Sentinelle in piedi in piazza Cavalli a difesa della famiglia VD foto

Quasi in contemporanea con la manifestazione in piazza Duomo a sostegno delle unioni civili, dalle ore 16, sono tornate a vegliare in Piazza Cavalli a Piacenza le Sentinelle In Piedi, per un'ora, in silenzio. 

Quasi in contemporanea con la manifestazione in piazza Duomo a sostegno delle unioni civili, dalle ore 16, sono tornate a vegliare in Piazza Cavalli a Piacenza le Sentinelle In Piedi, per un’ora, in silenzio.

Intenti contrapposti quelli dei manifestanti immobili con un libro in mano: a difesa della famiglia tradizionale e contro il disegno di legge Cirinnà all’esame del Parlamento che introduce le unioni civili.

“Questa manifestazione è di libertà, noi rifiutiamo – hanno sostenuto gli organizzatori – ogni distinzione tra omosessuali e eterosessuali, ci sono solo uomini e donne. Le contestazioni sono frutto di strumentalizzazioni dei potenti mezzi di comunicazione e delle lobby. Noi ci riuniremo ancora per vigilare e dire la verità: no al ddl Cirinna’”

La polizia, schierata a lato della piazza, ha presidiato le Sentinelle. C’è stato qualche tentativo di provocazione con un gruppo di aderenti alla manifestazione arcobaleno che si è avvicinato al quadrilatero della piazza. Una coppia si è baciata platealmente davanti alle sentinelle, ma non vi sono state tensioni particolari.

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“E’ slittato al 28 gennaio – scrivono in una nota le Setinelle – l’avvio dell’iter legislativo del ddl Cirinna’ c.d. “sulle unioni civili”. Un testo di legge che viene presentato come necessario per garantire dei diritti ad una “categoria” di persone che si sostiene essere discriminata per il loro orientamento sessuale”.

“Ma non c’è legge che possa cambiare la realtà. Non c’è legge che possa rendere uguali due realtà differenti in nome di un “sentimento”. Questa legge è una menzogna. E’ una presa in giro soprattutto per chi crede di trovare la felicità in questa legge. Perché non si può pensare di tradurre in legge l’illusione che “love is love””.

“Nessuna norma ha mai preso in considerazione i sentimenti. Non il codice civile quando disciplina il matrimonio. Non la Costituzione. La nostra Costituzione, infatti, “riconosce” (cioè prende atto di qualcosa di preesistente ad essa) della famiglia come cellula primaria della società, poiché la famiglia è il nucleo stabile che può educare cittadini capaci di contribuire al bene comune e di accogliere la diversità”.

“Il ddl Cirinnà – proseguono – scardina l’Isituto del matrimonio, allargando ad altre realtà che nulla hanno a che vedere con il matrimonio e, conseguentemente, scardina la famiglia. Perché tante famiglie=nessuna famiglia. Non da ultimo il ddl va respinto perché abbiamo il dovere di tutelare i bambini. Poiché lo stesso prevede la possibilità che due persone adulte possano “fabbricare” un bambino con ovulo, utero e semi esterni alla coppia”.

“Ecco perché – concludono – scendiamo in piazza il 23 gennaio a Piacenza e nello stesso fine settimana in più di 50 piazze italiane. Per dire no a questo ddl. La società intera è chiamata a dire No a queso disegno di legge ed è chiamata a farlo nello spazio pubblico poiché questa legge riguarda tutti. La famiglia non è una delle tante opzioni possibili per costruire la società. La famiglia non è una modalità di vivere l’amore. L’amore non è una pulsione sessuale e la tendenza sessuale non definisce le persone”.

Trasporto gratuito da Piacenza a Roma per il Family Day. Per sollecitare ed agevolare la massima partecipazione di tutti all’evento del prossimo 30 gennaio nella capitale, al Circo Massimo, in difesa dei bambini e della famiglia, il viaggio di andata e ritorno in pullman è integralmente gratuito, come annunciato in una nota il “Comitato difendiamo i nostri figli” locale.

“Naturalmente chi lo desidera potrà ugualmente, e liberamente, contribuire con le proprie offerte alle spese organizzative e di viaggio” e invitano “chiunque fosse interessato a partecipare con la propria famiglia ed i propri figli al Family Day, a lasciare da parte dubbi e remore e ad iscriversi, per partecipare ad una esperienza di comunione, testimonianza, impegno civile ed allegria, che lascerà certamente un segno profondo ed indelebile nella memoria di ciascuno; orgogliosi di potere un giorno dire, come per il 20 giugno ed il Family Day del 2007, io c’ero.”

 

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