Influenza, si viaggia verso il picco. “Vaccinazioni in aumento”

L'abbassamento delle temperature porta con se' i primi casi di influenza, in questo inverno decisamente mite. Ma, come spiega Giuseppe Miserotti, uno dei "medici sentinella" di Piacenza, inseriti nella rete di monitoraggio del ministero della salute, è ancora presto per parlare di picco influenzale. 

L’abbassamento delle temperature porta con se’ i primi casi di influenza, in questo inverno decisamente mite. Ma, come spiega Giuseppe Miserotti, uno dei “medici sentinella” di Piacenza, inseriti nella rete di monitoraggio del ministero della salute, è ancora presto per parlare di picco influenzale. 

“Dovremo aspettare la fine del mese e l’inizio di febbraio – dice il dottor Miserotti – per poter parlare di picco: diciamo che i casi da noi rilevati stanno iniziando ad aumentare”. 

Ma quando si può parlare di influenza e non di semplice raffreddamento? “Il primo vero segnale è la spossatezza fisica, che spesso viene descritta in maniera molto colorita dai nostri pazienti. Questo sintomo è più indicativo di un mal di gola. E poi, rinite, forti mal di testa e tosse secca, mentre l’intensità della febbre, che pure spesso supera i 38 gradi, varia da paziente a paziente. La terapia più efficace è sempre quella del riposo, senza esagerare con i febbrifughi, bere molti liquidi e seguire una dieta leggera, con frutta, verdura e carni bianche”. 

E’ già possibile fare un bilancio della campagna vaccinale lanciata lo scorso autunno? “Rispetto al 2014 (che ha visto un calo delle vaccinazioni, ndr) posso dire dal mio osservatorio che nel 2015 c’è stato un riavvicinamento, soprattutto da parte di alcuni pazienti anziani, mentre resta la diffidenza in pazienti, seppure inseriti in categorie a rischio, di età medio giovane. Si pensa – afferma il dottor Miserotti – di non averne bisogno, perché si considera erroneamente la vaccinazione come una “cosa da vecchi”. In realtà è un efficace strumento di protezione per se’ e soprattutto per gli altri: serve non solo a tutelare la propria salute ma anche quella di soggetti più fragili. Credo che questa disaffezione, che ora stiamo recuperando, sia frutto delle polemiche legate alla pandemia di influenza suina del 2009 (con una vittima proprio a Piacenza, una paziente con gravi patologie pregresse, ndr), quando fu lanciata una massiccia campagna di vaccinazione per contrastare l’impatto del virus, che fu poi comunque modesto”. 

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