Giornata della Memoria, consigli di lettura per non dimenticare

Cade oggi la Giornata della Memoria e sappiamo che la narrativa sull’argomento è ricca e sempre in costante aggiornamento. Per questo motivo abbiamo deciso di proporvi libri che, pur restando in tema, lo affrontano in maniera diversa.

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Cade oggi la Giornata della Memoria e sappiamo che la narrativa sull’argomento è ricca e sempre in costante aggiornamento. Per questo motivo abbiamo deciso di proporvi libri che, pur restando in tema, lo affrontano in maniera diversa.

Il complotto contro l’America – Philip Roth, edizioni Einaudi. Questo libro rientra nel genere “what if…”, e cioè del “cosa sarebbe successo se …”. L’autore racconta cosa sarebbe successo se Charles Lindberg, allora considerato un eroe nazionale dalle non tanto nascoste simpatie antisemite, avesse vinto le elezioni presidenziali americane a ridosso dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.  Questo avrebbe portato a un accordo di aggressione con la Germania nazista e a persecuzioni nei confronti degli ebrei statunitensi, confinati nel Kentucky. Un testo attuale, soprattutto se si pensa a certi candidati schierati dal partito repubblicano per le prossime elezioni (sì, ci stiamo riferendo a Donald Trump).

La parte dell’altro – Eric – Emmanuel Schmitt, Edizioni E/O. Anche questo libro rientra nel genere di cui abbiamo parlato sopra. Ne “La parte dell’altro” sono 2 le storie che procedono in parallelo. Il protagonista di entrambe è proprio Adolf Hitler, o meglio la sua vita e la distruzione che ha portato con se’, e di quanto diversa avrebbe potuto essere la sua esistenza se fosse stato ammesso all’Accademia di Belle Arti di Vienna, invece di essere respinto, come invece accadde. E’ proprio questo momento che fa schiudere le fatali sliding doors: insomma, la soddisfazione delle ambizioni artistiche avrebbe impedito a Hitler di farsi divorare dalla frustrazione, trascinando il mondo in un abisso di violenza. Sempre di Eric – Emmanuel Schmitt consigliamo “Il visitatore” (ancora Edizioni E/0), un’opera teatrale che si legge come un racconto, già messa in scena due volte al Municipale di Piacenza. La pièce racconta dell’incontro tra Freud, in procinto di abbandonare l’Austria per l’Inghilterra per sfuggire alle persecuzioni naziste, e un misterioso visitatore…

Lui è tornato – Timur Vermes, Bompiani Vintage. Insomma, ormai lo avete capito che abbiamo un debole per le trame in cui abbonda l’immaginazione. In questo caso il “lui” del titolo è proprio lui – lui, “ei fu” Adolf Hitler, che si risveglia in un cortile della Berlino contemporanea. Riesce pur con qualche difficoltà non solo a ambientarsi ma a diventare una star della televisione tedesca e spopola su Youtube (del resto con i mezzi di comunicazione di massa Adolf se l’è sempre cavata bene), perché le sue tirate razziste vengono considerate dei riuscitissimi sketch comici. Il nostro riesce anche a scucire un ricco contratto per pubblicare un libro. Forse perché “Non era tutto sbagliato” (slogan che forse suona familiare anche a voi?).

Suite Francese – Irène Némirovsky, edizioni Adelphi. Sappiamo che ormai la Némirovsky è un’autrice di moda, con la casa editrice Adelphi molto sollecita nel pubblicare tutta la sua produzione, racconti e romanzi brevi che spesso danno l’impressione di essere ricoperti da una patina di polvere, nonostante le sempre aggiorate ultime edizioni (insomma sono un po’ datati). Ma “Suite Francese” è un’eccezione, in parte per la storia che racconta, in parte perché il modo stesso in cui questo libro è riuscito ad arrivare ai giorni nostri è, da solo, un romanzo. “Suite Francese” è quello che viene definito un romanzo corale, in cui l’aspetto romantico che coinvolge 2 dei protagonisti è marginale, nonostante quello che ha voluto far credere il claim dell’omonimo film proiettato nelle sale lo scorso anno. Némirovsky scrive in presa diretta di una Francia invasa dai nazisti, dove si intrecciano le tante storie dei ricchi Péricand, dei modesti impiegati di banca Michaud, della dolce Lucile Angellier e dell’ufficiale tedesco Bruno von Falck. Ma il libro poi si interrompe bruscamente perché è la Storia stessa a decretarne l’interruzione: la Némirovski, di origine ebrea, e il marito Michel Epstein vengono arrestati nel luglio 1942. La recente conversione alla religione cattolica non è sufficiente ad evitare alla coppia il destino comune agli internati di Auschwitz. Una sorte che viene evitata alle figlie Elisabeth e Denise con non poche peripezie. Solo dopo 40 anni, Elisabeth e Denise avranno il coraggio di leggere quei quaderni affidati loro dalla madre prima dell’arresto, e riuscire poi a pubblicare il romanzo che vi era contenuto (su questo leggere anche la biografia scritta dalla figlia della Némirovski: “Mirador” di Elizabeth Gille, Fazi edizioni).
 
La vita davanti a se’ – Romain Gary, Edizioni Neri Pozza. Anche in questo caso il libro porta con se’ un’altra storia oltre a quella che racconta: con lo pseudonimo di Emile Ajar, Romain Gary è infatti riuscito a vincere per la seconda volta il prestigioso premio Goncourt, riconoscimento che può essere attribuito solo una volta, circostanza chiarita solo dopo la morte dell’autore nel 1980. E qui, è lo scrittore ad essere quasi più affascinante dei libri che ha scritto: nato in Lituania, Gary arriva a Nizza a 13 anni, si arruola nell’aviazione per poi entrare nella Resistenza francese, decorato con la legione d’onore, diventa diplomatico, e poi scrittore, regista e sceneggiatore. Insomma con la sua vita (vi abbiamo detto che fu anche il marito della bellissima Jean Seberg?) si sarebbero potuti riempire senza troppa fatica un paio di Meridiani della Mondadori. Ma veniamo a “La vita davanti a se’”.  Ambientato a Belleville ben prima del Malaussène di Daniel Pennac, “La vita davanti a se’” parla di una banlieue e dei suoi emarginati carichi di umanità, di madame Rose, sopravvissuta ad Auschwitz, che accoglie i figli delle prostitute indipendentemente dalla loro origine e religione. E di come scoprirà il piccolo Momo, l’amore può spingersi fino a mentire e a cercare di ingannare la morte. Perché “la gente tiene alla vita più che a ogni altra cosa, il che è divertente se si pensa a quante belle cose ci sono al mondo”.

Menzione speciale “Un ragazzo sveglio” – Stephen King, Sperling Paperback. Lo citiamo brevemente, perché non è un libro ma è un racconto inserito nella raccolta “Stagioni Diverse”, che contiene tra l’altro anche “Il corpo”, un vero gioiellino da cui è stato tratto il film “Stand by me”, con River Phoenix. Qui non ci sono vampiri, gatti e bambini che risorgono da un pet semetary, niente gemelline in un albergo disabitato costruito su un antico cimitero indiano. Qui Stefano Re parla del fascino che il vero male è in grado di esercitare. Esperienza che vivrà in prima persona il giovane Todd quando scoprirà che il vicino di casa è un criminale nazista sfuggito alla giustizia. Todd non lo vuole denunciare, ma farsi raccontare cosa succedeva nei campi di sterminio…
 
 
 
 

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