Proprietà Fondiaria: “Stop alla tassazione sulle aree fabbricabili”

"Non è possibile - afferma il sindacato provinciale - che persistano valori accertati (o comunque stabiliti) anni e anni fa, prima della crisi indotta dal Governo Monti con la sconsiderata tassazione allora introdotta a favore dei Comuni"

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“La legge stabilisce che le aree fabbricabili possano essere tassate (ai fini IMU) solo sulla base del “valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione”, accertato attraverso “i prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche””.

Il Sindacato provinciale della Proprietà fondiaria (Piacenza, Via Sant’Antonino 9) chiede ai Comuni (e alle apposite Commissioni comunali) di prendere atto – al fine di stabilire i valori al 1° gennaio scorso e, così, di indicare gli atti pubblici dai quali gli stessi sono stati rilevati – “che per le aree fabbricabili non vi è addirittura mercato (stante la nota crisi edilizia) e che non è possibile che persistano valori accertati (o comunque stabiliti) anni e anni fa, prima della crisi indotta dal Governo Monti con la sconsiderata tassazione allora introdotta a favore dei Comuni”.

“In effetti – si legge in una nota – è assurdo (prima ancora che ridicolo) accertare valori (o – addirittura – vantarsi di non averli aumentati) quando è noto che terreni fabbricabili non si vendono neppur più (e, comunque, meno degli altri), proprio perché il nuovo acquirente va ad assumersi una tassazione per un’area che in realtà fabbricabile non è, assoggettandosi in molti casi ad oneri per i gravosi (e crescenti) contributi al Consorzio di bonifica, che sono anch’essi un altro onere reale (e indipendente dall’utilizzazione o meno di acqua irrigua) che contribuisce a rendere sempre più difficile la commerciabilità dei beni a tale contribuzione sottoposti”.

Il Sindacato della Proprietà fondiaria “si rende disponibile – ad evitare contenziosi – a confrontarsi con gli uffici interessati dei singoli Comuni, e con le apposite Commissioni, al fine di concordare valori realmente correnti e si tiene comunque a disposizione degli associati per inoltrare per loro conto istanze di revisione del valore delle aree fissato per gli scorsi anni ed in particolare per il 2015, evidenziando – ancora una volta – che tasse al di fuori del reale valore assumono un carattere espropriativo surrettizio radicalmente incompatibile con la Costituzione”.

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