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Piazza Duomo “arcobaleno”: “Qui per i diritti di tutti” FOTO e VIDEO foto

"Non è lotta dei gay per i gay, ma battaglia di tutti per far uscire questo paese dal Medioevo". E' lo slogan simbolo della manifestazione per i diritti delle coppie di fatto

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“Non è lotta dei gay per i gay, ma battaglia di tutti per far uscire questo paese dal Medioevo”. E’ lo slogan simbolo della manifestazione per i diritti delle coppie di fatto, omosessuali e non, che si è tenuta nel pomeriggio del 23 gennaio in piazza Duomo a Piacenza.

SvegliatiItalia è il titolo che gli organizzatori, un cartello di associazioni e forze sociali, hanno voluto per far suonare tutti insieme le sveglie “per destarci dal torpore legislativo in cui versiamo.

Circa 200 le persone presenti, con tante famiglie con bambini. Alla fine hanno fatto suonare sveglie, per far svegliare l’Italia, con un flashmob collettivo (guarda i video).

Ad aprire la manifestazione il rappresentante dell’Arcigay Davide Bombini: a seguire gli interventi di Sara Dallabora di famiglie arcobaleno, il consigliere comunale Manuel Rossi, Giugi Rabu per Agedo Piacenza il vicepresidente e segretario di Arcigay Piacenza Maurizio Rivioli, Stefania Guardincierri (La Ste) di Rifondazione Comunista. Presente in piazza anche l’assessore comunale Giulia Piroli.

Per evitare che i manifestanti venissero a contatto con l’altra iniziativa contrapposta delle Sentinelle in piedi in piazza Cavalli, i carabinieri hanno bloccato il passaggio in via XX Settembre.

I VIDEO

“L’Italia – spiegano i promotori – è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni”.

“Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese”.

“La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati”.

“Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone. Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti”.

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