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Anche il consiglio “finisce” in Procura. Scontro sul bando illuminazione

Un riferimento, questo della Procura, che non è mancato anche in interventi dei consiglieri comunali, e che ha suscitato, in chi ha vissuto gli inizi degli anni Novanta, ricordi poco lusinghieri nei confronti delle amministrazioni pubbliche

La vicenda in realtà squisitamente amministrativa del bando – per ora abortito – sull’illuminazione pubblica rischia di diventare una delle partite più politicamente delicate dell’amministrazione Dosi. Se n’è avuta prova durante l’ultima seduta del consiglio comunale di Piacenza, che si è aperta subito con un turbinio di riferimenti a pizzini, report segreti, lettere inviate dall’avvocatura comunale, e culminata con l’intervento – circostanza del tutto inedita per l’aula consigliare – del segretario generale Vincenzo Filippini, che ha anticipato l’intenzione di portare i verbali della seduta stessa in Procura. 



Un riferimento, questo della Procura, che non è mancato anche in interventi dei consiglieri comunali, e che ha suscitato, in chi ha vissuto gli inizi degli anni Novanta, ricordi poco lusinghieri nei confronti delle amministrazioni pubbliche. 



A rompere il ghiaccio è stato il consigliere FdI-An Tommaso Foti, mettendo subito sui banchi di palazzo Mercanti un carico da novanta. “Basta ai pizzini fatti circolare ad arte, affinché i consiglieri abbiano paura di votare”. Il consigliere fa riferimento a un articolo pubblicato su Libertà, in cui si dice che – sulla base di un presunto report riservato – Enel potrebbe fare causa all’amministrazione, dopo il brusco stop al bando dello scorso fine settimana (ritirato in commissione consiliare ndr), per un milione e 200 mila euro.



“Chiedo se il segretario comunale abbia sporto denuncia su atto che è stato steso su carta comunale, non è protocollato e non è accessibile ai consiglieri comunali – dice Foti, riferendosi al report citato nell’articolo di Libertà – Il sindaco avrebbe dovuto smentirlo, se non c’è. Non sapevo esistessero i report anonimi. Noi non lo abbiamo, invece il giornale locale sì. Sono stufo di dire a nuora, perché suocera intenda, di fringuelli.

Mi risulta poi che il sindaco, il presidente del consiglio e l’assessore abbiano ricevuto una lettera dell’avvocatura del Comune”. Il consigliere Foti legge un estratto della missiva redatta dalla dirigente Elena Vezzulli, in cui dice di aver ricevuto numerosi consiglieri di maggioranza per ricevere un’opinione sulla procedura, e di aver a loro espresso un personale “convincimento dubbioso”, comunicato poi anche al sindaco, al segretario generale e agli uffici. 



“In questo balletto delle lettere – continua poi l’esponente di Fdi-An – c’è anche quella del presidente del consiglio, in cui chiede chiarimenti entro il 2 marzo. Quanto alle illazioni contenute nel report, che nessuno si è accreditato di voler sottoporre all’autorità giudiziaria, esiste una copiosa giurisprudenza secondo la quale a Enel Sole non andrebbe corrisposta una lira di risarcimento, anche in caso di procedure in fase ben più avanzata. C’è una lunga serie di pareri legali a questo proposito. Questi pizzini sono fatti circolare ad arte, per far sì che abbiano paura a votare. Questa è intimidazione, e in quanto tale punibile dal codice penale. Perché chi ha letto il giornale, ieri, pensava di vendere la casa. Fino a quando durerà questo clima torbido, di lettere, contro lettere?”. 



“Non ho capito se questa sceneggiata dell’essere andati in Procura fosse un’excusatio non petita. Se è vero che siete andati in Procura, potete tornare e dire che vi siete dimenticati quest’altro documento. Oppure basta una smentita, e le opportune azioni contro chi ha attributo al Comune un documento che non lo è. Perché di tutto questo, e della lettera della dottoressa Vezzulli non si è parlato durante la commissione dello scorso venerdì?”. 



“Io non rispondo all’amministrazione, ma al consiglio comunale – prende la parola il presidente del consiglio Christian Fiazza -; dopo aver visto la lettera della dottoressa Vezzulli ho chiesto un parere legale da poter presentare il 2 marzo, in occasione della conferenza dei capigruppo”. 



A questo punto il segretario Vincenzo Filippini chiede, evento del tutto eccezionale, di poter prendere la parola. Si apre la votazione, come da regolamento, e all’unanimità il segretario può intervenire in consiglio. 



“Questa volta sono costretto a inviare il verbale in Procura, per quello che è stato il dibattito e le osservazioni che sono state fatte – esordisce -. Sono il segretario generale del Comune e non della Giunta, e in quanto tale non devo tener conto di pizzini e report, ma solo di atti formali in merito ai quali posso essere chiamato ad esprimere un parere. In merito al report citato io non l’ho visto, e ne sono venuto a conoscenza ieri, domenica, quando ho letto il giornale. Ho ricevuto formalmente 2 cose: in data 24 febbraio la richiesta del capogruppo del M5s in merito alla correttezza della procedura riguardante il bando, e dopo un approfondimento uffici, ho espresso la mia valutazione su quella che è una proposta di delibera, e cioè che ha il parere di regolarità tecnica ed è conforme agli articoli interessati. Ed ho ricevuto la lettera del presidente del consiglio comunale in cui si chiede il parere legale all’Avvocatura comunale”. 



“Voglio sottolineare – prende la parola il sindaco Paolo Dosi – il ruolo del segretario generale in questa vicenda, è un punto di riferimento per tutta l’amministrazione. Ho seguito seppure tardivamente questa pratica, nel periodo in cui io ero assente e ne ho perso un pezzo, questo mi ha messo in condizione di difficoltà nel ricostruirla vista la sua delicatezza, e in merito alla quale noi abbiamo cercato di orientarci rispetto alle norme. Ogni decisione che viene presa non solo è estremamete ponderata ma è ispirata da criteri volti al rispetto delle norme, perché ce lo impone la legge”. Il primo cittadino poi interrompe il discorso a braccio per leggere una nota ufficiale.



“La nostra unica preoccupazione è stato il garantire il bene pubblico, nel rispetto delle legge. Qualsiasi dubbio va ricondotto all’opinione personale. Abbiamo ritirato la delibera, anche se ritenevamo più prudente la sospensione. Non intendiamo sottrarci alla nostra responsabilità. Il report cui si fa accenno è un promemoria redatto dall’assessore Luigi Gazzola, il risarcimento cui si fa riferimento è mera ipotesi da valutare”. 

Ma si sa, tanto più i documenti sono riservati tanto più velocemente trovano la via dei mezzi d’informazione. 

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