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Finestra sul tempo: via Mazzini ieri e oggi

Ecco la nuova finestra sul tempo di Nereo Trabacchi. In questo scorcio è immortalata via Mazzini a Piacenza, ieri e oggi. 

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Ecco la nuova finestra sul tempo di Nereo Trabacchi. In questo scorcio è immortalata via Mazzini a Piacenza, ieri e oggi. 

La letteratura e la cinematografia ce lo insegnano da sempre: le brecce temporali non lanciano avvisaglie, spariscono risucchiate in loro stesse con la stessa velocità con cui si sono aperte, ma nella loro breve permanenza nel nostro presente lasciano più ricordi e insegnamenti di quanti possiamo assimilare in una esistenza intera. Infatti le numerose finestre che mi si stanno aprendo davanti in questi giorni, dopo mesi di silenzio, sembrano voler gridare qualcosa che solo per colpa dei miei tragici limiti non sono ancora riuscito ad afferrare.

Questa mattina, appena uscito dalla banca, ho provato quel formicolio alla nuca tipico segnale del fatto che una finestra si sta aprendo sulla mia testa (fino a quando non sarà qualcuno che mi vuole gettare un vaso sulla testa), e afferrato come da abitudine ormai consolidata il cellulare per immortalarla, mi sono trovato davanti a quello che potete vedere anche voi: una via Mazzini nella prima metà del secolo scorso in tutta la sua “genuinità”. La strada è pressoché identica e la finestra si intersecava alla perfezione in Palazzo Galli. Quello che più mi colpisce di questa finestra è l’armoni dei movimenti a distanza di un secolo: il carretto spinto a mano o tirato da un piccolo cavallo sulla destra, svolgeva lo stesso “mestiere” che fanno le macchine ora in quella stessa posizione parcheggiate. L’uomo del passato che cammina sulla sinistra, forse in uniforme militare, pare avere la stessa postura della testa, del corpo e dell’andatura dell’uomo del presente sulla destra capitato per caso nella mia fotografia. Un po’ più in là, alcuni tavolini di un bar sull’angolo della strada proprio come oggi e ovviamente sullo sfondo più lontano, nello stesso identico posto, il campanile del Duomo che tutto e tutti ha sempre visto passare. 

Non so quando si riaprirà una nuova finestra sul tempo, e non so neppure se accadrà nuovamente, ma nell’attesa di chi lo desidera sapere vi lascio con un pensiero profondo di Harvey MacKay, quando ci dice che: “Il tempo è gratis ma è senza prezzo. Non puoi possederlo ma puoi usarlo. Non puoi conservarlo ma puoi spenderlo. Una volta che l’hai perso non puoi più averlo indietro…

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