasari e Benvenuto Cellini il compito di evocare la stagione del Rinascimento e a Giovanni Della Casa, autore del celebre Galateo, quello di chiedere all’Imperatore Carlo V la restituzione di Piacenza ai Farnese dopo l’assassinio del Duca Pier Luigi.

Di lì a poco inizieranno ad arrivare a Piacenza i colti viaggiatori dei Grand Tour, ed ecco Montaigne, François Misson, Giuseppe Gorani, Stendhal e James Fenimore Cooper; qualche pagina ancora, e sentiremo risuonare da Sant’Agata la gioia di Giuseppe Verdi al ritiro degli Austriaci nel 1859. Non mancano le voci appassionate dei piacentini stessi, giornalisti, scrittori, uomini di cultura, tra i quali spiccano due compianti storici dell’arte protagonisti di questi anni: Ferdinando Arisi, che ci avvince nella sua descrizione del Tondo di Botticelli a Palazzo Farnese, e Stefano Fugazza, con un’alta riflessione sulle simbologie medievali tra i pilastri della nostra Cattedrale.

Ma all’aprire del volume quasi non si fa in tempo ad iniziarne la lettura, perché lo sguardo è tentato di catturare subito la vista spettacolare della città al crepuscolo dal Campanile del Duomo, il silenzio misterioso delle piazze in notturna, le colline ornate di vigneti e castelli, i calanchi, le montagne teatro delle battaglie durante la Resistenza, la vita di colore e materia pulsante in dipinti e sculture, o i gioielli di architettura fioriti nei secoli in ogni angolo del territorio piacentino.

Pagine in viaggio, a cura di Eleonora Barabaschi, è edito da Tip.Le.Co. con la direzione editoriale di Leonardo Bragalini. Le immagini sono state scattate da Carlo Pagani, Daniele Signaroldi e Andrea Ambrogio.

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