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Diversivi, Foti e Opizzi: ” Trasferire la gestione al Comune di Piacenza”

Per gli esponenti di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale "l'avvenuta consegna di dette opere al Consorzio di bonifica, era motivo - e tutt'ora lo è - per quest'ultimo per imporre ai condomini e proprietari di casa della città di Piacenza una contribuzione obbligatoria per oltre un milione e mezzo di euro"

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dei consiglieri del comune di Piacenza Tommaso Foti ed Erika Opizzi (Fratelli d’Italia- Alleanza Nazionale):  ” Trasferire al Comune di Piacenza la gestione dei Diversivi”
 
 
Il comunicato – “Oltre 28 anni fa, la Giunta comunale di Piacenza dichiarava che, per quanto di competenza, le opere consortili site nel comune stesso, ovvero il collettore rifiuto e il collettore settentrionale, avevano perso i connotati della bonifica, e che esse, pertanto, facevano parte delle opere comunali di fognatura”, lo sostengono in una mozione urgente i consiglieri comunali Tommaso Foti e Erika Opizzi.

Per gli esponenti di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale “l’avvenuta consegna di dette opere al Consorzio di bonifica, era motivo – e tutt’ora lo è – per quest’ultimo per imporre ai condomini e proprietari di casa della città di Piacenza una contribuzione obbligatoria per oltre un milione e mezzo di euro, a fronte di un costo di manutenzione delle stesse opere stimato dal Comune, in poche decine di migliaia di euro“.

Foti e Opizzi ricostruiscono, quindi, la serie interminabile di istanze presentate dal Comune volte ad ottenere la sdemanializzazione dei due collettori e dell’impianto idrovoro della Finarda, in considerazione del fatto che “lo sviluppo cittadino aveva modificato, nel tempo, le previsioni urbanistiche, sicché i canali diversivi soprammenzionati risultavano compresi all’interno del contesto urbano ed erano divenuti, a tutti gli effetti, veri e propri collettori fognari, impegnati esclusivamente da acque reflue e meteoriche provenienti dagli edifici e dalle strade cittadine”.

Anche i tentativi del Comune di ottenere l’inserimento dei detti beni appartenenti al demanio statale nell’elenco di quelli trasferibili al Comune a titolo non oneroso, secondo le norme riguardanti il federalismo demaniale non hanno sortito effetto alcuno. Da ultimo, evidenziano i consiglieri di FdI-AN, il Comune di Piacenza ha richiesto “al Ministero dell’Economia e delle Finanze e all’Agenzia del Demanio la concessione a titolo non oneroso dei detti beni di proprietà dello Stato”, senza ottenere una soddisfacente risposta.

La mozione di Foti e Opizzi impegna, quindi, la Giunta Dosi “a volere proseguire nelle azioni fino ad oggi intraprese e tutte volte all’ottenimento, a vario titolo, dei beni statali richiesti e, in particolare, alla gestione diretta degli stessi, con evidenti e quantificati benefici per i condomini e i proprietari di immobili siti nel Comune di Piacenza, ad oggi assoggettati al contributo di bonifica proprio in relazione al fatto che la gestione degli stessi beni Statali risulta affidata al Consorzio”.

La mozione dei consiglieri di di FdI-AN richiede, altresì, alla Giunta di “rendere una dettagliata relazione sulla vicenda nella competente commissione consiliare, oltre a volere “richiedere formalmente, nel caso in cui ogni altra strada risulti preclusa, alla Regione Emilia-Romagna di escludere dal perimetro di bonifica i beni statali di cui sopra, atteso che oramai da quasi svariati lustri il Comune di Piacenza ha dichiarata cessata l’attività di bonifica degli stessi”.
 
 
 
 
 

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