A Piacenza il Café Alzheimer: incontri e terapia per malati e famigliari foto

Uno spazio informale e accogliente, dove le persone affette da demenza e i loro familiari possono riunirsi per trascorrere alcune ore insieme, socializzare e chiedere consigli grazie alla guida di operatori esperti

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Parte ufficialmente a Piacenza il Cafè Alzheimer, iniziativa promossa dal Consultorio per i disturbi cognitivi dell’Azienda Usl in collaborazione con il Comune di Piacenza.

Giovedì pomeriggio l’inaugurazione presso i locali del circolo “Il Tulipano” di via Cantarana 10 a Piacenza: l’idea alla base del progetto è di realizzare uno spazio informale e accogliente, dove le persone affette da demenza e i loro familiari possono riunirsi per trascorrere alcune ore insieme, socializzare e chiedere consigli grazie alla guida di operatori esperti.

All’inaugurazione hanno partecipato l’assessore Comunale Stefano Cugini, Costanza Ceda (Direttore Attività Socio Sanitarie – Azienda USL di Piacenza), Antonella Carafelli (Servizio Assistenza Territoriale – Regione Emilia Romagna), Lucio Luchetti (Responsabile clinico Centro Disturbi Cognitivi – Azienda Usl di Piacenza), Giordana Dordoni (Responsabile psico-sociale Centro Disturbi Cognitivi – Azienda Usl di Piacenza) e Laura Ballocchi (Psicologa Centro Disturbi Cognitivi-Azienda USL Piacenza).

Attraverso gli incontri, il Cafè Alzheimer vuole migliorare l’integrazione dei malati e dei loro parenti nel territorio contrastando l’isolamento e lo stigma, per incrementare il sostegno e il senso di sicurezza dei familiari, per promuovere l’apprendimento di strategie per la gestione dei disturbi psico-comportamentali, dando risposte mirate alle loro proposte e alle loro esigenze informative.

A Piacenza l’Ausl ha consolidato da anni un percorso specifico dedicato a questi malati, che fa perno sui Consultori per i disturbi cognitivi: “Il programma – racconta Lucio Luchetti, che ne è responsabile medico – è stato attivato nel 2000 a seguito di una specifica delibera regionale”. Da allora l’impegno di tutti i professionisti coinvolti è stato notevole e oggi è strutturata una rete provinciale di ambulatori che garantisce una presa in carico il più capillare possibile dei pazienti.

Attualmente sono oltre 3mila le persone seguite. “Anche l’equipe si è ampliata con il contributo di diverse professionalità”. Infermieri, medici geriatri e neurologi ospedalieri e territoriali, psicologi e assistenti sociali: ognuna di queste figure contribuisce alla proposta terapeutica e di presa in carico del paziente.

Sia in fase di diagnosi sia nel prosieguo delle attività, è importante la valutazione neuropsicologica del paziente: “Esaminiamo – spiega Giordana Dordoni – la componente cognitiva, affettiva, funzionale e relazionale”.

I professionisti si rivolgono non solo alla persona affetta da malattia di Alzheimer o da altri disturbi cognitivi, ma anche ai familiari e ai cosiddetti cavegiver, ovvero coloro che si occupano dell’assistenza al malato. “Forniamo colloqui personali e abbiamo attivato gruppi di mutuo aiuto”.

Essenziali, all’interno dell’equipe, sono anche l’assistente sociale – che propone alla famiglia alcune opportunità di sostegno quali l’assistenza domiciliare, i centri diurni e gli assegni di cura) – e l’infermiere, che collabora strettamente con il medico, svolge una funzione di filtro rispetto ai familiari, fornisce consulenze telefoniche e si occupa della distribuzione di farmaci.

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