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“Siamo medici, non burocrati”. In Piazza la protesta dei camici bianchi foto

"Troppa burocrazia, vogliamo tornare a fare i medici". E' l'appello lanciato anche da Piacenza, nel corso della giornata di sciopero generale proclamata dai sindacati a “difesa del Servizio sanitario nazionale” e “contro i tagli delle prestazioni erogate ai cittadini”

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“Troppa burocrazia, vogliamo tornare a fare i medici”. E’ l’appello lanciato anche da Piacenza, nel corso della giornata di sciopero generale proclamata dai sindacati a “difesa del Servizio sanitario nazionale” e “contro i tagli delle prestazioni erogate ai cittadini”.

Nella nostra città i camici bianchi si sono ritrovati per un sit in sotto i portici di Palazzo Gotico in Piazza Cavalli: “Il nostro ruolo – afferma Umberto Gandi, presidente provinciale Snami, il sindacato autonomo dei medici – è fare diagnosi, cure e prevenzione, in un mondo in cui le cronicità sono in aumento con conseguente crescita dei costi per il sistema sanitario nazionale”.

“Con Legge Balduzzi e con altre proposte fatte dal Governo siamo oggi costretti a perdere piu della metà del nostro tempo in peripezie burocratiche, con una situazione di informatizzazione precaria e continui cambi di software e impostazioni”.

Gandi evidenzia come lo mobilitazione sia nell’interesse dei cittadini: “Scioperiamo per la gente costretta a sborsare sempre più soldi per avere servizi molto inferiori rispetto al passato”.

“Meno burocrazia, più medici e infermieri a servizio del malato” – è lo slogan di Maurizio Groppi di Anaao -. “La sensazione è che lo sciopero stia facendo registrare un buon numero di adesioni. Anche l’ospedale è sovraccarico di mansioni burocratiche, che portano via tempo alle cure dei malati”.

2 milioni le prestazioni sanitarie che in Italia potrebbero saltare per lo sciopero, dagli esami di laboratorio, agli interventi chirurgici, alle visite specialistiche.

Anche la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri si dice “vicina” ai medici che aderiranno allo sciopero. “I medici scioperano per e non contro le persone – afferma la Presidente Roberta Chersevani -. L’obiettivo è quello di sottolineare il concreto rischio che nei prossimi anni, in assenza di un progetto di respiro nazionale sulla sanità, sia vanificato il diritto costituzionale alla tutela della salute”.

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